Belgio, vai a lavoro in bicicletta? Fino a 200 euro al mese come incentivo
di Anna LombardiUna pedalata decisa verso la sostenibilità del lavoro pendolare. Dal primo maggio, in Belgio, a tutti i lavoratori del settore privato spetta infatti un’ “indennità ciclistica”: chi va al lavoro in bicicletta può infatti chiedere un contributo esentasse alla propria azienda che, a secondo della lunghezza del tragitto, può arrivare fino a 200 euro al mese. L'indennità - che esisteva dal 2017 solo per alcune categorie di lavoratori, impiegati ad esempio nell’edilizia o nella ristorazione e che non era stata adeguatamente sfruttata - ora è stata estesa a tutti i dipendenti privati.
Una decisione presa in accordo coi sindacati, che hanno dato una spin…
Una pedalata decisa verso la sostenibilità del lavoro pendolare. Dal primo maggio, in Belgio, a tutti i lavoratori del settore privato spetta infatti un’ “indennità ciclistica”: chi va al lavoro in bicicletta può infatti chiedere un contributo esentasse alla propria azienda che, a secondo della lunghezza del tragitto, può arrivare fino a 200 euro al mese. L'indennità - che esisteva dal 2017 solo per alcune categorie di lavoratori, impiegati ad esempio nell’edilizia o nella ristorazione e che non era stata adeguatamente sfruttata - ora è stata estesa a tutti i dipendenti privati.
Una decisione presa in accordo coi sindacati, che hanno dato una spinta decisiva affinché venisse discussa all’interno del Consiglio Nazionale del Lavoro. Ora, dunque, per beneficiare dell'indennità ciclistica basterà fare richiesta alla propria azienda: che non può rifiutare. La condizione, naturalmente, è andare al lavoro - e tornare a casa - su due ruote. La scelta del mezzo è ampia ma non infinita: vanno bene le bici classiche, le e-bike, e pure le speed pedelec (che arrivano a toccare i 45 chilometri orari). Ma non altri dispositivi mobili come monopattini, hoverboard, pattini a rotelle... e neanche andare a piedi. Altra condizione è recarsi in bicicletta al lavoro regolarmente. “Non necessariamente tutti i giorni, ma con regolarità” spiega Valérie T’Serstevens, consulente del fornitore di servizi HR SD Worx a Le Soir. Per intenderci: non c’è l’obbligo di avventurarsi in strada con forti pioggia o col freddo. Ma quando non ci sono scuse, beh, bisogna pedalare.
A verificare la veridicità delle dichiarazioni fornite dal dipendente, tocca al datore di lavoro. Questo può ad esempio, contare il numero di bici parcheggiate nel perimetro dell’azienda e magari anche l'occupazione di postazioni preassegnate. Ma, in generale, è sufficiente un’autocertificazione. Il compenso è di 0,27 euro per chilometro percorso, con una distanza massima fissata a 40 chilometri (20 all’andata e 20 al ritorno). Oltre, non vale. Per i più sportivi (o coraggiosi) l’incentivo può però trasformarsi in una somma tutt’altro che trascurabile. Chi va al lavoro tutti i giorni su due ruote, può infatti arrivare a guadagnare fino a 10,8 euro in più al giorno, 54 a settimana, circa 216 al mese. Ma mediamente si riceve meno, perché le distanze percorse sono più brevi: il compenso medio di chi ne usufruiva nel 2022, si è infatti attestato intorno ai 43 euro al mese netti per una distanza percorsa di circa 13 chilometri (a/r) al giorno. Anche i lavoratori che hanno un'auto aziendale possono percepire l'indennità ciclistica: e c’è perfino chi sta già meditando il lancio di “biciclette aziendali”. Un sistema che permette di scambiare parte del tuo premio di fine anno con una due ruote.
Il nuovo sistema aveva comincia a funzionare anche prima dell’allargamento ad altri lavoratori e dunque, anche se finora non è stato sfruttato al massimo delle sue potenzialità, fa ben sperare. SD Worx, ha infatti stimato che nel 2022 ha ricevuto l'indennità il 14 per cento dei dipendenti belgi, una percentuale raddoppiata rispetto al 7 per cento del 2017. A pagarlo, il 29 per cento delle aziende: erano il 16 per cento nel 2017. A livello regionale, in testa c’è Anversa dove ne beneficia il 32 per cento dei lavoratori. A Bruxelles sono invece solo il 7 per cento e a Liegi anche meno: il 2,4. “La popolarità dipende da diversi fattori” spiega sempre al quotidiano locale Catherine Langenaeken, consulente del gruppo HR. “Percorsi pianeggianti, infrastruttura ciclabili, la distanza percorribile. E soprattutto il tipo di attrezzatura che il lavoratore deve trasportare con sé. Ci saranno, insomma, sempre aziende in cui nessuno andrà in bicicletta”.