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Le immagini delle fortificazioni dei russi per frenare la controffensiva ucraina

Dalla Crimea a Mariupol trincee, denti di drago e fortificazioni: così i soldati di Mosca si preparano ad arginare le forze di Kiev
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LONDRA – Spiagge trasformate in fortini. Strade costellate da difese anticarro. Trincee, denti di drago, reticolati. Sono le fortificazioni predisposte dalle forze armate russe in mesi di preparativi lungo tutti i territori occupati sul fronte ucraino, in vista della controffensiva delle truppe di Kiev. Una mappa protettiva rivelata da centinaia di immagini via satellite, esaminate e ora rese pubbliche dalla Bbc. Uno studio analogo è pubblicato stamane dal Financial Times.

Ecco gli aspetti principali dello “scudo” innalzato dai generali di Vladimir Putin per resistere all’assalto dei soldati e dei mezzi ucraini, determinati a riconquistare la propria terra invasa dalla Russia nel corso di quindici mesi di guerra.

Costa occidentale della Crimea

Invasa dalle forze russe già nel 2014, la penisola sul mar Nero era un tempo la più nota riviera balneare dell’Unione Sovietica. Ora, invece di ombrelloni e lettini per prendere il sole…

LONDRA – Spiagge trasformate in fortini. Strade costellate da difese anticarro. Trincee, denti di drago, reticolati. Sono le fortificazioni predisposte dalle forze armate russe in mesi di preparativi lungo tutti i territori occupati sul fronte ucraino, in vista della controffensiva delle truppe di Kiev. Una mappa protettiva rivelata da centinaia di immagini via satellite, esaminate e ora rese pubbliche dalla Bbc. Uno studio analogo è pubblicato stamane dal Financial Times.

Ecco gli aspetti principali dello “scudo” innalzato dai generali di Vladimir Putin per resistere all’assalto dei soldati e dei mezzi ucraini, determinati a riconquistare la propria terra invasa dalla Russia nel corso di quindici mesi di guerra.

Costa occidentale della Crimea

Invasa dalle forze russe già nel 2014, la penisola sul mar Nero era un tempo la più nota riviera balneare dell’Unione Sovietica. Ora, invece di ombrelloni e lettini per prendere il sole, su almeno 25 chilometri di spiagge lungo la costa occidentale, quella che guarda la costa dell’Ucraina, sono state costruite ingenti barriere difensive, nell’eventualità di un possibile sbarco. A partire dalla riva del mare, le foto scattate dai satelliti individuano chiaramente quattro linee di difesa: prima ci sono i cosiddetti denti di drago, blocchi di cemento armato a forma di piramide, costruiti in modo da bloccare il passaggio di carri armati o altri veicoli; alle loro spalle sorgono profonde trincee, intervallate da bunker simili a quelli installati da nazisti e fascisti sulle coste francesi e italiane prima dello sbarco degli Alleati nella Seconda guerra mondiale; dietro questa rete di ostacoli si intravedono mucchi di legna, scavatrici e pile di denti di drago, suggerendo che i lavori non erano ancora terminati quando le immagini sono state scattate a marzo. Gli esperti militari osservano che queste fortificazioni potrebbero essere state fatte soltanto come precauzione, perché sembra improbabile, almeno per il momento, che l’Ucraina provi a riprendere la Crimea con uno sbarco dal mare, sia per le difficoltà che comporterebbe, sia perché la controffensiva ha altre priorità.


Tokmak

È una piccola città nel sud-est dell’Ucraina, su una rotta chiave che le forze ucraine potrebbero attaccare per tagliare la Crimea da altri territori occupati dai russi. Qui i satelliti mostrano due linee di trincee fuori da Tokmak e altre quattro linee di difesa in prossimità dell’abitato, queste ultime composte nell’ordine da fosse anticarro, denti di drago, trincee e postazioni di artiglieria, ciascuna a circa 300 metri una dall’altra.


Strada E105

È una superstrada che corre per 35 chilometri a ovest di Tokmak, strategicamente importante perché collega la città di Melitopol, occupata dalle truppe russe, a quella più a nord di Kharkiv, già riconquistata dalle forze ucraine. Secondo gli analisti militari della Bbc, il comando di Mosca teme che unità di carri armati ucraini potrebbero usare questa via di comunicazione per avanzare rapidamente nel cuore del territorio occupato russo. Per questo hanno costruito barriere di fosse anticarro e trincee, visibili dalle immagini prese dai satelliti. Più indietro non si vedono, ma si sa che ci sono, postazioni di artiglieria e rampe di missili con cui la Russia cercherebbe di fermare o rallentare la controffensiva ucraina su questa strada.


Rivnopil, a nord di Mariupol

Il porto di Mariupol è di cruciale importanza per Putin perché controlla l’accesso al mare di Azov, congiungendo i due territori occupati dalla Russia già nell’attacco del 2014, cioè la penisola di Crimea e parte della regione del Donbass. È stato teatro di una delle più intense battaglie nei primi mesi dell’invasione della primavera scorsa: le forze russe hanno quasi raso al suolo l’intera città per prenderla. Adesso si apprestano a difendere la città con una rete di fortificazioni nei pressi di Rivnopil, un villaggio che sorge 55 chilometri a nord di Mariupol. I satelliti individuano chiaramente trincee e postazioni circolari di artiglieria.


Difese invisibili

L’intelligence militare britannica, consultata sia dalla Bbc che dal Financial Times a proposito delle immagini riprese dai satelliti, nota che bisogna mettere in conto anche le “difese invisibili”: in particolare i campi minati, una trappola mortale sia per i carri armati che per le forze di terra ucraine. Talvolta è possibile capire dove si trovano perché il terreno appare smosso in modo artificiale, ma i russi sanno come nascondere la semina di queste bombe sotterranee. Anche gli ucraini lo sanno, tuttavia, e prenderanno contromisure per evitare di rimanere bloccati dai campi minati. Alle mine vanno naturalmente aggiunti i missili a lungo raggio e i bombardamenti aerei di cui Mosca dispone molto più del suo avversario.

Effetto sorpresa

Un’ultima considerazione nel guardare queste immagini è che non le vede soltanto la Bbc. I russi sanno che le vedono anche gli ucraini. E sanno pure che immagini ancora più sofisticate vengono fornite a Kiev dall’intelligence occidentale. La controffensiva, oltretutto, è attesa da mesi: l’Ucraina aspettava soltanto due cose per lanciarla, di avere abbastanza armi adatte e di avere le condizioni atmosferiche propizie, ovvero niente piogge, niente fango. In pratica, i russi sanno che gli ucraini stanno per attaccare e gli ucraini sanno che i russi hanno predisposto ingenti difese per fermarli. Come si è già visto nella controffensiva ucraina su Kharkiv e in altre operazioni, le sorprese non sono dunque da escludere, anzi sono possibili se non probabili. La lezione dello sbarco alleato in Normandia, che i nazisti aspettavano a Calais, e di tante altre battaglie del passato rimane sempre valida: attaccare il nemico dove e come non se lo aspetta.