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Cina, nuova ondata di Covid-19 prevista a fine giugno: 65 milioni di casi a settimana

(ansa)
La previsione dell'epidemiologo Zhong Nanshan insieme all'annuncio della produzione di due nuovi vaccini per combattare la variante Xbb, ormai la più diffusa nel Paese
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Dopo l'allentamento delle rigide restrizioni, avvenuto a dicembre in seguito alle proteste contro la politica di "tolleranza zero", una nuova ondata di Covid-19 rischia di colpire la Cina. "A fine giugno raggiungeremo il picco di 65milioni di contagi alla settimana", ha avvertito Zhong Nanshan, principale esperto di malattie respiratorie nel Paese e consulente del governo per affrontare la pandemia. Ma la previsione di Zhong non preoccupa media e autorità, più spaventati dalla possibilità che ulteriori misure per prevenire i contagi possano tornare a mettere in ginocchio l'economia del Paese.

Intervenendo al Greater Bay Area Science Forum di Guangzhou, la capitale della provincia sudorientale del Guangdong, l'epidemiologo considerato "l'eroe della Sars" ha precisato che le autorità cinesi avevano già previsto la nuova andata innescata dalla variante Xbb di Sars-CoV-2, ormai dominante nel Paese dove&…

Dopo l'allentamento delle rigide restrizioni, avvenuto a dicembre in seguito alle proteste contro la politica di "tolleranza zero", una nuova ondata di Covid-19 rischia di colpire la Cina. "A fine giugno raggiungeremo il picco di 65milioni di contagi alla settimana", ha avvertito Zhong Nanshan, principale esperto di malattie respiratorie nel Paese e consulente del governo per affrontare la pandemia. Ma la previsione di Zhong non preoccupa media e autorità, più spaventati dalla possibilità che ulteriori misure per prevenire i contagi possano tornare a mettere in ginocchio l'economia del Paese.

Intervenendo al Greater Bay Area Science Forum di Guangzhou, la capitale della provincia sudorientale del Guangdong, l'epidemiologo considerato "l'eroe della Sars" ha precisato che le autorità cinesi avevano già previsto la nuova andata innescata dalla variante Xbb di Sars-CoV-2, ormai dominante nel Paese dove i contagi raggiungeranno i 40 milioni a settimana già a fine maggio.

Secondo il China Center for Disease Control and Prevention (China CDC), il tasso di infezione da Xbb è aumentato dallo 0,2% a metà febbraio al 74,4% a fine aprile, e poi all'83,6% all'inizio di maggio. Le percentuali continueranno ad aumentare, ma per fermare le minacce di una nuova ondata le autorità cinesi hanno già approvato due vaccini prodotti in casa che verranno presto messi in commercio. A questi se ne aggiungeranno a breve altri due, o addirittura tre. "Sullo sviluppo di vaccini più efficaci, stiamo correndo e siamo davanti ad altri Paesi", ha commentato Zhong dandone l'annuncio durante il forum.

Per la National Health Commission della Repubblica Popolare Cinese le varianti Xbb, ricombinanti di Omicron, mostrano una trasmissibilità e una fuga immunitaria superiori a Omicron, ma senza cambiamenti significativi in termini di patogenicità. L'ondata in corso non dovrebbe dunque produrre sugli ospedali cinesi gli effetti travolgenti visti lo scorso inverno, ha detto al Global Times - il tabloid in lingua inglese del Partito - Wang Guangfa, un esperto di malattie respiratorie del Peking University First Hospital. Anche perché i sintomi di una reinfezioni sono "molto più lievi", ha assicurato.

Se la previsione di Zhong si rivelasse esatta si tratterebbe della seconda ondata di contagi da quando la Cina ha rinunciato alla sua politica "Zero Covid" il 7 dicembre. Anche se i numeri, almeno per ora, sono molto meno allarmanti rispetto alla prima. Lo scorso gennaio, infatti, i casi avevano raggiunto il picco di 37 milioni in un solo giorno. Rimangono però i dubbi sul reale numero di contagi e morti rispetto alla prima ondata: per le autorità cinesi i decessi sarebbero stati meno di 40, mentre il gruppo di ricerca britannico Airfinity ne ha contati almeno 209mila. Con la fine dell’approccio di “tolleranza zero” la Cina ha “ristretto” la definizione di mortalità da Covid-19 e adesso solo le persone morte per insufficienza respiratorio, dovuta al virus, vengono contate tra i decessi per Covid-19.