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Vandalizzata la tomba di Mahsa Amini in Iran, il fratello: "Anche la tua lapide li infastidisce"

La denuncia da parte della famiglia, secondo cui sarebbe il secondo attacco negli ultimi mesi. La 22enne - per la cui morte dopo un arresto il paese è stato percorso da proteste - è sepolta nel cimitero del villaggio di Aichi, nella provincia del Kurdistan
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È stata vandalizzata la tomba di Mahsa Amini, la giovane morta in Iran mentre era sotto custodia della "polizia morale" e la cui morte ha innescato un'ondata di proteste antigovernative. Secondo quanto riporta la Bbc, la famiglia ha diffuso delle foto che mostrano la lastra di vetro posta a protezione della lapide e della foto di Mahsa andata parzialmente in frantumi. La giovane è sepolta nel cimitero del villaggio di Aichi, nella provincia del Kurdistan.

Il fratello ha denunciato su Instagram che è stato il secondo attacco negli ultimi mesi. "Anche il vetro della tua lapide li infastidisce", ha scritto Ashkan Amini, aggiungendo: "Non importa quante volte lo rompono, lo aggiusteremo. Vediamo chi si stanca per primo". L'avvocato della famiglia, Saleh Nirbakht, ha dichiarato in un messaggio audio che la tomba è stata vandalizzata domenica da individui "noti in passato per azioni così sgradevoli"…

È stata vandalizzata la tomba di Mahsa Amini, la giovane morta in Iran mentre era sotto custodia della "polizia morale" e la cui morte ha innescato un'ondata di proteste antigovernative. Secondo quanto riporta la Bbc, la famiglia ha diffuso delle foto che mostrano la lastra di vetro posta a protezione della lapide e della foto di Mahsa andata parzialmente in frantumi. La giovane è sepolta nel cimitero del villaggio di Aichi, nella provincia del Kurdistan.

Il fratello ha denunciato su Instagram che è stato il secondo attacco negli ultimi mesi. "Anche il vetro della tua lapide li infastidisce", ha scritto Ashkan Amini, aggiungendo: "Non importa quante volte lo rompono, lo aggiusteremo. Vediamo chi si stanca per primo". L'avvocato della famiglia, Saleh Nirbakht, ha dichiarato in un messaggio audio che la tomba è stata vandalizzata domenica da individui "noti in passato per azioni così sgradevoli". Ha anche denunciato che il padre di Mahsa gli ha riferito che le autorità hanno ostacolato l'installazione di una tettoia protettiva sulla tomba, minacciando un saldatore locale che la sua attività sarebbe stata chiusa se avesse portato a termine il lavoro.

Mahsa Amini era in vacanza con la famiglia a Teheran, capitale dell'Iran, quando il 13 settembre è stata fermata dalla polizia morale davanti alla fermata della metro. Gli agenti l'hanno accusata di non aver indossato bene il velo che per le donne è obbligatorio in pubblico dalla rivoluzione islamica del 1979. Negli ultimi mesi il governo di Raisi aveva inasprito queste leggi con un nuovo decreto in vigore dal 15 agosto: un elenco di restrizioni su come donne e ragazze possono vestirsi.

Dopo l'arresto, Amini è stata portata al centro di detenzione di Vozara. Il fratello ha raccontato che dopo aver sentito delle grida provenire dalla caserma l'ha vista uscire in un'ambulanza che l'ha portata nell'ospedale dove è morta dopo tre giorni di coma. La famiglia e le organizzazioni per diritti umani iraniane accusano gli agenti della polizia morale di aver picchiato la ragazza e averle procurato un trauma cranico e poi il coma. La polizia, invece, sostiene che Amini abbia avuto un problema cardiaco. Il 19 settembre un gruppo di hacker ha condiviso con il sito Iran International una tac della 22enne che mostrerebbe una frattura al cranio.

La notizia ha scatenato un'onda di proteste in più di 80 città del Paese. Dal 16 settembre, in migliaia sono scesi in piazza per chiedere che i responsabili della morte di Amini vengano processati e la fine delle persecuzioni contro le donne. Ragazze di ogni età hanno bruciato l'hijab e si sono tagliate i capelli, un segno di protesta che si è diffuso in tutto il mondo, per chiedere verità e giustizia.