Mosca crea una unità d'élite di caccia ed elicotteri da attacco. Superpaghe ai top gun e ai veterani richiamati
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA. Una unità d’èlite di caccia ed elicotteri russi, con una sfilza di piloti “top gun”, attratti da laute paghe offerte dal Cremlino. Obiettivo: un ruolo prioritario in sostegno alle operazioni di terra di Mosca in Ucraina. Secondo l’intelligence militare britannica, “è molto probabile” che la Russia stia forgiando una nuova aviazione per la sua aggressione a Kiev, di nome “Shtorm”, con cacciabombardieri Su-24 e Su-34 e uno squadrone di elicotteri d'attacco.
L'operazione prevederebbe l'arruolamento, dietro lauti stipendi in contanti, di "top gun", piloti d'élite, che siano “motivati e con grandi capacità”. Ma anche, qualora ce ne sia necessità, di piloti in pensione da riarruolare e riformare. Secondo l’intelligence militare britannica, questo è anche un “segnale di debolezza fa parte della Russia, in quanto l’aviazione re…
LONDRA. Una unità d’èlite di caccia ed elicotteri russi, con una sfilza di piloti “top gun”, attratti da laute paghe offerte dal Cremlino. Obiettivo: un ruolo prioritario in sostegno alle operazioni di terra di Mosca in Ucraina. Secondo l’intelligence militare britannica, “è molto probabile” che la Russia stia forgiando una nuova aviazione per la sua aggressione a Kiev, di nome “Shtorm”, con cacciabombardieri Su-24 e Su-34 e uno squadrone di elicotteri d'attacco.
L'operazione prevederebbe l'arruolamento, dietro lauti stipendi in contanti, di "top gun", piloti d'élite, che siano “motivati e con grandi capacità”. Ma anche, qualora ce ne sia necessità, di piloti in pensione da riarruolare e riformare. Secondo l’intelligence militare britannica, questo è anche un “segnale di debolezza fa parte della Russia, in quanto l’aviazione regolare sinora ha fallito nella sua funzione fondamentale, ossia rompere le linee ucraine bombardandole”.
In questo senso, sembra avere ancora più importanza, in termini di sostegno all’avanzata di terra ucraina, la fornitura di caccia F-16 e l’addestramento dei piloti di Kiev da parte dei Paesi occidentali, come ha chiesto per mesi e infine ottenuto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Durante l’ultimo G7 a Hiroshima anche gli Stati Uniti hanno dato via libera ai jet, chiedendo però che non vengano utilizzati per deliberati attacchi in territorio russo, in modo da evitare escalation della guerra in Ucraina.
Ma nell’attesa dei jet F-16, c’è la controffensiva di terra per l’Ucraina, che ancora non è partita a pieno regime. Secondo fonti di intelligence occidentale a Repubblica, “le forze sul campo si stanno preparando e potrebbero ottenere alcuni successi ma”, sottolineano gli stessi insider, “la sfida resta monumentale. Non conta tanto al momento quanto territorio Kiev riuscirà a riguadagnare e se i russi verranno cacciati dall’Ucraina, ma soprattutto “l’effetto cognitivo” che la controffensiva potrà avere sul Cremlino. Ossia riconoscere, da parte di Mosca, che questa guerra non può essere vinta semplicemente in difesa in trincea, prolungando il conflitto e sperare nella stanchezza degli Alleati occidentali. Una simile presa di coscienza al Cremlino, su una strategia evidentemente non sostenibile, potrebbe cambiare il corso della guerra, più di qualche chilometro in più conquistato sul campo”.
Oggi, durante la London Defence Conference, il primo ministro Rishi Sunak ha dichiarato che la controffensiva ucraina “in realtà è iniziata nel febbraio 2022, quando la Russia ha aggredito il Paese”. Profilo basso per un successo più roboante degli ucraini o davvero basse aspettative? Vedremo. In ogni caso, sempre le stesse fonti occidentali, sottolineano come la contraerea ucraina stia già funzionando visto che “Kiev è riuscita ad abbattere almeno sei missili ipersonici russi Kinzhal martedì scorso. Anche in questo caso, Mosca aveva enormi aspettative su queste armi e non si sarebbe mai aspettata di vederle abbattute. Le truppe russe sono diminuite a causa delle perdite e hanno dovuto ricollocare i militari per oltre 1000 chilometri di linea bellica, rendendola più porosa”.