Il primo ministro russo in visita in Cina: "Le relazioni tra Mosca e Pechino sono a un livello senza precedenti"
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - “Come dicono i nostri amici cinesi, l'unità permette di spostare le montagne”. Bersagli del G7 appena concluso ad Hiroshima, Cina e Russia tornano a rafforzare la loro partnership con colloqui sulla sicurezza e sul commercio. Desiderose di portare la loro cooperazione “ad un nuovo livello”.
Dopo aver partecipato ieri ad un forum economico a Shanghai - accompagnato da una nutrita delegazione di imprenditori sotto sanzioni occidentali - il primo ministro russo Mikhail Mishustin (lui stesso sotto sanzioni americane ed europee) è arrivato a Pechino per incontrare Xi Jinping e il premier Li Qiang: il più alto funzionario russo in visita nella capitale cinese da quando Mosca ha lanciato la sua guerra contro l’Ucraina.
Xi ha assicurato al suo ospite che “la Cina è disposta a collaborare con la Russia per continuare a sostenersi reciprocamente su questioni di interesse fondamentale e a rafforzare la cooperazio…
PECHINO - “Come dicono i nostri amici cinesi, l'unità permette di spostare le montagne”. Bersagli del G7 appena concluso ad Hiroshima, Cina e Russia tornano a rafforzare la loro partnership con colloqui sulla sicurezza e sul commercio. Desiderose di portare la loro cooperazione “ad un nuovo livello”.
Dopo aver partecipato ieri ad un forum economico a Shanghai - accompagnato da una nutrita delegazione di imprenditori sotto sanzioni occidentali - il primo ministro russo Mikhail Mishustin (lui stesso sotto sanzioni americane ed europee) è arrivato a Pechino per incontrare Xi Jinping e il premier Li Qiang: il più alto funzionario russo in visita nella capitale cinese da quando Mosca ha lanciato la sua guerra contro l’Ucraina.
Xi ha assicurato al suo ospite che “la Cina è disposta a collaborare con la Russia per continuare a sostenersi reciprocamente su questioni di interesse fondamentale e a rafforzare la cooperazione nelle sedi multilaterali”, citando l’Onu, l'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, i Brics (di cui Cina e Russia fanno parte assieme a India, Sudafrica e Brasile), il G20. È la strategia del leader cinese di rafforzare un blocco compatto da contrapporre a quello occidentale.
Per Xi Cina e Russia, inoltre, “dovrebbero migliorare ulteriormente la cooperazione economica”. E proprio maggiore cooperazione nei settori dell'energia, delle infrastrutture e dell’agricoltura è stata la ragione dell’incontro che Mishustin ha avuto con Li Qiang. Firmati nuovi accordi bilaterali: un memorandum d'intesa sulla cooperazione commerciale nel settore dei servizi, oltre ad intese relative alla revisione dei brevetti e ai requisiti per l'esportazione di cereali.
"La Cina è disposta a lavorare con la Russia per implementare la cooperazione congiunta tra i due Paesi, e la promozione di una cooperazione pragmatica in vari campi può portarla a un nuovo livello”, gli ha risposto il premier cinese.
L’economia russa ha trovato nel suo vicino un salvagente fondamentale dall’inizio della guerra, rendendo l’Orso ancora più dipendente dal Dragone. Xi lo sa bene e cerca di trarne vantaggio. Le esportazioni cinesi verso la Russia hanno raggiunto un record in aprile, con un aumento del 153% rispetto all'anno precedente, raggiungendo i 9,6 miliardi di dollari.
Le forniture energetiche della Russia alla Cina dovrebbero aumentare del 40% quest’anno. La speranza per i russi è che il commercio bilaterale tocchi quest’anno i 200 miliardi di dollari (dai 190 del 2022), così come già aveva auspicato Vladimir Putin incontrando a Mosca a fine marzo Xi. Eccolo qui il “nuovo livello”. Una quota crescente di questi scambi commerciali è ormai regolata in yuan.
Mentre Putin manda in Cina il proprio premier (e mentre si discute di una possibile prossima visita proprio del leader del Cremlino nel Paese del Dragone), e pure il vicepresidente del Consiglio di Sicurezza, l’ex presidente Dmitrij Medvedev, in un tour nel Sud-Est asiatico in Vietnam e Laos (due Paesi nell’orbita di Pechino), Xi sta sguinzagliando in giro per l’Europa il proprio inviato, Li Hui, per provare a raggiungere “una soluzione politica” alla crisi ucraina.
Visite incrociate e molto traffico tra Pechino e Mosca in questi giorni. Lunedì era stato Chen Wenqing, l’uomo del Politburo cinese che supervisiona la polizia e l’intelligence, a volare nella capitale russa per un viaggio di otto giorni e incontrarsi col capo del Consiglio di sicurezza russo Nikolai Patrushev, per colloqui bilaterali sulla sicurezza che si tengono annualmente tra i due Paesi. Venerdì, invece, a Mosca è atteso proprio Li Hui, l’inviato di Xi per la questione ucraina.