Le armi americane degli incursori di Belgorod che imbarazzano gli Usa
di Floriana BulfonI legionari della Russia Libera che hanno attaccato la regione di Belgorod, portando così la guerra dentro i confini di Mosca, avevano armi statunitensi. Un elemento che la propaganda del Cremlino sta amplificando, per dimostrare il ruolo crescente degli Usa nel conflitto, e che crea qualche imbarazzo a Washington.
Nei loro video diffusi su Telegram i legionari mostrano soprattutto equipaggiamenti catturati in Ucraina alle forze di Mosca, come le autoblindo pesanti a sei e otto ruote motrici. Ma le immagini della colonna che ha assaltato il posto di frontiera indicano la presenza di diversi veicoli Usa, alcuni dei quali sono stati distrutti nei combattimenti mentre un paio sono stati catturati intatti.
La propaganda russa al lavoro
I più grandi sono due MaxxPro MRAP, blindati progettati nel 2007 per le operazioni in Iraq e in Afghanistan che resistono all’esplosione di mine e di “ordigni improvvisati” Ied: il Pentagono ne ha acquista…
I legionari della Russia Libera che hanno attaccato la regione di Belgorod, portando così la guerra dentro i confini di Mosca, avevano armi statunitensi. Un elemento che la propaganda del Cremlino sta amplificando, per dimostrare il ruolo crescente degli Usa nel conflitto, e che crea qualche imbarazzo a Washington.
Nei loro video diffusi su Telegram i legionari mostrano soprattutto equipaggiamenti catturati in Ucraina alle forze di Mosca, come le autoblindo pesanti a sei e otto ruote motrici. Ma le immagini della colonna che ha assaltato il posto di frontiera indicano la presenza di diversi veicoli Usa, alcuni dei quali sono stati distrutti nei combattimenti mentre un paio sono stati catturati intatti.
La propaganda russa al lavoro
I più grandi sono due MaxxPro MRAP, blindati progettati nel 2007 per le operazioni in Iraq e in Afghanistan che resistono all’esplosione di mine e di “ordigni improvvisati” Ied: il Pentagono ne ha acquistati oltre 4mila e dall’inizio dell’invasione molti sono stati trasferiti alle truppe di Kiev. Ieri anche il generale Alexander Lapin, numero due del comando russo, si è fatto fotografare davanti a uno di questi MaxxPro. I volontari anti-Putin inoltre disponevano di tre fuoristrada Humvee e di parecchie armi leggere statunitensi, tra cui mitragliatrici M240 e lanciarazzi AT-4.
Il Pentagono ha ribadito di non avere approvato la cessione a “parti terze” degli equipaggiamenti consegnati all’Ucraina, né di avere ricevuto richieste in merito. Da tempo le autorità statunitensi sono preoccupate per l’impossibilità di controllare dove realmente finiscano gli armamenti donati al presidente Zelensky, con una particolare attenzione per gli strumenti più sofisticati come i missili portatili terra-aria Stinger.
I rapporti con Kiev
Nel caso della Legione della Russia Libera, i servizi segreti ucraini hanno confermato i rapporti con questo reparto: “Certo, comunichiamo con loro. Certo, condividiamo alcune informazioni. - ha detto il funzionario dell’intelligence Andriy Chernyak al Financial Times - Si potrebbe addirittura dire che collaboriamo”. I legami più stretti però sono quelli con la Brigata Azov, la formazione di estrema destra nata all’inizio degli scontri nel Donbass e poi inglobata nell’esercito regolare di Kiev: alcuni dei “partigiani russi” apparsi nelle foto hanno un passato di militanza neonazista e si sono uniti alla Azov già dal 2015.