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L'intelligenza artificiale legge il pensiero: l'esperimento dell'università del Texas. E c'è già chi immagina scenari orwelliani

(reuters)
Gpt1 ha tradotto immagini scannerizzate del cervello in un testo per capire cosa stessero pensando le persone che si sono volontariamente sottoposte alla procedura
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L’Intelligenza artificiale (AI) è in grado di leggere i nostri pensieri. Per la prima volta, ricercatori americani hanno usato Gpt1, precursore del più avanzato sistema di AI chiamato ChatGpt e già al centro di crescenti polemiche, per tradurre immagini scannerizzate del cervello in un testo al fine di capire cosa sta pensando una persona.

L’esperimento, condotto da scienziati dell’università del Texas ad Austin, ha permesso di “leggere” i pensieri degli individui che si sono volontariamente sottoposti alla procedura, sulla base della musica che stavano ascoltando o delle immagini che stavano guardando.

La scoperta solleva significativi timori per la privacy, la libertà di pensiero, perfino per la libertà di sognare senza interferenze esterne. Le leggi odierne non sono adeguate alla possibilità che una macchina intelligente possa leggere quello che ci passa per la mente: la libertà di espressione n…

L’Intelligenza artificiale (AI) è in grado di leggere i nostri pensieri. Per la prima volta, ricercatori americani hanno usato Gpt1, precursore del più avanzato sistema di AI chiamato ChatGpt e già al centro di crescenti polemiche, per tradurre immagini scannerizzate del cervello in un testo al fine di capire cosa sta pensando una persona.

L’esperimento, condotto da scienziati dell’università del Texas ad Austin, ha permesso di “leggere” i pensieri degli individui che si sono volontariamente sottoposti alla procedura, sulla base della musica che stavano ascoltando o delle immagini che stavano guardando.

La scoperta solleva significativi timori per la privacy, la libertà di pensiero, perfino per la libertà di sognare senza interferenze esterne. Le leggi odierne non sono adeguate alla possibilità che una macchina intelligente possa leggere quello che ci passa per la mente: la libertà di espressione non si estende alla protezione dei nostri segreti pensieri.

Oltretutto, nell’esperimento svolto in Texas i volontari hanno collaborato con l’intelligenza artificiale: era stato loro chiesto di leggere audiolibri o ascoltare musica all’interno di uno scanner per la risonanza magnetica. E il sistema Gpt1 ha impiegato 16 ore a decodificare i loro pensieri.

Ma in futuro un sistema più sofisticato di intelligenza artificiale potrebbe leggere il pensiero anche contro la volontà delle persone e in tempi molto più rapidi, suscitando scenari di tipo orwelliano in cui chi controlla le macchine intelligenti può conoscere i pensieri reconditi dell’umanità.

Un ulteriore sviluppo del procedimento è allo studio nei laboratori di Neuralink, la società di neurotecnologie di Elon Musk, con l’obiettivo di sviluppare un chip che può essere impiantato nel cervello.

Anche allo stato attuale, per così dire più primitivo, i risultati dell’esperimento texano sono tuttavia impressionanti. Ecco un esempio del testo che uno dei partecipanti stava ascoltando da un audiolibro: “Mi sono alzato dal materasso e ho premuto la faccia contro il vetro delle finestre della camera da letto, aspettandomi di vedere occhi che mi guardavano a loro volta ma invece ho trovato soltanto le tenebre”.

Ed ecco che cosa ha “letto” il computer dal cervello del volontario: “Ho continuato a camminare fino alla finestra e ho aperto il vetro e ho guardato fuori ma non ho visto niente, ho guardato ancora e non ho visto niente”.

Studiosi dell’università di Oxford chiedono già la creazione di apposite leggi per difendere “il diritto a interferenze non consensuali con la mente degli individui”. L’esperimento in Texas è stato riportato oggi da Joshua Krook, ricercatore sull’Intelligenza Artificiale all’università di Southampton, sulla rivista online accademica The conversation.