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Qatargate, Eva Kaili rilasciata sotto condizioni

Eva Kaili (ansa)
L'ex vicepresidente del Parlamento europeo non avrà più l'obbligo di indossare il braccialetto elettronico. Stessa misura emessa nelle scorse settimane per il compagno Francesco Giorgi e Marc Tarabella, entrambi ai domiciliari nell'ambito dell'inchiesta
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L'ex vicepresidente del Parlamento europeo, Eva Kaili, ai domiciliari dal 14 aprile scorso dopo quattro mesi passati in carcere nell'ambito dell'inchiesta sul cosiddetto Qatargate, è stata rilasciata sotto condizioni. Lo riferisce la procura federale del Belgio.

Il giudice istruttore alla guida dell'inchiesta, Michel Claise, ha deciso di revocare la sorveglianza elettronica in quanto "non più necessaria" per il prosieguo delle indagini. Kaili "è ormai libera sotto controllo giudiziario", ha precisato il portavoce Eric Van Duyse. 

Il 9 maggio scorso anche l'eurodeputato Marc Tarabella e l'assistente parlamentare Francesco Giorgi (compagno di Kaili e braccio destro dell&#…

L'ex vicepresidente del Parlamento europeo, Eva Kaili, ai domiciliari dal 14 aprile scorso dopo quattro mesi passati in carcere nell'ambito dell'inchiesta sul cosiddetto Qatargate, è stata rilasciata sotto condizioni. Lo riferisce la procura federale del Belgio.

Il giudice istruttore alla guida dell'inchiesta, Michel Claise, ha deciso di revocare la sorveglianza elettronica in quanto "non più necessaria" per il prosieguo delle indagini. Kaili "è ormai libera sotto controllo giudiziario", ha precisato il portavoce Eric Van Duyse. 

Il 9 maggio scorso anche l'eurodeputato Marc Tarabella e l'assistente parlamentare Francesco Giorgi (compagno di Kaili e braccio destro dell'ex eurodeputato pentito alla testa del presunto giro illecito di denaro Pier Antonio Panzeri), entrambi agli arresti domiciliari dopo alcuni mesi passati in carcere nell'ambito della stessa inchiesta, erano stati rilasciati sotto condizioni e senza più obbligo di indossare il braccialetto elettronico.

A oltre cinque mesi dallo scoppio dello scandalo di corruzione legato a Doha e Rabat che nelle prime fasi aveva fatto tremare le istituzioni Ue, i soli indagati a trovarsi ancora in custodia cautelare sono Panzeri - che a gennaio aveva firmato un memorandum di collaborazione con la giustizia belga patteggiando una pena ridotta a un anno di carcere - e l'eurodeputato Andrea Cozzolino, dallo scorso 10 febbraio sotto sorveglianza elettronica a Napoli in attesa di una decisione definitiva sulla sua possibile estradizione in Belgio.

La fase istruttoria da parte delle autorità belghe procede "a grande ritmo", stando a quanto indicato dalla procura belga. Secondo le regole procedurali del Paese, tuttavia, non vi è un termine per la possibile richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dei sospettati.