Un vertice a luglio per spingere la Russia a ritirarsi. Ecco il piano di Zelensky
dal nostro inviato Paolo BreraKIEV – Un summit ampio, sulla formula della “Piattaforma di Crimea”, cioè del vertice che Zelensky ospitò a Kiev ad agosto 2021 - otto mesi prima dell’invasione russa su larga scala - per rimettere la questione della Crimea al centro dell’agenda internazionale. E’ questa la mossa che Kiev gioca in queste ore: un “Vertice di pace” per sovrastare qualsiasi ipotesi che preveda amputazioni di territorio. Non ci saranno sconti possibili in cambio della possibilità di far tacere i cannoni. Per questo la presidenza ucraina ha rilanciato oggi l’idea di un summit da tenere a luglio, invitando la parte più ampia possibile del mondo perché condivida le posizioni di via Bankova come unica via verso la pace. Nessuna illusione, però: “Non è un negoziato di pace. La Russia non parteciperà sicuramente - spiega il direttore dell’Istituto ucraino di Politica, Ruslan Bortnik – …
KIEV – Un summit ampio, sulla formula della “Piattaforma di Crimea”, cioè del vertice che Zelensky ospitò a Kiev ad agosto 2021 - otto mesi prima dell’invasione russa su larga scala - per rimettere la questione della Crimea al centro dell’agenda internazionale. E’ questa la mossa che Kiev gioca in queste ore: un “Vertice di pace” per sovrastare qualsiasi ipotesi che preveda amputazioni di territorio. Non ci saranno sconti possibili in cambio della possibilità di far tacere i cannoni. Per questo la presidenza ucraina ha rilanciato oggi l’idea di un summit da tenere a luglio, invitando la parte più ampia possibile del mondo perché condivida le posizioni di via Bankova come unica via verso la pace. Nessuna illusione, però: “Non è un negoziato di pace. La Russia non parteciperà sicuramente - spiega il direttore dell’Istituto ucraino di Politica, Ruslan Bortnik – è piuttosto un modo per imporre a livello internazionale il piano in dieci punti di Zelensky, che è in realtà un piano di capitolazione della Russia, come unica via per la pace”.
Sarebbe questa l’ultima mossa di Kiev mentre tutto il mondo diplomatico, dalla Cina al Vaticano, dai Brics all’asse franco-tedesco, avvia missioni e cerca una via d’uscita alla guerra in Ucraina. L’idea del vertice di pace a trazione ucraina l’aveva lanciata il presidente Zelensky durante il vertice del G7 in Giappone, e ieri l’ha ribadita il suo capo di gabinetto Andriy Yermak in un’intervista all’agenzia di stampa russa Interfax. Un vertice per la pace, ha detto, "è necessario il prima possibile: l'ideale sarebbe luglio”, sulla base appunto del piano in 10 punti presentato da Kiev. L’Ucraina, dice, resta però aperta ad accogliere contributi ascoltando “tutti quei Paesi che rispettano la nostra sovranità e integrità territoriale. Siamo pronti ad accogliere alcuni elementi di altre proposte”. Attualmente, dice, “sono in corso consultazioni in merito. E' molto importante che questo sia un vertice a cui parteciperanno i leader del Sud del mondo, siamo molto vicini all'esito positivo di queste consultazioni. Ci aspettiamo un gran numero di partecipanti al summit”.
“Penso che il vertice possa svolgersi tra il 9 e il 13 luglio, perché in queste date ci sarà il vertice Nato di Vilnius (10-11 luglio) in cui è prevista la visita di Zelensky e sarà più facile riunire tutti i leader mondiali in quelle date”, dice il presidente della Development Foundation ucraina, Mykola Volkivskyi. “Avrebbe anche un valore simbolico, perché a luglio saranno 500 giorni dall'inizio della guerra su vasta scala”.
La sfida di Kiev è lanciata, ma non sarà un’apertura a una trattativa di pace che faccia finalmente tacere le bombe e ripristini il diritto e il dialogo, la diplomazia e il buon senso. “Va letto come uno strumento per promuovere il piano del presidente Zelensky, che prevede che la Russia si ritiri dal tutti i territori ucraini e che vengano perseguiti i militari che hanno commesso atti criminali in Ucraina, che Mosca paghi il risarcimento e così via. E’ un piano di capitolazione per la Russia - spiega Bortnik – da presentare poi alle Nazioni Unite”.
Il primo passo sarebbe dunque ricreare uno strumento come la Piattaforma di Crimea: per i trent’anni dell’Indipendenza, il 23 agosto 2021, Zelensky riunì a Kiev 47 Paesi sfidando la Russia su uno dei suoi tabù, la restituzione della Crimea in nome del ripristino dell’integrità territoriale ucraina. Ora la stessa formula servirebbe a promuovere un piano di pace che di nuovo implichi il ripristino della integrità territoriale ucraina. "Quando molti paesi approveranno il piano di Zelensky e lo voteranno poi nell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite – dice Bortnik - il documento approvato dall’Onu sarà usato per avviare il processo affinché il Tribunale internazionale sulla Russia sancisca i risarcimenti all’Ucraina”.
La mossa di Kiev è dunque varare uno strumento politico che sposterebbe verso la sponda destra del fiume Dnipro l’asse del dibattito internazionale sulla via per uscire dalla guerra, eliminando quelli che il primo consigliere di Zelensky, Mykhailo Podolyak, chiama gli “scenari di compromesso che prevedano la mancata liberazione di tutti i territori dell'Ucraina”. Scenari di cui “periodicamente parlano fonti anonime nelle élite europee e americane, il che equivale ad ammettere la sconfitta della democrazia, la vittoria della Russia e la conservazione del regime di Putin. Tutto questo è il caro sogno della Russia”.
“Ovviamente la Russia non parteciperà – spiega Bortnik – perché Mosca non è pronta a discutere il piano di Zelensky. Non ci sarà posto per i negoziati tra le due parti, ma ovviamente per Kiev è un passo molto utile e molto importante per attuare il cosiddetto Piano di capitolazione della Russia cercando di imporlo a livello internazionale come l’unico possibile”. Quanto al luogo del vertice, “la Danimarca è stata la prima ad annunciare la possibilità di ospitare questo evento, ma la cosa più importante per il nostro Paese è invitare i leader dei paesi asiatici e dei paesi latinoamericani. Soprattutto l'Africa”, dice Volkivskyi. E questo è il nodo cruciale. Da che parte deciderà di sedersi il resto del mondo?
“In opposizione al vertice di pace di luglio, la Federazione Russa ha pianificato di tenere dal 26 al 29 luglio a San Pietroburgo il Secondo Summit Russia-Africa, un Forum economico e umanitario per la pace, la sicurezza e lo sviluppo” spiega Volkivskyi. La Piattaforma di Crimea sarebbe lo strumento ideale per contrastare l’iniziativa russa: “E’ progettata per essere un meccanismo di coordinamento internazionale per ripristinare le relazioni Russia-Ucraina annullando l'annessione della Crimea del 2014 da parte della Federazione Russa”, dice ancora Volkinskyi. Un meccanismo che ora avrebbe un altro obiettivo ambizioso; ma occorre l’appoggio, per nulla scontato, dei Paesi africani e latinoamericani.