Libia, la disputa tra fazioni diventa battaglia aperta: Tripoli bombarda Al-Zawiya con i droni di Erdogan
TRIPOLI - La disputa tra fazioni, uno dei tanti regolamenti di conti nelle partite del potere libico, adesso si trasforma in vera battaglia. Nella notte il governo di Tripoli ha bombardato le installazioni di Al-Zawiya, la principale base dei trafficanti di uomini che gestiscono i viaggi di migranti verso l’Italia. I raid sono stati condotti con droni Bayraktar forniti dalla Turchia e sono proseguiti fino all’alba, accolti da un pesante fuoco di mitragliere contraeree. Una delle incursioni avrebbe preso di mira Ali Abu Zreiba, parlamentare e fratello del capo della milizia locale, il cui quartier generale è stato colpito dagli aerei teleguidati.
Gli scontri tra le forze che rispondono al premier Abdelhamid Dbeibah e le brigate di Al-Zawiya vanno avanti da almeno due settimane, con un crescendo di intensità. La cittadina dista solo 45 chilometri dalla capitale. E molti temono che i combattimenti possano ostacolare il processo di pacificazione del Paese, dove …
TRIPOLI - La disputa tra fazioni, uno dei tanti regolamenti di conti nelle partite del potere libico, adesso si trasforma in vera battaglia. Nella notte il governo di Tripoli ha bombardato le installazioni di Al-Zawiya, la principale base dei trafficanti di uomini che gestiscono i viaggi di migranti verso l’Italia. I raid sono stati condotti con droni Bayraktar forniti dalla Turchia e sono proseguiti fino all’alba, accolti da un pesante fuoco di mitragliere contraeree. Una delle incursioni avrebbe preso di mira Ali Abu Zreiba, parlamentare e fratello del capo della milizia locale, il cui quartier generale è stato colpito dagli aerei teleguidati.
Gli scontri tra le forze che rispondono al premier Abdelhamid Dbeibah e le brigate di Al-Zawiya vanno avanti da almeno due settimane, con un crescendo di intensità. La cittadina dista solo 45 chilometri dalla capitale. E molti temono che i combattimenti possano ostacolare il processo di pacificazione del Paese, dove attualmente ci sono due premier: Osama Hammad, insediato dal Parlamento nazionale di Tobruk dieci giorni fa al posto di Fathi Bashaga, e Abdelhamid Dbeibah, espressione del governo di Tripoli un tempo riconosciuto dalle Nazioni Unite. Da mesi ci sono trattative per definire un percorso verso le elezioni, premessa alla nascita di un esecutivo in grado di ridare stabilità alla Libia.
La campagna contro Al-Zawiya è stata ordinata da Dbeibah e – stando a fonti ufficiose – darebbe stata condannata da Hammad. Le autorità della capitale escludono motivazioni politiche e sostengono che la campagna è “parte di un piano di sicurezza per combattere il contrabbando di carburante, il traffico di droga e l’immigrazione clandestina nella regione della costa occidentale”, specificando che sono stati colpiti solo i “nascondigli dei trafficanti”. Invece Ali Abu Zreiba replica che l’obiettivo dei bombardamenti è solo quello di eliminare l’opposizione al premier tripolino: un gruppo di dignitari ha lanciato un appello sul web a prendere le armi in difesa della città.
Non si conosce il numero delle vittime e l’entità dei danni provocati dai droni, che finora non erano mai intervenuti negli scontri tra milizie. La scorsa settimana c’erano state diverse scaramucce, anche con l’impiego di razzi e mortai da parte delle brigate di Al-Zawiya, che hanno accumulato un arsenale agguerrito e negli scorsi anni hanno avuto un ruolo determinante nelle lotte interne per il potere: un anno fa hanno tentato invano di aprire le porte di Tripoli al premier Bashaga, venendo respinte dalle forze di Dbeibah.