La Russia riarma Lukashenko: atomiche a 40 chilometri dalla Ue
di Gianluca Di FeoPutin e Lukanshenko hanno annunciato l'inizio del trasferimento di bombe nucleari tattiche in Bielorussia. Per la prima volta dal 1991 siamo davanti alla proliferazione di ordigni atomici in Europa: finora si era lavorato per ridurre i Paesi che ospitavano le armi dell'Apocalisse, ritirandole dalle ex Repubbliche sovietiche. Adesso invece lo schieramento viene allargato, spingendole fino ai confini con la Nato e con la Ue: una nuova terribile minaccia alla sicurezza mondiale.
Stando alle informazioni disponibili, le bombe verranno messe a disposizione dei caccia Sukhoi 25 bielorussi sull'aeroporto di Leda, a soli quaranta chilometri dalla Lituania e a centoventi dalla frontiera polacca: possono raggiungere Vilnius e Varsavia in pochi minuti di volo. Gli equipaggi hanno completato l'addestramento per questo tipo di incursioni e gli aerei sono stati modificati per usare gli strumenti più devastanti di tutti.
Altre testate verranno installate sui missili semo…
Putin e Lukanshenko hanno annunciato l'inizio del trasferimento di bombe nucleari tattiche in Bielorussia. Per la prima volta dal 1991 siamo davanti alla proliferazione di ordigni atomici in Europa: finora si era lavorato per ridurre i Paesi che ospitavano le armi dell'Apocalisse, ritirandole dalle ex Repubbliche sovietiche. Adesso invece lo schieramento viene allargato, spingendole fino ai confini con la Nato e con la Ue: una nuova terribile minaccia alla sicurezza mondiale.
Stando alle informazioni disponibili, le bombe verranno messe a disposizione dei caccia Sukhoi 25 bielorussi sull'aeroporto di Leda, a soli quaranta chilometri dalla Lituania e a centoventi dalla frontiera polacca: possono raggiungere Vilnius e Varsavia in pochi minuti di volo. Gli equipaggi hanno completato l'addestramento per questo tipo di incursioni e gli aerei sono stati modificati per usare gli strumenti più devastanti di tutti.
Altre testate verranno installate sui missili semoventi Iskander-M, consegnati all'esercito di Minsk nelle scorse settimane e con un raggio d'azione di 500 chilometri: saranno custodite in un vecchio bunker sotterraneo dell'Armata Rossa riattivato dopo oltre trent'anni di oblio.
Non ci sono informazioni sul numero - si è vociferato di venti ordigni - né sulle caratteristiche esatte. L'unica certezza è che saranno "tattiche", ossia con una forza distruttiva pari al massimo a cento kilotoni e comunque superiore alla bomba di Hiroshima. Negli anni Sessanta queste armi vennero concepite per "attacchi limitati" contro concentramenti di mezzi corazzati, depositi di munizioni e aeroporti: un impiego che non ha più rilevanza nelle dottrine belliche moderne.
Le ogive resteranno sotto il controllo di Mosca per essere utilizzate dai militari di Lukashenko: la stessa procedura - come non a caso ha sottolineato Vladimir Putin - delle testate statunitensi presenti nei Paesi europei dell'Alleanza atlantica, Italia inclusa.
"Questo è un esempio di come si prendono scelte irresponsabili e provocatorie", ha commentato la portavoce della Casa Bianca, condannando l'iniziativa. "Non ci sono indicazioni per ritenere che intendano usare armi del genere", ha dichiarato il Dipartimento di Stato: "Continueremo a monitorare la situazione ma non cambiamo la postura del nostro arsenale nucleare".
Il Pentagono ha però aumentato le forze in Polonia con dodici intercettori F22 Raptor e fornendo, assieme alla Germania, due batterie di missili Patriot: una scudo difensivo ad alta tecnologia. Una squadriglia di bombardieri strategici B-1 americani inoltre da una settimana è entrata in azione nel Baltico: ieri per la seconda volta sono stati affrontati da caccia russi, che li hanno affiancati sul mare davanti a Kaliningrad, l'epicentro della sfida globale innescata dall'invasione dell'Ucraina.