✕

Sierra Leone, una tempesta abbatte l'albero simbolo della capitale

Il "Cotton tree" era l'esemplare più antico del Paese, raffigurato sulle banconote nazionali e parte dell'identità storica e culturale dei sierraleonesi. La violenza dell'acquazzone suggerisce che il responsabile dell'incidente potrebbe essere il cambiamento climatico
2 minuti di lettura

Era “la Torre Eiffel, la Statua della Libertà, il Big Ben” di Freetown l’albero di cotone abbattuto da una tempesta mercoledì sera. Per gli abitanti della capitale della Sierra Leone si tratta di “una grande perdita per la nazione”.

Il pluricentenario “Cotton tree” sarebbe stato il più antico albero del suo genere di tutto il Paese, raffigurato anche sulle banconote statali. La sua scomparsa cambia radicalmente lo skyline della città, colpita da forti acquazzoni negli ultimi giorni. Una settimana fa i cittadini avevano già notato che la pioggia aveva spezzato alcuni rami dell’albero, ma speravano che avrebbe resistito. Quando è crollato una folla di sierraleonesi si è riunita intorno al tronco spaccato.

Era “la Torre Eiffel, la Statua della Libertà, il Big Ben” di Freetown l’albero di cotone abbattuto da una tempesta mercoledì sera. Per gli abitanti della capitale della Sierra Leone si tratta di “una grande perdita per la nazione”.

Il pluricentenario “Cotton tree” sarebbe stato il più antico albero del suo genere di tutto il Paese, raffigurato anche sulle banconote statali. La sua scomparsa cambia radicalmente lo skyline della città, colpita da forti acquazzoni negli ultimi giorni. Una settimana fa i cittadini avevano già notato che la pioggia aveva spezzato alcuni rami dell’albero, ma speravano che avrebbe resistito. Quando è crollato una folla di sierraleonesi si è riunita intorno al tronco spaccato.

La violenza della tempesta che si è abbattuta sulla città suggerisce che il responsabile dell'incidente possa esssere il cambiamento climatico. Il professor Stefano Caserini, docente di Mitigazione dei cambiamenti climatici al Politecnico di Milano, spiega a Repubblica che esiste "un legame dimostrato fra riscaldamento globale ed eventi estremi". E secondo l'Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc), "l’influenza umana, in particolare le emissioni di gas serra, è probabilmente il principale motore dell’intensificazione osservata su scala globale delle forti precipitazioni sulle regioni terrestri".

Tuttavia, non si possono associare direttamente l'evento specifico del Cotton tree di Freetown e i fenomeni climatici, se non altro per mancanza di dati sull'episodio e sull'impatto del riscaldamento globale sull'area. In ogni caso, l’Ipcc mostra che, pur senza "un segnale chiaro e uniforme in tutte le zone del pianeta", esiste una tendenza a livello globale.

Il presidente Julius Maada Bio ha commentato l’accaduto su Twitter, spiegando che l’albero rappresentava “un simbolo di libertà dai primi coloni". A soli 300 metri dal luogo in cui si ergeva si trova la cosiddetta Freedom Steps, la scalinata percorsa dagli schiavi liberati intorno al 1700 per riunirsi intorno all’imponente albero e rivolgergli delle preghiere, prima di rendere Freetown la loro casa.  

L’ amministratore della città, Festus Kallay, ha ricordato che intorno all’albero ci si riuniva a pregare, e “si svolgeva la festa del ringraziamento ogni novembre, insieme a molti altri eventi” importanti per la città.

Qualcuno ha accolto la scomparsa dell’albero con entusiasmo: la comunità cristiana della Sierra Leone sosteneva da tempo che l’albero fosse oggetto di rituali malefici. In particolare, il pastore Francis Mambu, che guida la chiesa Faith Healing Bible, ritiene che le sue radici fossero usate per la stregoneria e che il posto fosse frequentato da streghe e stregoni.

Il presidente e altri funzionari visiteranno il sito per decidere cosa farne. Maada Bio promette che “avremo qualcosa nello stesso punto che testimoni il ruolo del grande Cotton Tree nella nostra storia". Tra le opzioni c’è quella di trasferire ciò che resta dell’albero nel museo nazionale, oppure incidere il ceppo. Ma con le radici ancora salde nel terreno, Freetown spera che nuovi germogli nascano dal tronco.