Guerra in Ucraina, il faccendiere francese dietro alla missione di pace dei Paesi africani
dalla nostra corrispondente Anais GinoriFoto Johnny Vaet Nordskog
PARIGI - Un controverso faccendiere francese dietro alla missione di pace che alcuni Paesi africani vogliono lanciare in Russia e Ucraina. Jean-Yves Ollivier, 78 anni, ha costruito una solida rete di relazioni con alcuni leader del continente e ora la sua fondazione Brazzaville coordina gli sforzi diplomatici annunciati dal presidente sudafricano Cyril Ramaphosa, su cui sia Mosca che Kiev hanno aperto spiragli di discussione. La missione che vuole organizzare Ollivier nelle due capitali nemiche è avvolta nell'incertezza e pochi scommettono sul successo. Non ci sono ancora date anche se il viaggio dei sei capi di Stato africani (Egitto, Senegal, Repubblica del Congo, Sudafrica, Zambia e Uganda) per incontrare Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin potrebbe avvenire entro inizio luglio.
Protagonista per decenni di molti affari nel commercio di materie prime, Ollivier punta sullo scambio di grano, fertilizzanti e prigionieri come base per aprire le discussioni tra Mosca…
PARIGI - Un controverso faccendiere francese dietro alla missione di pace che alcuni Paesi africani vogliono lanciare in Russia e Ucraina. Jean-Yves Ollivier, 78 anni, ha costruito una solida rete di relazioni con alcuni leader del continente e ora la sua fondazione Brazzaville coordina gli sforzi diplomatici annunciati dal presidente sudafricano Cyril Ramaphosa, su cui sia Mosca che Kiev hanno aperto spiragli di discussione. La missione che vuole organizzare Ollivier nelle due capitali nemiche è avvolta nell'incertezza e pochi scommettono sul successo. Non ci sono ancora date anche se il viaggio dei sei capi di Stato africani (Egitto, Senegal, Repubblica del Congo, Sudafrica, Zambia e Uganda) per incontrare Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin potrebbe avvenire entro inizio luglio.
Protagonista per decenni di molti affari nel commercio di materie prime, Ollivier punta sullo scambio di grano, fertilizzanti e prigionieri come base per aprire le discussioni tra Mosca e Kiev. L'accordo sul grando pilotato dalla Turchia, osserva, ha ricevuto una proroga di due mesi la scorsa settimana ma resta fragile. Mentre i Paesi africani hanno un disperato bisogno delle esportazioni di fertilizzanti russi, collegato al blocco del sistema di pagamenti bancari Swift. "Il continente più povero sta soffrendo più di ogni altra parte del mondo per le conseguenze del conflitto russo-ucraino" nota Ollivier, che parla per se stesso e non ha nessun mandato da parte dell'Eliseo con cui anzi i rapporti sono ormai freddi. Sono lontani i tempi dell'amicizia che il faccendiere, emblema della Françafrique, vantava con Jacques Chirac quando era capo di Stato.
"La definizione di parallelo - aggiungeva - è due linee che non si incontrano, ma che vanno nella stessa direzione". Nelle ultime settimane, Ollivier ha già fatto la spola tra Kiev e Mosca. "L'obiettivo - dice - è avviare talks about talks, colloqui in vista di colloqui di pace". La prudenza è d'obbligo, visti i legami del leader sudafricano con Mosca e l'influenza russa sul continente che preoccupa Kiev. La missione guidata da Ramaphosa, con la fondazione Brazzaville, non convince nemmeno l'Unione africana. Eppure Ollivier si mostra ottimista. "È solo il primo passo - conclude - per una timida ventata di pace".