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Furti, amanti, corruzione, abuso d'ufficio, lo strano caso del procuratore del Texas: il moralizzatore trumpiano che rischia l'impeachment

Ken Paxton (reuters)
L'ultraconservatore Ken Paxton, vicino all'ex presidente e spina nel fianco dell'attuale capo della Casa Bianca Joe Biden, è una figura divisiva nel suo stesso Partito repubblicano. Ha guidato tutte le crociate antiabortiste, anti-vaccino, a favore delle armi, ora rischia l'espulsione 
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NEW YORK - Il paladino della morale rubava Montblanc da mille dollari agli avvocati che incrociava in aula da procuratore generale del Texas. Il moralizzatore degli Stati del Sud riceveva bustarelle come fossero caffé, usava il suo ufficio per sistemare le amanti. E dopo aver guidato la battaglia legale dei procuratori Repubblicani contro la vittoria di Joe Biden nel 2020, ora ha deciso di emulare il suo mentore, Donald Trump, invitando i sostenitori a fermare il Congresso texano. Il perseguitore dei migranti verrà perseguito.

Nel pomeriggio la Camera statale, a maggioranza Repubblicana, metterà ai voti l'impeachment e l'espulsione dal ruolo di responsabile della Giustizia del Texas di Warren Kenneth Paxton Jr., per tutti Ken Paxton, 60 anni, l'uomo che in questi anni ha guidato tutte le crociate antiabortiste, anti-vaccino, a favore delle armi, con un duplice obiettivo: crearsi un'aurea di santo nella base conservatrice e garantirsi lo scudo dall…

NEW YORK - Il paladino della morale rubava Montblanc da mille dollari agli avvocati che incrociava in aula da procuratore generale del Texas. Il moralizzatore degli Stati del Sud riceveva bustarelle come fossero caffé, usava il suo ufficio per sistemare le amanti. E dopo aver guidato la battaglia legale dei procuratori Repubblicani contro la vittoria di Joe Biden nel 2020, ora ha deciso di emulare il suo mentore, Donald Trump, invitando i sostenitori a fermare il Congresso texano. Il perseguitore dei migranti verrà perseguito.

Nel pomeriggio la Camera statale, a maggioranza Repubblicana, metterà ai voti l'impeachment e l'espulsione dal ruolo di responsabile della Giustizia del Texas di Warren Kenneth Paxton Jr., per tutti Ken Paxton, 60 anni, l'uomo che in questi anni ha guidato tutte le crociate antiabortiste, anti-vaccino, a favore delle armi, con un duplice obiettivo: crearsi un'aurea di santo nella base conservatrice e garantirsi lo scudo dalle inchieste che, prima o poi, lo avrebbero travolto, invocando una "caccia alle streghe". In questo, avrebbe seguito fedelmente lo spartito del tycoon.

Era stato Paxton a guidare la class-action degli Stati repubblicani contro Biden, lui a chiedere la messa al bando della mascherina per il Covid, e sempre lui a difendere i diritti di chi non voleva vaccinarsi, a promuovere la costruzione del muro al confine con il Messico, chiedere l'espulsione dei bambini figli di immigrati clandestini, fare causa a Google, contrastare il piano per l'energia pulita. Lui difese ExxonMobil, la compagnia accusata nel 2016 dallo stato del Massachusetts di inquinamento ambientale.

Il quadro accusatorio appare dettagliato e imbarazzante, farcito di piccoli reati, di continue violazioni della legge da parte di colui che era stato eletto per farla rispettare ed è rimasto al suo posto per otto anni. Gli stessi Repubblicani, con una decisione poco in linea con la tradizione, hanno detto basta. A novembre Paxton era stato confermato dai texani alla carica di Attorney General per la terza volta e con un ampio margine, nonostante da anni circolassero voci controverse sul suo conto.

Nel 2015 aveva creato una unità speciale per contrastare il traffico di esseri umani e convinto i legislatori a quadruplicare le risorse. Un anno dopo l'unità non aveva trovato neanche un trafficante. Tre anni dopo accusò falsamente i migranti di aver commesso 600 mila reati in sette anni, ma venne smentito da un fact-checking di PolitiFact. Nel 2020 quattro alti funzionari del suo staff avevano scritto una lettera con cui chiedevano un'indagine nei confronti del loro boss, accusandolo di corruzione e abuso d'ufficio.

I suoi aiutanti sostenevano che il capo avesse usato il ruolo di Attorney General per favorire gli interessi di Nate Paul, ricco imprenditore immobiliare e generoso donatore della sua campagna. Un anno prima, nel 2019, Paul aveva chiesto aiuto a Paxton dopo che l'Fbi aveva perquisito la sua abitazione. L'Attorney aveva affidato l'inchiesta a un procuratore inesperto, lasciando perplessi gli agenti federali. "Io - spiegò all'epoca - non proteggerei mai un donatore e mai abuserò del mio ufficio". Poche settimane dopo la pubblicazione della lettera, Paxton aveva licenziato i firmatari. Raggiunto da una causa di risarcimento, il procuratore generale era stato costretto a pagare 3,3 milioni di dollari ai quattro ex aiutanti. Aveva chiesto che a pagare fosse lo Stato, ma gli dissero che non era il modo migliore di spendere i soldi dei contribuenti.

Nel 2015, primo anno da procuratore del Texas, Paxton era stato accusato di frode, nel periodo in cui faceva il consulente finanziario, e condotto nella prigione della contea, fuori Dallas. Quando venne condotto in prigione per la foto segnaletica, lui, già ministro della Giustizia, aveva sorriso ai reporter con aria di sfida. Quello fu il momento in cui il suo volto divenne davvero famoso, grazie anche a un particolare: un occhio verde e uno marrone. Quello buono è il primo. Il secondo lo perse all'età di dodici anni, mentre giocava a nascondino.