BRUXELLES - Ancora più Ucraina nella Nato. Non ancora una vera e propria adesione. Ma un passo verso una maggiore integrazione. L'Alleanza Atlantica, infatti, proporrà nel vertice di Vilnius del prossimo luglio la costituzione di un Consiglio Nato-Ucraina. Un modo per avvicinare ancora di più Kiev all'Organizzazione.
Un organismo del genere infatti consentirà di rafforzare i rapporti politici e affiancare il piano di assistenza militare pluriennale. Il presidente Zelensky di fatto potrebbe partecipare a molti dei lavori della Nato. Sarebbe una sorta di "membro aggregato". Adesso è in funzione una "commissione" che agisce come collante con l'Ucraina. Ma si tratta di uno strumento ancora piuttosto debole.
Da tenere presente, poi, che è ancora formalmente esistente il Consiglio Nato-Russia che venne ideato nel 2002 proprio per agevolare i rapporti con Mosca. In quel momento era anche un modo …
BRUXELLES - Ancora più Ucraina nella Nato. Non ancora una vera e propria adesione. Ma un passo verso una maggiore integrazione. L'Alleanza Atlantica, infatti, proporrà nel vertice di Vilnius del prossimo luglio la costituzione di un Consiglio Nato-Ucraina. Un modo per avvicinare ancora di più Kiev all'Organizzazione.
Un organismo del genere infatti consentirà di rafforzare i rapporti politici e affiancare il piano di assistenza militare pluriennale. Il presidente Zelensky di fatto potrebbe partecipare a molti dei lavori della Nato. Sarebbe una sorta di "membro aggregato". Adesso è in funzione una "commissione" che agisce come collante con l'Ucraina. Ma si tratta di uno strumento ancora piuttosto debole.
Da tenere presente, poi, che è ancora formalmente esistente il Consiglio Nato-Russia che venne ideato nel 2002 proprio per agevolare i rapporti con Mosca. In quel momento era anche un modo per chiudere la "Guerra Fredda" e sancire che l'Occidente e la Russia non erano più nemici. Il Cremlino allora aderì convintamente al Consiglio. Poi tutto è cambiato, ma quella struttura è formalmente in vita. E appare ora paradossale che non ci sia una sede analoga per Kiev.
Nel caso dell'Ucraina, però, questa nuova struttura rappresenterebbe non solo un modo per rendere più stringenti i rapporti con Bruxelles, ma anche una premessa per l'ingresso formale dell'Ucraina.
Molti dei partner dell'Alleanza, in particolare i Paesi dell'est Europa, spingono in questa direzione. Il pericolo russo viene vissuto dai Baltici e dalla Polonia in maniera molto più cogente rispetto ad altri membri della coalizione. Su questo punto, però, le idee dentro la Nato non sono omogenee. Anzi, molti temono che un'adesione formale di Kiev al fronte occidentale possa diventare un ostacolo insormontabile per una tregua.
Il punto semmai è che Kiev non apprezza fino in fondo una strada di questo tipo. In primo luogo perché Zelensky ha fin dall'inizio chiesto un ingresso formale nella Nato e perché il "Porcospino" diventerebbe una condizione di permanente belligeranza. Ossia si tratterebbe per l'Ucraina di accettare la prospettiva di non poter tornare ad essere un Paese normale e pacificato per un tempo indefinito.