New York, avvocato presenta una causa usando ChatGpt. Ed è un disastro
di Massimo BasileNEW YORK - La causa presentata alla corte federale di Manhattan era da manuale: un uomo, chiamato Roberto Mata, aveva denunciato la compagnia aerea colombiana Avianca, sostenendo di essere stato ferito da un carrello in metallo per gli snack che lo aveva colpito al ginocchio durante un volo da El Salvador diretto all’aeroporto Jfk di New York. Quando la compagnia aveva chiesto al giudice di rigettare la denuncia, gli avvocati di Mata hanno risposto subito con un veemente documento di dieci pagine, in cui citavano almeno una mezza dozzina di casi simili e conclusisi con il risarcimento a favore del querelante. Sui fogli comparivano i nomi di Delta Air Lines, China Southern Airlines e altre compagnie citate in giudizio per danni a passeggeri.
NEW YORK - La causa presentata alla corte federale di Manhattan era da manuale: un uomo, chiamato Roberto Mata, aveva denunciato la compagnia aerea colombiana Avianca, sostenendo di essere stato ferito da un carrello in metallo per gli snack che lo aveva colpito al ginocchio durante un volo da El Salvador diretto all’aeroporto Jfk di New York. Quando la compagnia aveva chiesto al giudice di rigettare la denuncia, gli avvocati di Mata hanno risposto subito con un veemente documento di dieci pagine, in cui citavano almeno una mezza dozzina di casi simili e conclusisi con il risarcimento a favore del querelante. Sui fogli comparivano i nomi di Delta Air Lines, China Southern Airlines e altre compagnie citate in giudizio per danni a passeggeri.
L'"avvocato virtuale" smascherato
Tutto nella norma, tutto ben spiegato, un lavoro da professionisti del foro. Ma con un dettaglio: di queste cause non c’era traccia negli archivi online. Il motivo è stato presto svelato: si era inventato tutto il ChatGpt, l’intelligenza artificiale a cui uno degli avvocati dello studio newyorkese aveva affidato il compito di presentare una controdeduzione legale. L’”avvocato virtuale” è stato smascherato dai legali di Avianca, ma a pagare le conseguenze potrebbe essere quello reale: Steven Schwartz, dello studio Levidow, Levidow & Oberman. Alla contestazione del giudice, il rappresentante della parte lesa ha chiesto clemenza e ammesso che, sì, aveva fatto svolgere il lavoro di stesura al robot, una “fonte che si è rivelata inaffidabile”.
Le scuse di Schwartz
Il ChatGpt era partito dalla storia reale di Mata e poi l’aveva condita di precedenti, presi un po’ in giro sul web, alcuni dei quali o non esistevano oppure non c’entravano niente con il caso in questione. Schwartz non era un avvocato alle prime armi: lavora da trent’anni a New York, una delle piazze più spietate. Al giudice Kevin Castel ha detto che non aveva nessuna intenzione di ingannare il tribunale o la compagnia aerea, e di aver usato per la prima volta il ChatGpt. “Non ero a conoscenza - ha aggiunto - della possibilità che l’intelligenza artificiale potesse produrre informazioni false”. Ma spettava a lui almeno verificare che i casi citati fossero reali. Naturalmente, ha concluso Schwartz, non si fiderà più di un avvocato robot un po’ cialtrone. Il giudice ha fissato all’8 giugno un'udienza speciale per decidere quali sanzioni applicare all’avvocato reale.
Non è chiaro, al momento, se lo studio prenderà provvedimenti, ma non è esclusa, in futuro, lontani dai riflettori, una separazione. Il prossimo cliente potrebbe avere il sospetto che il suo caso venga seguito da un robot, ma poi debba pagare il legale con dollari veri. L’incidente processuale ha portato in superficie un tema dibattuto tra gli avvocati newyorkesi: affidarsi o meno ai ChatGpt per smaltire l’enorme mole di lavoro in una città dove si fa causa per ogni motivo. Al momento, il robot viene trattato con diffidenza e il caso Schwartz ha spaventato molti studi. Ma cosa ne sarà della causa di mister Mata? L’intromissione del ChatGpt potrebbe aver compromesso la sua battaglia legale. L’8 giugno il giudice potrebbe fornire nuove indicazioni.