Partygate in Giappone, si dimette il figlio del premier Kishida: comportamento "inappropriato"
a cura della redazione EsteriUna foto di gruppo sul tappeto rosso - a imitare i leader politici - un'altra ai microfoni utilizzati durante le conferenze stampa del governo. Si sono ritratti Shotaro Kishida, figlio e segreterario esecutivo del premier giapponese Fumio Kishida, e alcuni suoi invitati a una festa organizzata dal 32enne all'interno della residenza ufficiale del primo ministro. Pur avendo toni decisamente più sobri di quello britannico, il partygate giapponese di questi giorni è diventato un tale scandalo per Kishida da portare alle dimissioni di Shotaro.
Il 32enne, da tempo criticato in patria per una condotta troppo mondana, è finito al centro del caso dopo che alcune immagini scattate durante la festa dello scorso anno sono state pubblicate dal settimanale Shukan Bunshun nei giorni scorsi. Al party avrebbero partecipato una decina di persone tra le quali anche alcuni parenti. "Come segretario per gli affari politici, una…
Una foto di gruppo sul tappeto rosso - a imitare i leader politici - un'altra ai microfoni utilizzati durante le conferenze stampa del governo. Si sono ritratti Shotaro Kishida, figlio e segreterario esecutivo del premier giapponese Fumio Kishida, e alcuni suoi invitati a una festa organizzata dal 32enne all'interno della residenza ufficiale del primo ministro. Pur avendo toni decisamente più sobri di quello britannico, il partygate giapponese di questi giorni è diventato un tale scandalo per Kishida da portare alle dimissioni di Shotaro.
Il 32enne, da tempo criticato in patria per una condotta troppo mondana, è finito al centro del caso dopo che alcune immagini scattate durante la festa dello scorso anno sono state pubblicate dal settimanale Shukan Bunshun nei giorni scorsi. Al party avrebbero partecipato una decina di persone tra le quali anche alcuni parenti. "Come segretario per gli affari politici, una posizione pubblica, le sue azioni sono state inappropriate e ho deciso di sostituirlo per fargli assumere la responsabilità", ha dichiarato oggi Kishida ai giornalisti.
Un brutto guaio per il premier, che lo scorso aprile si era salvato dal lancio di un ordigno esplosivo durante un comizio, e che da poco stava tentanto di riabilitare i suoi consensi - dopo aver perso quattro ministri in tre mesi a causa di accuse di irregolarità finanziarie e legami con la controversa setta della Luna - sfruttando la "celebrata organizzazione" del G7 di Hiroshima della scorsa settimana. Proprio per questo l'esecutivo aveva inizialmente tentato di smorzare i toni dichiarando, attraverso il portavoce Hirokazu Matsuno, di essere “consapevole che le azioni del figlio maggiore del primo ministro non fossero appropriate” ma confermando l'incarico di Shotaro e aggiungendo che il ragazzo avrebbe ricevuto una sanzione disciplinare.
Ma le critiche dell'opposizione - che chiedeva le dimissioni di Shotaro - sono state così pressanti da costringere Kishida a comunicare alla stampa le dimissioni del ragazzo. Dal primo giugno al suo posto tornerà Takayoshi Yamamoto, che ricopriva il ruolo prima della nomina di Shotaro. Una nomina che da subito era stata accolta con clamore dai media nipponici che accusavano Kishida di nepotismo nonostante l'esecutivo lo difendesse parlando di una scelta basata sul merito personale e sull'"acume politico" del 32enne.