Kosovo, violenti scontri tra forze Nato e manifestanti serbi a Zvecan: tra i feriti 14 militari italiani
di Daniele RaineriI nazionalisti serbi della frangia più estrema - e tifosi del presidente russo Vladimir Putin - volevano aggredire la cerimonia di insediamento di un sindaco di etnia albanese a Zvecan, un piccolo paese nel nord del Kosovo a pochissima distanza dal confine serbo, e nelle cariche in piazza hanno ferito 34 soldati della Kfor, la Forza Nato di interposizione, e tra loro anche 14 soldati italiani che si erano messi in mezzo e li avevano fermati. Tre degli italiani sono stati portati via su un elicottero militare verso l'ospedale del quartier generale Kfor a Pristina, sono in condizioni gravi, ma non in pericolo di vita, per fratture e ustioni da bombe molotov. Non succedeva da dieci anni che uomini della Kfor fossero feriti mentre erano in servizio.
I nazionalisti serbi della frangia più estrema - e tifosi del presidente russo Vladimir Putin - volevano aggredire la cerimonia di insediamento di un sindaco di etnia albanese a Zvecan, un piccolo paese nel nord del Kosovo a pochissima distanza dal confine serbo, e nelle cariche in piazza hanno ferito 34 soldati della Kfor, la Forza Nato di interposizione, e tra loro anche 14 soldati italiani che si erano messi in mezzo e li avevano fermati. Tre degli italiani sono stati portati via su un elicottero militare verso l'ospedale del quartier generale Kfor a Pristina, sono in condizioni gravi, ma non in pericolo di vita, per fratture e ustioni da bombe molotov. Non succedeva da dieci anni che uomini della Kfor fossero feriti mentre erano in servizio.
Non è una fiammata di violenza che arriva a sorpresa, la tensione in quel settore cresce di settimana in settimana e molti temevano che l'insediamento di tre sindaci di etnia albanesi che ad aprile avevano vinto le elezioni in tre comuni minuscoli della zona - elezioni boicottate a stragrande maggioranza dalla popolazione serba - avrebbero scatenato proteste e aggressioni. C'erano state trattative diplomatiche discrete con il primo ministro kosovaro Albin Kurti, per rimandare le cerimonie e gli inevitabili scontri, ma così non è stato. In serata il presidente serbo Aleksandar Vucic ha dichiarato in una conferenza stampa che "dicevamo da mesi che una cosa del genere poteva succedere, ma nessuno ci ascolta. Avevamo chiesto ai soldati della missione Kfor di non far entrare i sindaci albanesi nei municipi, ma loro invece di fermarli li hanno protetti".