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Attacco di droni sulla Mosca dei vip. Putin: “È terrorismo, reagiremo”

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All’alba colpita Rubljovka, non lontano dalla casa del presidente. Vetri rotti e due feriti lievi, ma il danno d’immagine è enorme. Le immagini si diffondono subito e il Cremlino è costretto a confermare: “Vogliono intimidire i cittadini”. Kiev non rivendica
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ODESSA - Questa volta gli ucraini ridono, pur nella loro disgrazia. Un attacco di droni ha sfiorato il quartiere degli oligarchi di Mosca, Rubljovka, un posto esclusivo dove c'è anche la residenza di Putin, e quella di Medvedev, il numero 2 del consiglio di Sicurezza, tanto per dire l'importanza di questa enclave. Il secondo raid sulla capitale dopo quello del 3 maggio, dove era stata colpita addirittura la cupola del Palazzo del Senato del Cremlino. Ma quella volta era successo di notte, e pochi avevano visto e saputo. Ieri invece, era l'alba, visibilità perfetta, molti cellulari a riprendere l'inedita scena di quel piccolo stormo che volava sereno verso un obiettivo ai più sconosciuto, ma prevedibile, e persino facile. 

Danni, pochi. Due feriti leggeri, molti vetri spaccati, alcune facciate da ritinteggiare, gli operai hanno prontamente rimediato. Danno di immagine enorme, però. E tutte le difese contraeree su Mosca? Le molte bat…

ODESSA - Questa volta gli ucraini ridono, pur nella loro disgrazia. Un attacco di droni ha sfiorato il quartiere degli oligarchi di Mosca, Rubljovka, un posto esclusivo dove c'è anche la residenza di Putin, e quella di Medvedev, il numero 2 del consiglio di Sicurezza, tanto per dire l'importanza di questa enclave. Il secondo raid sulla capitale dopo quello del 3 maggio, dove era stata colpita addirittura la cupola del Palazzo del Senato del Cremlino. Ma quella volta era successo di notte, e pochi avevano visto e saputo. Ieri invece, era l'alba, visibilità perfetta, molti cellulari a riprendere l'inedita scena di quel piccolo stormo che volava sereno verso un obiettivo ai più sconosciuto, ma prevedibile, e persino facile. 

Danni, pochi. Due feriti leggeri, molti vetri spaccati, alcune facciate da ritinteggiare, gli operai hanno prontamente rimediato. Danno di immagine enorme, però. E tutte le difese contraeree su Mosca? Le molte batterie puntate verso il cielo, a difendere il Cremlino e i suoi illustri abitanti, e gran parte della metropoli? Non si sa come, ma nemmeno dopo l'episodio del 3 maggio i russi sono riusciti a trovare un modo per evitare questi attacchi beffa, di scarso effetto ma grande visibilità mediatica. E sul chi è stato, i russi sono sicuri della matrice ucraina, ma da Kiev nessuno commenta se non al solito modo, ironico e tipico di Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente Zelensky: "L'intelligenza artificiale dei droni è responsabile dell'attacco su Mosca: rendendosi conto che non vale la pena colpire i bambini ucraini, ha deciso di riportare la guerra ai suoi istigatori". E dichiarandosi "lieto di osservare e prevedere un aumento degli attacchi", ha precisato che "non abbiamo nulla a che fare direttamente con questo fatto".

Da parte russa, molti hanno invocato una pronta vendetta (ma molti hanno cercato di minimizzare, sostenendo che più che altro c'è stata una ricaduta psicologica sui moscoviti). Alcune reazioni sgangherate, come quella del capo della Wagner, l'isterico Prigozhin: "Maiali! Tirate fuori il c. dagli uffici da cui dovreste difendere questo Paese!", riferito al ministero della Difesa. Ma su tutto svettano le parole di Putin in persona, che questa volta ha deciso di parlare (l'altra volta c'era stato solo un comunicato ufficiale, il presidente aveva taciuto). E Putin, in questo evidente cambio di passo mediatico, non potendo nascondere ai russi una verità che è subito dilagata su migliaia di telefoni, ha detto alla Tass che "l'Ucraina sta cercando di intimidire i cittadini russi: questo è il segno di un'attività terroristica. Siamo arrivati agli attacchi con droni, si tratta della via dell'intimidazione" (e manco a farlo apposta i droni erano quasi sicuramente di fabbricazione cinese). Gli ucraini vogliono quindi "provocare una risposta della Russia. Vedremo cosa fare a questo proposito", ha aggiunto, il che fa pensare a nuovi e ancora più pesanti attacchi su Kiev, dopo quelli ininterrotti da domenica scorsa. 

Il portavoce Peskov si affannava a spiegare che il presidente "è stato informato direttamente dal ministero della Difesa, dalle varie agenzie, dal sindaco di Mosca, dal governatore regionale e dal ministero per le Emergenze. Tutti hanno lavorato in maniera appropriata, anche la difesa aerea". Ma sul punto contraerea è stato smentito da Putin medesimo: sì, ha funzionato in modo "soddisfacente, ma resta del lavoro da fare". Nessuno vorrebbe trovarsi in queste ore nella divisa del responsabile di queste unità, i famosi sistemi Pantsir S1, che hanno già mancato due volte gli obiettivi. Lo sciame diretto verso Rubljovka era di più droni, almeno 8, di cui cinque abbattuti e tre andati a bersaglio su alcuni condomini di lusso, nel villaggio di Ilinskoe e in quello di Razdory, a pochi chilometri da Novo Ogariovo, la residenza privata del presidente.

E i russi sono convinti che fossero sicuramente ucraini, anche se pare decollati dalla regione di Mosca, e non da Kharkiv o Sumy, come si era subito pensato. Per Putin, è stata la risposta a uno degli ultimi bombardamenti su Kiev, quando "la Russia ha colpito il quartier generale dell'intelligence militare ucraina", in un Paese che non vuole neanche più nominare: "Il territorio che si chiama Ucraina è stato controllato fin dall'inizio, dopo il crollo dell'Urss, da persone guidate dall'Occidente. Non solo hanno intrapreso la strada della lotta con la Russia, ma hanno creato l'anti-Russia su questo territorio". Il nemico più grande, quindi. L'America. 

Che oggi ha mandato a dire: "Stiamo ancora raccogliendo le informazioni su quanto successo. In linea generale, non sosteniamo gli attacchi all'interno della Russia", e il messaggio arrivava direttamente dalla Casa Bianca.