✕

Polonia, nuovo colpo alla democrazia: la commissione contro le "influenze russe", come strumento per reprimere il dissenso

Mateusz Morawiecki, primo ministro polacco 
 Andrzej Duda ha promulgato una legge che istituisce una commissione incaricata di stanare le presunte attività controllate da Mosca ma il timore è che la misura diventi repressiva
1 minuti di lettura

È un altro colpo alla democrazia in Polonia, già compromessa dalla distruzione sistematica dello stato di diritto perseguita da otto anni dal governo di Diritto e Giustizia. Il presidente della Repubblica Andrzej Duda ha promulgato una legge che istituisce una commissione incaricata di stanare le presunte attività “sotto influenza russa”. Nell’anno elettorale - si vota in autunno - il governo Morawiecki punta alla caccia alle streghe per garantirsi la riconferma. 

L’ennesima commissione-inquisizione è un pretesto per annichilire ulteriormente gli avversari politici, secondo l’opposizione ma anche secondo autorevoli storici come Timothy Snyder, che ha denunciato su…

È un altro colpo alla democrazia in Polonia, già compromessa dalla distruzione sistematica dello stato di diritto perseguita da otto anni dal governo di Diritto e Giustizia. Il presidente della Repubblica Andrzej Duda ha promulgato una legge che istituisce una commissione incaricata di stanare le presunte attività “sotto influenza russa”. Nell’anno elettorale - si vota in autunno - il governo Morawiecki punta alla caccia alle streghe per garantirsi la riconferma. 

L’ennesima commissione-inquisizione è un pretesto per annichilire ulteriormente gli avversari politici, secondo l’opposizione ma anche secondo autorevoli storici come Timothy Snyder, che ha denunciato su twitter il tentativo del governo Morawiecki di creare una “troika stalinista” che “rimuoverà l’opposizione dalla vita pubblica”. Szymon Holownia, capo del partito d’opposizione Poland 2050 paventa il rischio di “una guerra civile”. E Borys Budka, uno dei leader del principale partito di opposizione, Piattaforma civica, parla di un “martello contro gli avversari politici”.

La commissione

La commissione di nove membri, che saranno scelti dal partito di governo e godranno dell’immunità, avrà l’incarico di indagare le influenze russe in Polonia tra il 2007 e il 2022. E potrà bandire i presunti “colpevoli” per dieci anni dalla vita pubblica e tagliargli i finanziamenti pubblici. L’ambasciatore americano, Mark Brzezinski, ha espresso la sua preoccupazione ai microfoni della tv polacca per “una legge che potrebbe minare la possibilità degli elettori di votare per un candidato di loro scelta, al di fuori di un processo chiaramente definito da tribunali indipendenti”. 

La neo-inquisizione esaminerà anche gli anni in cui era al governo il capo dell’opposizione, Donald Tusk. Il leader di Piattaforma civica è il principale sfidante del governo attuale di Diritto e Giustizia. Ben Stanley, sociologo dell’Università di Varsavia, ha commentato su twitter che la commissione “usurperà la funzione di tribunali, procuratori e servizi speciali”, insomma, che è frutto, paradossalmente, di “un’ideologia putiniana”. In Russia le corti sono da decenni la clava della repressione del Cremlino. 

Il premier Morawiecki ha assicurato che “non c’è nulla da temere” dalla commissione-inquisizione. E ha aggiunto: “Perché la nostra stimata opposizione, e in particolare il signor Tusk, ha tanta paura di una commissione che verifichi le influenze russe?”. Insomma, sembra chiaro chi potrebbe essere il principale bersaglio della commissione. Già negli scorsi anni Diritto e Giustizia ha criticato Tusk per gli accordi energetici firmati con la Russia durante il suo governo. Intese sottoscritte da quasi tutti i Paesi europei e via via annullate nel corso dell’invasione russa dell’Ucraina.