Kosovo, l'azzardo del premier Kurti: il braccio di ferro con Belgrado mette a rischio i rapporti con l'Europa
dal nostro inviato Fabio TonacciZVECAN - La chiamano “reciprocità”. È il principio che dal 2021 guida le mosse del leader socialdemocratico Albin Kurti, diventato premier col sostegno anche delle anime più nazionaliste della comunità albanese. Applicato a una terra complicata e ferita qual è il Kosovo, grande quanto l’Abruzzo ma arsenale a cielo aperto di fucili e bombe nascoste dopo la guerra del 1998-1999, presidiato da un contingente militare a guida Nato e su cui si allunga l’ombra dell’interesse della Russia di Putin, suona come un rischioso occhio per occhio, dente per dente. Un azzardo, insomma. Con l’attuale livello di risentimento tra le due etnie può infiammarsi in qualsiasi momento e per qualsiasi motivo. Non ci sono argomenti secondari, nel Kosovo autoproclamatosi indipendente nel 2008. Tutto si carica di significato identitario.
ZVECAN - La chiamano “reciprocità”. È il principio che dal 2021 guida le mosse del leader socialdemocratico Albin Kurti, diventato premier col sostegno anche delle anime più nazionaliste della comunità albanese. Applicato a una terra complicata e ferita qual è il Kosovo, grande quanto l’Abruzzo ma arsenale a cielo aperto di fucili e bombe nascoste dopo la guerra del 1998-1999, presidiato da un contingente militare a guida Nato e su cui si allunga l’ombra dell’interesse della Russia di Putin, suona come un rischioso occhio per occhio, dente per dente. Un azzardo, insomma. Con l’attuale livello di risentimento tra le due etnie può infiammarsi in qualsiasi momento e per qualsiasi motivo. Non ci sono argomenti secondari, nel Kosovo autoproclamatosi indipendente nel 2008. Tutto si carica di significato identitario.
L’obiettivo di Kurti è spingere in avanti, anche di poco, il processo di completamento della Repubblica indipendente, che per essere tale manca ancora di alcuni elementi: il riconoscimento di molti Paesi membri dell’Onu (Russia e Cina la considerano ancora una provincia serba), la possibilità di costituire un vero esercito (al momento esiste la Kosovo Police, che prima delle dimissioni del novembre scorso impiegava anche agenti serbi), la sovranità piena. Gli accordi di Bruxelles del 2013, puntualmente disattesi, e i più recenti negoziati di Bruxelles e Ohrid promettono molto ma producono poco, avanzando al passo della lumaca. E Kurti ha promesso risultati al suo popolo.