Ecco come un gruppo serbo ha consentito la fuga di Artem Uss
di Giuliano FoschiniDopo le indiscrezioni italiane, le conferme americane: dietro la fuga dall’Italia di Artem Uss, il figlio dell’oligarga russo accusato di trafficare in armi, petrolio e denaro, c’era un gruppo organizzato che arrivava dalla Serbia.
A raccontarlo oggi il Wall Street Journal che cita una fonte americana vicina al dossier: Uss sarebbe scappato in auto grazie a un gruppo, vicino alla criminalità organizzata serba, che lo ha accompagnato al confine. Per poi volare fino a Mosca.
Dopo le indiscrezioni italiane, le conferme americane: dietro la fuga dall’Italia di Artem Uss, il figlio dell’oligarga russo accusato di trafficare in armi, petrolio e denaro, c’era un gruppo organizzato che arrivava dalla Serbia.
A raccontarlo oggi il Wall Street Journal che cita una fonte americana vicina al dossier: Uss sarebbe scappato in auto grazie a un gruppo, vicino alla criminalità organizzata serba, che lo ha accompagnato al confine. Per poi volare fino a Mosca.
Ma chi faceva parte della squadra? Non agenti del Gru né tantomeno cittadini russi. Secondo le indagini, a operare è stato un gruppo di etnia slava che ha preso Uss a Basiglio per portarlo fino al confine, probabilmente con la Slovenia. La fuga è stata organizzata in due tempi: è stato caricato fuori di casa su un'utilitaria, in seguito ha cambiato vettura ed è salito su una delle quattro vetture di lusso che si sono mosse contemporaneamente verso il confine triestino. Ci sono immagini che documentano la fuga e i passaporti, alcuni dei quali falsi, utilizzati per passare il confine.
Sulla vicenda in Italia c’è anche una grossa polemica legata alla decisione della Corte di appello di Milano di mandare ai domiciliari Uss e di non lasciarlo in carcere. Per questo motivo il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha avviato un’ispezione. Nonostante i suoi uffici avessero girato con ritardo gli allarmi americani su una possibile evasione al tribunale di Milano.