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L'americana che aveva accusato Biden di molestie sessuali senza essere creduta emigra in Russia: "Mi sento più sicura"

Joe e Jill Biden
  (ansa)
Tara Read aveva denunciato l'allora vicepresidente durante la campagna per le ultime presidenziali, ma nessuno aveva confermato le sue affermazioni e un importante avvocato del movimento #MeToo si era rifiutato di rappresentarla
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LONDRA – L’americana che nelle ultime elezioni presidenziali accusò Joe Biden di abusi sessuali è emigrata in Russia, dove ha fatto richiesta di cittadinanza affermando di sentirsi “più sicura” a Mosca che negli Stati Uniti. Le sue denunce contro Biden, per il quale aveva brevemente lavorato come assistente nel 1993 al Congresso di Washington, avevano perso credibilità dopo che tutti gli altri membri dello staff dell’allora senatore le avevano smentite e dopo che un noto avvocato del movimento #MeToo si era rifiutato di rappresentarla. Ora la scelta di trasferirsi sotto la protezione di Vladimir Putin, mentre gli Usa appoggiano l’Ucraina nella resistenza all’invasione russa, sembra gettare su di lei altro discredito.

Tara Read ha annunciato di essere emigrata in Russia con una conferenza stampa su Sputnik, un sito giornalistico controllato dal Cremlino. Nel 2019 aveva accusato inizialmente Biden di a…

LONDRA – L’americana che nelle ultime elezioni presidenziali accusò Joe Biden di abusi sessuali è emigrata in Russia, dove ha fatto richiesta di cittadinanza affermando di sentirsi “più sicura” a Mosca che negli Stati Uniti. Le sue denunce contro Biden, per il quale aveva brevemente lavorato come assistente nel 1993 al Congresso di Washington, avevano perso credibilità dopo che tutti gli altri membri dello staff dell’allora senatore le avevano smentite e dopo che un noto avvocato del movimento #MeToo si era rifiutato di rappresentarla. Ora la scelta di trasferirsi sotto la protezione di Vladimir Putin, mentre gli Usa appoggiano l’Ucraina nella resistenza all’invasione russa, sembra gettare su di lei altro discredito.

Tara Read ha annunciato di essere emigrata in Russia con una conferenza stampa su Sputnik, un sito giornalistico controllato dal Cremlino. Nel 2019 aveva accusato inizialmente Biden di averla “toccata in modo inappropriato”. L’anno seguente, quando si capiva che Biden avrebbe vinto la nomination alla Casa Bianca nelle primarie del partito democratico, la donna rincarò la dose, sostenendo che l’ex-senatore l’aveva “aggredita sessualmente”.

Biden negò risolutamente entrambe le accuse, che non hanno mai portato a indagini o incriminazioni nei suoi confronti.
In una serie di interviste con il New York Times nell’aprile 2020, nessuno degli ex-collaboratori di Biden al Senato confermò alcun dettaglio delle accuse di Read né ricordò alcun comportamento simile da parte di Biden nei confronti della stessa Read o di altre donne.

Poi, nel maggio dello stesso anno, un avvocato di alto profilo del movimento #MeToo, Douglas Wigdor, rifiutò di averla come cliente, dopo che la sua credibilità era stata danneggiata da affermazioni della Antioch University, secondo cui era falso che Read si fosse laureata in quella università, come da lei affermato.

Nella conferenza stampa citata dal sito russo Sputnik e riportata stamane dal New York Times, Tara Read dice che la decisione di emigrare in Russia è stata “molto difficile”, ma sostiene che la Russia odierna è un “porto sicuro in cui molti altri americani” hanno cercato rifugio. “Per fortuna – conclude – il Cremlino ci accoglie”. Forse si riferisce allo “whistleblower” Edward Snowden, l’ex-agente della Cia e della National Security Agency, lo spionaggio elettronico americano, che si è rifugiato in Russia, ottenendo asilo politico e cittadinanza, dopo avere rivelato sul web un gran numero di segreti di Stato Usa.