✕

Gli ucraini colpiscono ancora Belgorod: ora Putin ordina di evacuare i bambini

Belgorod dopo l'attacco (ansa)
I bombardamenti sulla città oltre confine servono a frenare gli attacchi a Kharkiv e a mostrare ai russi che la guerra li riguarda
2 minuti di lettura

La Russia evacua centinaia di bambini dalla zona a ridosso del confine nella regione di Belgorod perché la vita per la popolazione locale è diventata troppo rischiosa a causa del fuoco d'artiglieria ucraino che arriva da pochi chilometri più a sud. Il governatore regionale, Vyacheslav Gladkov, annuncia che si comincia con trecento bambini spostati dai distretti di Shebekino e di Graivoron, due delle aree più colpite. Ieri Shebekino è stata bombardata dai soldati ucraini con lanciarazzi, cannoni e mortai a partire dalla notte fino al pomeriggio, non ci sono state vittime ma è soltanto questione di tempo prima che succeda e il confine non fa da argine alla violenza. 

Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, dice che la situazione "è allarmante". I canali telegram locali, che danno voce alla popolazione dei singoli distretti, circa quarantamila persone, si lamentano della poca attenzione dei media di Stato russi, c…

La Russia evacua centinaia di bambini dalla zona a ridosso del confine nella regione di Belgorod perché la vita per la popolazione locale è diventata troppo rischiosa a causa del fuoco d'artiglieria ucraino che arriva da pochi chilometri più a sud. Il governatore regionale, Vyacheslav Gladkov, annuncia che si comincia con trecento bambini spostati dai distretti di Shebekino e di Graivoron, due delle aree più colpite. Ieri Shebekino è stata bombardata dai soldati ucraini con lanciarazzi, cannoni e mortai a partire dalla notte fino al pomeriggio, non ci sono state vittime ma è soltanto questione di tempo prima che succeda e il confine non fa da argine alla violenza. 

Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, dice che la situazione "è allarmante". I canali telegram locali, che danno voce alla popolazione dei singoli distretti, circa quarantamila persone, si lamentano della poca attenzione dei media di Stato russi, che non danno spazio a quello che sta succedendo. Stiamo assistendo a una veloce "ucrainizzazione" della regione di Belgorod, nel senso che è sempre più simile alla regione ucraina di Kharkiv, appena al di là del confine, bombardata dai soldati russi senza pietà fin dalle prime ore dell'invasione a febbraio 2022. Non hanno mai smesso.

Cronache dal fronte russo

A Belgorod c'era sempre stata una situazione anomala rispetto al resto della Russia, è un oblast dove il conflitto - che i media russi non possono nemmeno chiamare con questo termine - da molti mesi è un fatto reale. Adesso che persino la capitale Mosca, cinquecento chilometri più a nord, è finita sotto il tiro dei droni e non può più considerarsi intoccabile, Belgorod è una zona di guerra conclamata. Dieci giorni fa due gruppi di oppositori russi organizzati dall'intelligence militare ucraina hanno attraversato il confine - approfittando di una evidente scarsità di uomini e mezzi russi in quel settore - e per trenta ore hanno combattuto contro i soldati di Mosca, portando l'insicurezza generale a un livello ancora più alto. Sui social si sprecano le battute sulla nascita della cosiddetta Repubblica popolare di Bilhorod - Bilhorod sarebbe Belgorod in ucraino - che non esiste ma ribalta la propaganda russa di questi anni. Il senso è questo: Mosca celebrò nel 2014 la creazione artificiale delle cosiddette Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk e ora è ripagata con la stessa moneta. 

Ma perché gli ucraini bombardano la regione di Belgorod? C'è una ragione più generale: il capo di Stato maggiore ucraino, Valery Zaluzhny, ha dichiarato che è necessario rompere l'illusione che offusca la mente di molti russi, convinti che l'invasione in Ucraina sia un fatto remoto che non li riguarda. E poi ci sono ragioni più locali. Da quella regione l'artiglieria e i lanciarazzi russi continuano a bombardare Kharkiv, una città ucraina da un milione e mezzo di abitanti. Gli ucraini non possono concedere agli artiglieri russi il lusso di considerarsi al sicuro soltanto perché sono al di là del confine, e di mirare alla seconda città del Paese con tranquillità come se fossero a un'esercitazione - e rispondono al fuoco. Inoltre, quel settore è stato usato più volte dai sabotatori ucraini per andare a compiere missioni in territorio russo, è una zona di passaggio che i russi faticano a controllare e a chiudere e dopo i raid spettacolari della settimana scorsa i soldati ucraini vogliono mantenere la permeabilità di quel tratto di confine. I bombardamenti impediscono ai soldati russi di riguadagnare il controllo pieno della situazione. 

Rybar, un canale Telegram che commenta ora per ora l'invasione ed è considerato vicino all'intelligence russa, scriveva già l'11 maggio che i militari ucraini vogliono creare una zona cuscinetto di quindici-venti chilometri a cavallo del confine, per tenere lontani i cannoni russi. Poco dopo sono arrivati i raid oltre confine dei gruppi di oppositori russi e adesso l'intensificarsi del fuoco di artiglieria e dei bombardamenti. 

Al capo opposto dell'Ucraina, il ministero della Difesa russo ha rivendicato ieri l'affondamento dell'ultima nave da guerra della Marina ucraina, la "Yuri Olefirenko", che sarebbe stata colpita da un missile il 29 maggio mentre era ormeggiata nel porto di Odessa e non sarebbe sopravvissuta all'impatto. Per ora non ci sono prove a sostegno di questa dichiarazione. Il sistema satellitare Firms, che dallo spazio vede i bagliori degli incendi ed è capace di registrare anche una singola esplosione, non ha osservato nulla a Odessa che potrebbe essere ricondotto al presunto affondamento. Per ora non ci sono immagini fotografiche satellitari che possano confermare.