Gerusalemme, muore l'ultima vittima dell'attentato alla pizzeria Sbarro: era in coma da 22 anni
di Rossella TercatinGERUSALEMME – Il 9 agosto 2001, la trentunenne Chana Tova Chaya Nachenberg, israeliana ma originaria di New York, decise di fermarsi a mangiare una pizza da Sbarro nel centro di Gerusalemme con la figlioletta Sarah di tre anni. Quel giorno, la pizzeria della famosa catena di fast food fu teatro di uno dei più sanguinosi attentati registrati durante la seconda Intifada, con un kamikaze palestinese che uccise 15 civili, di cui sette bambini e ne ferì oltre 140. Gravemente ferita, Chana fu ricoverata in ospedale ed entrò in coma, mentre Sarah rimase miracolosamente illesa. A distanza di 22 anni, la donna è deceduta ieri all’Ospedale Ichilov di Tel Aviv.
Tamimi, che non si è mai pentita
Parlando con la stampa israeliana, il padre Yitzhak ha sottolineato che sua figlia è morta mercoledì "dopo q…
GERUSALEMME – Il 9 agosto 2001, la trentunenne Chana Tova Chaya Nachenberg, israeliana ma originaria di New York, decise di fermarsi a mangiare una pizza da Sbarro nel centro di Gerusalemme con la figlioletta Sarah di tre anni. Quel giorno, la pizzeria della famosa catena di fast food fu teatro di uno dei più sanguinosi attentati registrati durante la seconda Intifada, con un kamikaze palestinese che uccise 15 civili, di cui sette bambini e ne ferì oltre 140. Gravemente ferita, Chana fu ricoverata in ospedale ed entrò in coma, mentre Sarah rimase miracolosamente illesa. A distanza di 22 anni, la donna è deceduta ieri all’Ospedale Ichilov di Tel Aviv.
Tamimi, che non si è mai pentita
Parlando con la stampa israeliana, il padre Yitzhak ha sottolineato che sua figlia è morta mercoledì "dopo quasi 22 anni di eroismo". “Sua figlia, nostra nipote, oggi ha 24 anni e mezzo” ha aggiunto. “Mia figlia avrebbe dovuto compierne 53 tra un mese”. La morte di Nachenberg riapre anche una ferita profonda per la società israeliana. A scegliere l’obiettivo e fornire supporto al kamikaze fu una giovane donna di nazionalità giordana, Ahlam Aref Ahmad Al-Tamimi.
Arrestata alcune settimane dopo l'attentato, Tamimi fu condannata a 16 ergastoli. Dieci anni dopo però fu rilasciata in cambio della liberazione del soldato israeliano Gilad Shalit, catturato da Hamas nel 2005 e tenuto in ostaggio a Gaza. Al suo arrivo in Giordania la donna ricevette un’accoglienza trionfale. Da allora, non ha espresso alcun rimorso e anzi ha espresso pubblicamente soddisfazione per l’elevato numero di morti che l’attacco provocò, diventando un volto Tv di successo.
Nell’attentato, rivendicato da Hamas, morì un’altra cittadina americana, la quindicenne Malki Roth. Da anni i suoi genitori stanno conducendo una battaglia per ottenere che Tamimi venga estradata negli Stati Uniti – dove è attualmente uno dei massimi ricercati nella lista dell’Fbi. Finora senza successo.