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"Diventa un contadino", il reality dei vip che spopola in Cina e piace anche al Partito

Nel reality dieci ragazzi gestiscono una fattoria e sperimentano le sfide della vita agricola. E Xi Jinping invita i giovani a imparare a "mangiare l’amarezza”
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PECHINO - Dovevano essere 39 puntate. Ma dato l’enorme successo, i produttori hanno deciso di arrivare a 50. “Diventa un contadino” è il reality show che sta spopolando in Cina. E che pure al Partito piace tantissimo.

È l'ultima serie televisiva di successo di iQiyi, la Netflix cinese, nella quale si narrano le avventure di una squadra di dieci ragazzi più o meno famosi in un villaggio rurale mentre gestiscono una fattoria e sperimentano le sfide della vita agricola.

“Oltre allo show quotidiano, l’account ufficiale del programma fa partire un livestream ogni mattina alle 9.30 su Weibo (il Twitter cinese, ndr) che ha appena raggiunto 4,6 miliardi di visualizzazioni e gli spettatori possono seguire i loro agricoltori preferiti attraverso i loro canali social” - come riporta “What’s on Weibo”, sito specializzato nel raccontare le ultime tendenze sui social mandarini - mentre concimano i campi, danno da mangi…

PECHINO - Dovevano essere 39 puntate. Ma dato l’enorme successo, i produttori hanno deciso di arrivare a 50. “Diventa un contadino” è il reality show che sta spopolando in Cina. E che pure al Partito piace tantissimo.

È l'ultima serie televisiva di successo di iQiyi, la Netflix cinese, nella quale si narrano le avventure di una squadra di dieci ragazzi più o meno famosi in un villaggio rurale mentre gestiscono una fattoria e sperimentano le sfide della vita agricola.

“Oltre allo show quotidiano, l’account ufficiale del programma fa partire un livestream ogni mattina alle 9.30 su Weibo (il Twitter cinese, ndr) che ha appena raggiunto 4,6 miliardi di visualizzazioni e gli spettatori possono seguire i loro agricoltori preferiti attraverso i loro canali social” - come riporta “What’s on Weibo”, sito specializzato nel raccontare le ultime tendenze sui social mandarini - mentre concimano i campi, danno da mangiare al bestiame, guidano i trattori o raccolgono quello che hanno seminato in questo pezzo di terra nella provincia del Zhejiang.

Il primo episodio è andato in onda il 4 febbraio, senza tuttavia riscuotere troppo successo. Più lo show andava avanti, più i cinesi si sono però appassionati alle gesta di questi dieci ragazzi, nati tra il 1995 e il 2004, scelti tra 300 aspiranti agricoltori. Nel cast ci sono l'attore Chen Shaoxi, i cantanti Jiang Dunhao, Li Hao e He Haonan, nonché - tra gli altri - i membri della boy band Zero-G, Lu Zhuo e Zhuo Yuan. I ragazzi non vengono pagati per le riprese, ma devono guadagnare con quello che coltivano: per vendere legalmente i prodotti, i dieci giovani hanno deciso dunque di metter su una società, regolarmente registrata.

La propaganda di Partito deve essere particolarmente soddisfatta del successo della serie tv. Da mesi le autorità comuniste hanno intensificato gli sforzi per incoraggiare i giovani a intraprendere una carriera nelle aree rurali della Cina, in seguito alla crescente pressione occupazionale e agli appelli del presidente Xi Jinping in persona a "rivitalizzare le campagne".

Il tasso di disoccupazione giovanile ha appena raggiunto un nuovo record: 20,4%. Un giovane cinese su cinque oggi non lavora. Contemporaneamente, quest’anno si laureeranno 11,58 milioni di ragazzi che non avranno dunque vita per niente facile nel trovare l’impiego dei sogni. Per questo giornali e tv suggeriscono ai ragazzi di fare poco gli schizzinosi, raccontando con entusiasmo storie di giovani che invece hanno deciso di “rimboccarsi le maniche”. Che si guadagnano da vivere dignitosamente consegnando pasti, riciclando rifiuti, facendo i venditori ambulanti di cibo, pescando e pure coltivando i campi.

Lo stesso Xi chiede ai ragazzi di imparare a "mangiare l’amarezza”, “chi ku”, espressione colloquiale che significa sopportare le difficoltà. "Gli innumerevoli casi di successo nella vita dimostrano che, in gioventù, scegliere di mangiare l'amarezza significa anche scegliere di raccogliere i frutti più avanti”, ha scritto il leader cinese in un articolo di prima pagina del Quotidiano del Popolo in occasione della Giornata della Gioventù a inizio maggio.

Province come il Guangdong hanno predisposto piani per inviare 300mila laureati nelle zone rurali entro la fine del 2025. Nel Jiangsu l’obiettivo è stato fissato in 2mila all’anno. Non siamo certo alle campagne maoiste degli anni ’60 e ’70 durante la Rivoluzione Culturale quando a milioni di giovani delle aree urbane fu ordinato di vivere e lavorare in remoti villaggi rurali per rompere le barriere di classe (lo stesso Xi spese sette anni in uno sperduto villaggio dello Shaanxi), anche se già circolano paragoni - errati - del genere.

Il leader in persona, però, consiglia ai ragazzi di non lamentarsi, di trarre soddisfazione dalle sofferenze. In attesa di tempi migliori, magari nel frattempo imbracciando una vanga nei campi.