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Una registrazione incastra Trump: nelle sue mani carte top secret per un possibile attacco all'Iran

(reuters)
La rivelazione dalla Cnn. Le parole dell'ex presidente Usa indagato per aver sottratto dalla Casa Bianca carte riservate é già nelle mani del procuratore Jack Smith
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New York - Il procuratore che indaga sui documenti segreti trafugati da Donald Trump a Mar a Lago ha una registrazione in cui l'ex presidente parla delle carte, dimostrando di sapere che non dovevano essere nelle sue mani. Donald però complotta comunque di rivelarle, in particolare un rapporto con i piani per il possibile attacco militare contro l'Iran, allo scopo di contraddire la versione del capo degli Stati Maggiori Riuniti Milley che sosteneva di averlo frenato quando pensava di bombardare Teheran. È una potenziale svolta nell'inchiesta condotta dal magistrato Jack Smith, perché confermerebbe che il capo della Casa Bianca sapeva di aver violato la legge quando si era portato in Florida i documenti, e forse anche che aveva cercato di ostruire la giustizia.

New York - Il procuratore che indaga sui documenti segreti trafugati da Donald Trump a Mar a Lago ha una registrazione in cui l'ex presidente parla delle carte, dimostrando di sapere che non dovevano essere nelle sue mani. Donald però complotta comunque di rivelarle, in particolare un rapporto con i piani per il possibile attacco militare contro l'Iran, allo scopo di contraddire la versione del capo degli Stati Maggiori Riuniti Milley che sosteneva di averlo frenato quando pensava di bombardare Teheran. È una potenziale svolta nell'inchiesta condotta dal magistrato Jack Smith, perché confermerebbe che il capo della Casa Bianca sapeva di aver violato la legge quando si era portato in Florida i documenti, e forse anche che aveva cercato di ostruire la giustizia.

Secondo la Cnn, che ha rivelato la notizia, l'audio era stato registrato durante una riunione avvenuta nel luglio del 2021 a Bedminster, il club del golf di Trump in New Jersey. Il New Yorker aveva pubblicato un articolo secondo cui negli ultimi giorni della presidenza Milley temeva che il capo della Casa Bianca ordinasse un attacco contro l'Iran, e quindi aveva dato ordine ai suoi collaboratori di bloccare ogni iniziativa illegale e informarlo di qualsiasi sviluppo preoccupante. Donald si era infuriato, e per delegittimare il capo degli Stati Maggiori Riuniti aveva considerato di pubblicare il documento segreto di quattro pagine, con cui proprio Milley aveva descritto i piani per un eventuale offensiva contro Teheran.

(reuters)
L'audio dura un paio di minuti, e Trump dà l'impressione di avere le carte segrete nelle mani. Però riflette ad alta voce, mettendo in dubbio di aver il potere di renderle pubbliche. In questo modo l'ex presidente dimostra di sapere che portando a Mar a Lago quei documenti aveva violato la legge, smentendo la sua stessa difesa secondo cui aveva il potere di declassificarli anche solo pensando di volerlo fare. Inoltre i suoi avvocati avevano detto agli Archivi nazionali che tutti i rapporti di intelligence erano stati riconsegnati, ma non era vero, e questo audio potrebbe diventare una prova in più nelle mani di Smith per dimostrare l'intenzione di ostruire la giustizia.

Secondo le indiscrezioni trapelate negli ultimi giorni, il procuratore avrebbe quasi completato la sua inchiesta e sarebbe pronto a decidere una possibile incriminazione di Trump. Questo provvedimento arriverebbe dopo quello già emanato dal procuratore di Manhattan Bragg per il pagamento della porno star Stormy Daniels, e la condanna civile per molestie sessuali contro la scrittrice Jean Carroll. La Costituzione americana non vieta a persone incriminate o condannate di candidarsi alla presidenza, e quindi Donald potrebbe continuare la campagna per la rielezione nel 2024. L'indagine di Smith però viene considerata la più pericolosa dai sostenitori dell'ex presidente, perché il reato ipotizzato è grave e il procuratore è un tecnico indipendente, quindi sarebbe difficile dipingere la sua indagine come una caccia alle streghe politica.