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Le forze di sicurezza fanno fuoco sui manifestanti in Iran. Ong: "Diversi feriti"

In una immagine di archivio, le proteste dello scorso settembre a Teheran dopo la morte di Mahsa Amini
In una immagine di archivio, le proteste dello scorso settembre a Teheran dopo la morte di Mahsa Amini (reuters)
Le proteste esplose dopo la morte di un ragazzo di 21 anni dopo il rilascio
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TEHERAN - Le forze di sicurezza iraniane hanno ferito diverse persone aprendo il fuoco su manifestanti che protestavano per la morte di uno studente poco dopo la sua liberazione. Lo riferiscono gruppi di difesa dei diritti umani. Le manifestazioni hanno avuto luogo giovedì sera ad Abdanan nella provincia occidentale di Ilam, a maggioranza curda. Lo hanno dichiarato tra gli altri il gruppo Hengaw con sede in Norvegia e la Rete dei diritti dell'uomo del Kurdistan con sede in Francia.

Le persone erano scese in piazza per esprimere la propria rabbia dopo la morte di Bamshad Soleimankhani, 21 anni, appena qualche giorno dopo il suo rilascio. Immagini di Hengaw mostrano persone che sfilano in strada mentre si possono sentire i rumori degli spari e vedere alcune persone ferite dai colpi. Non è stato possibile accertare la veridicità delle immagini.

Hengaw ha dichiarato che 25 persone sono rimaste ferite. Soleimankhani, secondo notizie raccolte dalle organizzazioni, aveva la bava alla bocca all'uscita dal carcere ed è stato trasportato in ospedale dove i medici gli hanno riscontrato fratture multiple e bruciature di sigarette. Non è stato chiarito con precisione per quali motivi e quando lo studente fosse stato arrestato.