✕

Un “Patto delle armi” con Londra: così la Polonia prova a spezzare l’egemonia franco-tedesca in Ue

Il premier polacco Mateusz Morawiecki (ansa)
Forte della centralità acquisita con l’invasione russa dell’Ucraina e del sostegno Usa, Varsavia punta a spostare il baricentro dell’Unione a Est. Le mosse di Macron
2 minuti di lettura

BERLINO - Pochi lo rammentano, ma alla vigilia dell'invasione russa dell'Ucraina, la profezia della "fine della storia" e la kantiana pace perpetua in Europa erano già morte.

Il 17 febbraio del 2022, la Polonia, il Regno Unito e l'Ucraina firmarono un patto sulla sicurezza, consapevoli che la Russia era diventata una minaccia tale che bisognava urgentemente ridisegnare l'architettura della difesa europea. Il patto, come spiegò il ministero degli Esteri ucraino, mirava ad "approfondire le (nostre) relazioni con i due Paesi europei in materia di cyber sicurezza, energia e contro-informazione". Una settimana dopo, le prime bombe cadevano su Kiev.

Il premier polacco Mateusz Morawiecki e uk suo omologo olandese Mark Rutte (ansa)
Da allora l'Europa è sconvolta da una guerra ai suoi confini orientali che sta ridefinendo i suoi equ…

BERLINO - Pochi lo rammentano, ma alla vigilia dell'invasione russa dell'Ucraina, la profezia della "fine della storia" e la kantiana pace perpetua in Europa erano già morte.

Il 17 febbraio del 2022, la Polonia, il Regno Unito e l'Ucraina firmarono un patto sulla sicurezza, consapevoli che la Russia era diventata una minaccia tale che bisognava urgentemente ridisegnare l'architettura della difesa europea. Il patto, come spiegò il ministero degli Esteri ucraino, mirava ad "approfondire le (nostre) relazioni con i due Paesi europei in materia di cyber sicurezza, energia e contro-informazione". Una settimana dopo, le prime bombe cadevano su Kiev.

Il premier polacco Mateusz Morawiecki e uk suo omologo olandese Mark Rutte (ansa)
Da allora l'Europa è sconvolta da una guerra ai suoi confini orientali che sta ridefinendo i suoi equilibri politici. E qualcuno spera che questo spostamento dei centri di potere si consolidi per sempre. Londra e Varsavia si sono dimostrate il perno europeo del sostegno all'Ucraina e hanno riconfermato la loro fedeltà agli Usa e alla Nato, insieme ai Paesi Baltici. Ma anche due partner storicamente bruciati dall'imperialismo russo, la Finlandia e la Svezia, hanno annunciato il loro ingresso nell'Alleanza atlantica e sono stati fermi nel loro sostegno a Kiev.

La Polonia, non è un mistero, punta a diventare una superpotenza militare. Nell'anno della guerra in Ucraina, la sua spesa per la difesa è lievitata a tal punto che entro cinque anni potrebbe già essere il partner più armato d'Europa. Il suo esercito sarà raddoppiato entro il 2035 dagli attuali 150mila a 300mila soldati, la sua spesa militare sarà aumentata dal 2% al 5% del Pil.

A novembre, il premier polacco Mateusz Morawiecki ha spiegato che "l'esercito polacco deve essere così potente da non dover più combattere in virtù della sua deterrenza". In quei giorni una fonte militare americana confessava a Politico che Varsavia era diventata "il partner più affidabile nell'Europa continentale". Continentale, certo: perché il Regno Unito resta il principale alleato degli Stati Uniti al di qua dell'Atlantico. Ma in Europa, l'attivismo di Londra sul fronte orientale tradisce anche la disperata ricerca di un nuovo ruolo nell'Europa post-Brexit.

Uno degli obiettivi dichiarati della Polonia, come il premier Morawiecki disse in un'intervista a Repubblica, è dunque quella di mettere fine all'"egemonia franco-tedesca", al motore Parigi-Berlino intorno al quale sono sempre ruotate le decisioni a Bruxelles. Di spostare gli equilibri europei a Est e di uscire dall'angolo in cui l'Unione europea aveva spinto Varsavia prima dell'invasione ucraina.

Ancora a ottobre del 2021 le sentenze della Corte di Giustizia, le risoluzioni del Parlamento e i moniti della Commissione Ue per le gravissime violazioni dello stato di diritto in Polonia erano sfociate in un'inedita e pericolosissima dichiarazione della Corte costituzionale polacca che aveva detto di voler legiferare al di sopra delle leggi europee. Molti politologi avevano paventato il rischio di una "Polexit". Un anno e mezzo dopo - ma sembra passato un secolo - Varsavia è il pilastro dell'Europa filoucraina. E la campagna elettorale di Diritto e Giustizia - si vota in autunno - è impregnata di propaganda antitedesca.

Certo, l'erraticità di Francia e Germania sul supporto a Kiev, almeno nei primi mesi della guerra, o la sensazione che non volessero chiudere ogni porta con Putin, non ha fatto che indispettire la Polonia e i suoi alleati antirussi più stretti come i Baltici e il Regno Unito. Ma Emmanuel Macron sembra aver capito che è arrivato il momento di sterzare il timone dell'Europa di nuovo in direzione Parigi e Berlino.

L'iniziativa di ieri, la Comunità politica europea (Epc) creata proprio dal presidente francese a maggio del 2022 che si è riunita in Moldavia, ha lo scopo di dare un segnale di unità europea verso Mosca, ma anche di riportare il baricentro europeo "a casa". E a Bruxelles, non a caso insieme a Scholz, Macron punta in futuro a eliminare il meccanismo di unanimità in Europa. La Francia e la Germania hanno ancora la forza di creare maggioranze schiaccianti intorno alle loro priorità. La Polonia, per ora, no. Ma in futuro, chissà.