Un “Patto delle armi” con Londra: così la Polonia prova a spezzare l’egemonia franco-tedesca in Ue
dalle nostre corrispondenti Tonia MastrobuoniBERLINO - Pochi lo rammentano, ma alla vigilia dell'invasione russa dell'Ucraina, la profezia della "fine della storia" e la kantiana pace perpetua in Europa erano già morte.
Il 17 febbraio del 2022, la Polonia, il Regno Unito e l'Ucraina firmarono un patto sulla sicurezza, consapevoli che la Russia era diventata una minaccia tale che bisognava urgentemente ridisegnare l'architettura della difesa europea. Il patto, come spiegò il ministero degli Esteri ucraino, mirava ad "approfondire le (nostre) relazioni con i due Paesi europei in materia di cyber sicurezza, energia e contro-informazione". Una settimana dopo, le prime bombe cadevano su Kiev.
BERLINO - Pochi lo rammentano, ma alla vigilia dell'invasione russa dell'Ucraina, la profezia della "fine della storia" e la kantiana pace perpetua in Europa erano già morte.
Il 17 febbraio del 2022, la Polonia, il Regno Unito e l'Ucraina firmarono un patto sulla sicurezza, consapevoli che la Russia era diventata una minaccia tale che bisognava urgentemente ridisegnare l'architettura della difesa europea. Il patto, come spiegò il ministero degli Esteri ucraino, mirava ad "approfondire le (nostre) relazioni con i due Paesi europei in materia di cyber sicurezza, energia e contro-informazione". Una settimana dopo, le prime bombe cadevano su Kiev.
La Polonia, non è un mistero, punta a diventare una superpotenza militare. Nell'anno della guerra in Ucraina, la sua spesa per la difesa è lievitata a tal punto che entro cinque anni potrebbe già essere il partner più armato d'Europa. Il suo esercito sarà raddoppiato entro il 2035 dagli attuali 150mila a 300mila soldati, la sua spesa militare sarà aumentata dal 2% al 5% del Pil.
Uno degli obiettivi dichiarati della Polonia, come il premier Morawiecki disse in un'intervista a Repubblica, è dunque quella di mettere fine all'"egemonia franco-tedesca", al motore Parigi-Berlino intorno al quale sono sempre ruotate le decisioni a Bruxelles. Di spostare gli equilibri europei a Est e di uscire dall'angolo in cui l'Unione europea aveva spinto Varsavia prima dell'invasione ucraina.
Certo, l'erraticità di Francia e Germania sul supporto a Kiev, almeno nei primi mesi della guerra, o la sensazione che non volessero chiudere ogni porta con Putin, non ha fatto che indispettire la Polonia e i suoi alleati antirussi più stretti come i Baltici e il Regno Unito. Ma Emmanuel Macron sembra aver capito che è arrivato il momento di sterzare il timone dell'Europa di nuovo in direzione Parigi e Berlino.