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Putin, forze speciali a Belgorod: “Non ci faremo destabilizzare”

(afp)
Saccheggi a Shebekino vicino alla città presa di mira dai ribelli russi. Missile su un’auto: muoiono due donne
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KIEV - Si combatte in Russia, la guerra con l'Ucraina si è spostata di fatto anche nel territorio della Federazione. Vicino a Belgorod e soprattutto a Shebekino, da cui arrivano notizie di saccheggi da parte della popolazione, esasperata dalla mancanza di energia elettrica e acqua potabile, spaventata dal ritrovarsi su un nuovo fronte, che è interno.

È la zona di confine che il 22 maggio era stato attraversato dall'azione temeraria e quasi suicida del Corpo volontari russi e dalla Legione Libertà. Russi filo ucraini, decisi a regolare i conti con la ex patria e a liberarla dal regime putiniano. Per Mosca sono traditori da eliminare quanto prima. E ieri Putin ha dato l'ordine: "Bisogna fare di tutto per impedire la destabilizzazione della Russia". Via libera all'invio delle forze speciali. Un primo distaccamento sarebbe già arrivato vicino a Belgorod.

Nella riunione del Consiglio di sicurezza al Cremlino si è di…

KIEV - Si combatte in Russia, la guerra con l'Ucraina si è spostata di fatto anche nel territorio della Federazione. Vicino a Belgorod e soprattutto a Shebekino, da cui arrivano notizie di saccheggi da parte della popolazione, esasperata dalla mancanza di energia elettrica e acqua potabile, spaventata dal ritrovarsi su un nuovo fronte, che è interno.

È la zona di confine che il 22 maggio era stato attraversato dall'azione temeraria e quasi suicida del Corpo volontari russi e dalla Legione Libertà. Russi filo ucraini, decisi a regolare i conti con la ex patria e a liberarla dal regime putiniano. Per Mosca sono traditori da eliminare quanto prima. E ieri Putin ha dato l'ordine: "Bisogna fare di tutto per impedire la destabilizzazione della Russia". Via libera all'invio delle forze speciali. Un primo distaccamento sarebbe già arrivato vicino a Belgorod.

Nella riunione del Consiglio di sicurezza al Cremlino si è discusso proprio di questo: quei manipoli di "ribelli" che da ben 12 giorni scorrazzano in zona, contando su alcuni carri armati e non si sa di preciso su quante forze effettive, ma le immagini delle loro azioni diffuse sui social - la bandiera bianca e blu svolazzante, la "liberazione" di molti villaggi - ha irritato il presidente a tal punto da decidere di far pulizia immediata.

"Bisogna garantire la sicurezza della Russia e in particolare la sicurezza interna", perché qualcuno vuole "influenzare la situazione, e noi dobbiamo fare di tutto per impedirlo". Si sa di nuovi combattimenti, e di una situazione talmente instabile che la circolazione dei treni in quella zona è stata sospesa. A Shebekino e dintorni ci sono state numerose esplosioni, e continuano le evacuazioni dei civili. Alcune testimonianze su canali Telegram mostrano saccheggi di supermercati e molti cittadini lamentano la mancanza di energia elettrica e di acqua. Una situazione "ucraina", come quella che dall'altra parte si patisce in più zone del Paese, dall'invasione in poi.

Così, quella che inizialmente era stata liquidata dai russi come una "manovra diversiva", per distogliere l'attenzione da quanto stava succedendo a Bakhmut, si è rivelata ben più impegnativa. Ieri, l'annuncio di due vittime civili, due donne che viaggiavano a bordo della loro Renault, e sono state centrate da un missile.

I russi danno la colpa ai bombardamenti ucraini sempre più intensi lungo la zona del fronte, gli ucraini rimbalzano l'accusa, sostenendo che i russi non hanno preso bene le misure e così si colpiscono e ammazzano tra di loro. Ieri mattina, un video ripreso da un drone mostrava un carro armato della Legione Libertà mentre se ne andava indisturbato verso Shebekino, e i russi ammettono che sì, "i vlasofzi stanno cercando di avanzare verso Belgorod".

Un nuovo soprannome, che rimanda direttamente al generale Andrej Vlasov, cosacco ucraino che durante la Seconda guerra mondiale comandava una divisione dell'Armata rossa. Catturato dai tedeschi, decise di combattere al loro fianco (e poi fu catturato dai russi e giustiziato per alto tradimento).

Quindi traditori, nazisti (e alcuni di loro sono stati in passato identificati come neonazisti) e sostenitori dei "nazisti" ucraini, come i russi definiscono il loro nemico. Si autodefiniscono "partigiani", e hanno dichiarato che la loro "è una guerra civile, e che gli ucraini non c'entrano nulla", ma anche che "è ovvio che ci sia una collaborazione con gli ucraini, e siano informati di quello che facciamo".

Se è vero che sono avanzati addirittura di 60 chilometri all'interno della Russia, come sostengono, e che sono pronti a tutto, è certo che i russi stanno rinforzando proprio lì, per chiudere le falle evidenti di quel pezzo di confine.