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La casa-museo di Bulgakov a Kiev imbrattata di vernice: "Era contro l'identità ucraina". Ma la direttrice lo difende: "La storia va studiata"

(afp)

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La responsabile dell'istituzione non pulirà la macchia, anzi la proteggerà con una teca di vetro come atto simbolico: "Ora in questo paese è tutto bianco e nero, è colpa nostra se non abbiamo spiegato bene chi fosse veramente lo scrittore"
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LONDRA – A chi appartiene Mikhail Bulgakov, l’autore de Il maestro e Margherita e altri capolavori della letteratura mondiale? Nato e cresciuto a Kiev, ma di famiglia russa, poi vissuto a lungo a Mosca, critico delle aspirazioni di sovranità ucraina ma egualmente e ancora di più del sistema sovietico, Bulgakov è diventato protagonista di un conflitto culturale dal momento in cui la Russia ha invaso l’Ucraina nel febbraio dello scorso anno, preso di mira da nazionalisti ucraini che volevano chiudere il museo a lui dedicato a Kiev, con sede nella sua casa natale.
Ora un nuovo episodio riaccende la questione. Mikhail Soboliev, uno studente ucraino di 16 anni, ha imbrattato di vernice rossa la targa della casa-museo d…
LONDRA – A chi appartiene Mikhail Bulgakov, l’autore de Il maestro e Margherita e altri capolavori della letteratura mondiale? Nato e cresciuto a Kiev, ma di famiglia russa, poi vissuto a lungo a Mosca, critico delle aspirazioni di sovranità ucraina ma egualmente e ancora di più del sistema sovietico, Bulgakov è diventato protagonista di un conflitto culturale dal momento in cui la Russia ha invaso l’Ucraina nel febbraio dello scorso anno, preso di mira da nazionalisti ucraini che volevano chiudere il museo a lui dedicato a Kiev, con sede nella sua casa natale.
Ora un nuovo episodio riaccende la questione. Mikhail Soboliev, uno studente ucraino di 16 anni, ha imbrattato di vernice rossa la targa della casa-museo dello scrittore. “Bulgakov era contrario alla creazione di uno Stato ucraino”, ha dichiarato il giovane. “Era contrario alla lingua ucraina. Ha ridicolizzato le persone che hanno cambiato il proprio cognome alla maniera ucraina. Non capisco perché debba esserci un museo in suo onore a Kiev”. Anche l’Unione Nazionale Scrittori Ucraini ha chiesto la chiusura del museo, definendo Bulgakov “uno scrittore che odiava l’Ucraina sovrana”.
 
Ma la direttrice del museo, Ludmilla Gubianuri, non ha pulito la targa imbrattata, anzi vuole metterla così com’è sottovetro per proteggerla: “La storia deve essere studiata, non cancellata”, afferma. “Quello che è successo è chiaramente conseguenza della guerra in corso. Era inevitabile che l’invasione russa avrebbe radicalizzato gli ucraini, che ora tendono a vedere tutto come bianco o nero. È anche colpa nostra se non abbiamo fatto abbastanza lavoro per spiegare chi fosse Bulgakov”.
 
Qualcosa in verità il museo ha fatto, cambiando l’iscrizione sulla porta della casa in cui è nato Bulgakov, nel centro della capitale, in una pittoresca strada di ciottoli, da “scrittore russo e sovietico”, come era definito prima dell’invasione, a “eminente residente di Kiev, medico e scrittore”, dopo l’invasione. Né bianco, né nero, così si potrebbe definire Bulgakov, o forse né bianco né rosso: perché la sua appartenenza culturale e ideologica è complessa. È vero che era di famiglia russa, scriveva in russo e ironizzava sulle ambizioni sovrane ucraine. Ma è anche vero che, nella guerra civile tra “rossi” e “bianchi” del 1918-1920 che fece seguito alla rivoluzione bolscevica, i suoi fratelli e lui stesso combatterono e parteggiarono per i bianchi, ossia per gli oppositori di Lenin: tant’è che tutta la sua famiglia emigrò poi a Parigi, dove anche lui avrebbe voluto raggiungerli ma gli fu impedito da Mosca.
Non solo: tutti i suoi romanzi, da La guardia bianca a Uova fatali, da Cuore di cane al capolavoro Il maestro e Margherita, sono feroci satire del comunismo sovietico. Non a caso quest’ultimo, scritto tra il 1928 e il 1940 (anno della morte di Bulgakov), durante il regime di Stalin dunque, fu pubblicato a Mosca soltanto nel 1966, all’epoca della destalinizzazione kruscioviana, in una versione peraltro largamente censurata, e poi nel 1967 in Francia e nel 1969 in Germania nella versione originale. Uno scrittore russo nato in Ucraina che detestava il comunismo sovietico: ecco come dovrebbe definirlo la targa della sua casa-museo a Kiev.