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Senegal, 15 morti nelle proteste per la condanna del leader d'opposizione

(reuters)
Per i manifestanti le accuse contro Ousmane Sonko sarebbero motivate politicamente. Entrato in politica dieci anni fa, da sempre critica la classe dirigente per la mala gestione del Paese. Atteso da due anni di carcere, ora non potrebbe candidarsi alle elezioni
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Sale a 15 il bilancio dei morti nelle proteste in Senegal, iniziate giovedì 1 giugno. Tra le vittime ci sono anche due agenti di sicurezza. Per il ministero dell’Interno si tratta di “violenza gratuita". Se le manifestazioni fossero “rimaste pacifiche non ci sarebbe stato alcun problema".

Ma i manifestanti sostengono che la condanna di Ousmane Sonko, leader dell’opposizione accusato di “corruzione giovanile”, sia motivata politicamente. Lo attendono due anni di carcere. Sarebbe impossibile per lui presentarsi alle elezioni del 2024.

La folla ha dato fuoco a pneumatici, ha attaccato supermercati, negozi, banche, stazioni della polizia, mezzi di trasporto pubblici, in uno degli episodi più violenti della …

Sale a 15 il bilancio dei morti nelle proteste in Senegal, iniziate giovedì 1 giugno. Tra le vittime ci sono anche due agenti di sicurezza. Per il ministero dell’Interno si tratta di “violenza gratuita". Se le manifestazioni fossero “rimaste pacifiche non ci sarebbe stato alcun problema".

Ma i manifestanti sostengono che la condanna di Ousmane Sonko, leader dell’opposizione accusato di “corruzione giovanile”, sia motivata politicamente. Lo attendono due anni di carcere. Sarebbe impossibile per lui presentarsi alle elezioni del 2024.

La folla ha dato fuoco a pneumatici, ha attaccato supermercati, negozi, banche, stazioni della polizia, mezzi di trasporto pubblici, in uno degli episodi più violenti della storia del Paese africano. La rabbia dei senegalesi, che marciano con il volto coperto e armati di vanghe, infiamma la capitale Dakar e altre città dello Stato. La decima vittima, che si aggiunge a quelle contate alla fine del primo giorno di protesta, è stata uccisa a Cap Skirring, nel sud.

Internet limitato

La polizia antisommossa e i soldati dispiegati hanno usato gas lacrimogeni contro la popolazione, guadagnandosi il plauso del portavoce del ministero dell'Interno Maham Ka. Per lui ora la situazione è sotto controllo, dopo che diversi social network e app di messaggistica sono stati limitati per contenere le comunicazioni in rete. La motivazione ufficiale è che stessero circolando  “messaggi di odio e sovversivi”, e che quindi la scelta fosse una “misura di sicurezza”.

(reuters)
La tempesta si è scatenata dopo mesi di elettricità nell’aria. Il caso giudiziario di Sonko ha diffuso il sospetto che il presidente Macky Sall, in carica dal 2012, stia cercando di mettere al bando l’opposizione e di aggirare il limite stabilito di due mandati per ricandidarsi alle elezioni che si terranno il prossimo febbraio.

L'accusa contro Sonko

Il leader del partito Pastef (Patrioti africani del Senegal per il lavoro, l'etica e la fraternità), arrivato terzo alle presidenziali del 2019, è stato accusato di aver violentato una donna che lavorava in un centro massaggi nel 2021, quando aveva 20 anni, e di averla minacciata di morte. La sentenza lo condanna per “corruzione giovanile”, un reato che il codice penale definisce come “comportamento immorale”.

Sonko respinge le accuse. E sono molti i senegalesi che si fidano di lui, soprattutto i giovani. Non a caso l’epicentro delle proteste è stato il principale campus universitario di Dakar, dove le lezioni sono state sospese a tempo indeterminato.

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Chi è Ousmane Sonko

Se Sonko, 48 anni, ha tanto successo tra i giovani è perché si è presentato come l'incarnazione di un cambiamento generazionale della classe politica. Ha basato la sua strategia di comunicazione sull’utilizzo dei social media, dove ha conquistato i senegalesi frustrati per le disuguaglianze economiche e sociali con messaggi di critica nei confronti della classe politica al potere. Accusata a più riprese di frode fiscale e mala gestione del Paese.

Ignoto al grande pubblico fino a dieci anni fa, Sonko lavorava come ispettore fiscale e immobiliare prima di entrare in politica. Scelta intrapresa proprio dopo essere stato allontanato dalla sua posizione con l’accusa di “violazione del dovere di discrezione”. Già all’epoca denunciava esponenti del governo di appropriazione indebita di fondi pubblici o di agevolazioni fiscali. È allora che è iniziata la sua scalata politica, che lo ha portato a diventare prima deputato dell’Assemblea nazionale, poi sindaco di Ziguinchor.

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Proprio da questa cittadina meridionale è partita il 26 maggio la sua "carovana della libertà", una marcia verso la capitale per affermare il suo “ritorno”, interrotta dalle forze di difesa e sicurezza. Arrestato, Sonku è stato trasferito nella sua casa di Dakar, da dove ha denunciato il sequestro come un rapimento.

Nella città i manifestanti hanno preso di mira le case e le auto dei politici. L’Onu e l'Unione Africana hanno condannato le violenze, mentre Amnesty International ha chiesto al governo di indagare sui morti di giovedì e di evitare un uso sproporzionato della forza.