Amministrative in Messico: vince Morena, il partito del presidente Obrador
di Daniele MastrogiacomoDopo 94 anni di dominio ininterrotto, il Pri cede la sua roccaforte e assegna al partito del presidente Andrés Manuel López Obrador una vittoria che cambia la geografia politica del Messico. Nelle elezioni amministrative di domenica 15 milioni di messicani si sono recati alle urne per eleggere i governatori dello Stato del Messico e di Coahuila. I risultati sono andati oltre le previsioni. Morena è riuscito a strappare al Partito Rivoluzionario Istituzionale, centrista, da sempre al potere, il suo gioiello più prezioso, lo Stato del Messico, la patria del suo ultimo presidente Enrique Peña Nieto che aveva governato dal 2005 al 2011, quello più ricco, con il maggior peso elettorale. Trionfa Delfina Gómez: sarà la prima donna nella storia del paese nordamericano a impugnare lo scettro del comando. Con lei si rafforza il predominio del leader di Morena che ottiene così il controllo di 23 stati, con il concorso dei suoi …
Dopo 94 anni di dominio ininterrotto, il Pri cede la sua roccaforte e assegna al partito del presidente Andrés Manuel López Obrador una vittoria che cambia la geografia politica del Messico. Nelle elezioni amministrative di domenica 15 milioni di messicani si sono recati alle urne per eleggere i governatori dello Stato del Messico e di Coahuila. I risultati sono andati oltre le previsioni. Morena è riuscito a strappare al Partito Rivoluzionario Istituzionale, centrista, da sempre al potere, il suo gioiello più prezioso, lo Stato del Messico, la patria del suo ultimo presidente Enrique Peña Nieto che aveva governato dal 2005 al 2011, quello più ricco, con il maggior peso elettorale. Trionfa Delfina Gómez: sarà la prima donna nella storia del paese nordamericano a impugnare lo scettro del comando. Con lei si rafforza il predominio del leader di Morena che ottiene così il controllo di 23 stati, con il concorso dei suoi alleati: più del doppio dei suoi avversari. Il Pri riesce a fatica a conservare lo stato di Coahuila eleggendo come governatore Manolo Jiménez. Unica consolazione: ha raccolto il doppio dei voti del secondo in lista.
Trionfanti le dichiarazioni di Mario Delgado, presidente di Morena che pochi minuti dopo la chiusura delle urne annuncia: “La battaglia principale è stata vinta. In una battaglia durata quasi un secolo, gli elettori hanno deciso di voltare pagina e porre fine alla corruzione”. La coalizione Va por México, che raccoglie oltre al Pri, il Pan e Prd, le altre due formazioni storiche, esalta comunque il suo successo a Coahuila anche se si rende perfettamente conto di aver arretrato, e di molto, le posizioni conquistate nel 2017. Le proiezioni raffigurano una mappa ben diversa del passato: al Partito Rivoluzionario Istituzionale restano solo lo Stato di Durango, oltre a quello conservato di Coahuila.
Per Alejandro Díaz Domínguez, docente di Scienze Politiche alla Tec di Monterrey, “Morena è il grande vincitore e questo grazie alla visibilità e al peso elettorale che rappresenta lo Stato del Messico”. Ospita 12,5 milioni di aventi diritto al voto mentre Coahuila ne raccoglie solo 2,5. Ma è soprattutto il secondo motore economico del paese e qui il partito di Obrador si è affermato come forza principale nei centri urbani, a discapito del Pri che fino a questo momento appariva una forza imbattibile. I risultati sono nuovo ossigeno per il presidente in vista delle elezioni generali del 2024. “Morena ha cannibalizzato un Pri in ginocchio”, osserva al El Pais l’analista Carlos Bravo Regidor, “che a questo punto ha ben poco da difendere”.
L’intera opposizione ha ridotto a nove gli stati dove governa, mentre Morena domina su tutti gli altri. Il segnale è chiaro: gli umori dell’elettorato messicano sono cambiati. Non premia più la fitta rete di corruttele e di legami sui territori che garantiva la successione tra Pri e Pam senza scossoni. “Esistono ancora accordi clientelari forti”, ricorda Luz Maria Cruz Parcero, docente all’Università Autonoma del Messico, “ma ci sono anche chiari segnali che i discorsi generici e le promesse valgono sempre meno. Gli elettori sono sempre più esigenti e razionali”. Adesso si guarda al prossimo appuntamento, quello in cui si eleggerà il nuovo presidente del Messico. La sfida più difficile inizierà con la scelta del candidato. La battaglia dentro Morena è già iniziata.