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Blitz dei ribelli anti-Putin. E Mosca ordina ai russi di lasciare le case a Belgorod

La Belgorod Arena, usata come rifugio temporaneo  (afp)
Con missili e tank tengono da giorni sotto scacco nella zona di frontiera le forze del Cremlino. Che ora dice: “Prendere tempo”. Mostrati in video due prigionieri: “Li consegneremo a Kiev”
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DNIPRO - Putin ha detto la sua: "Dobbiamo prendere tempo", ma tempo non c'è, se il governatore di Belgorod ha già ordinato l'evacuazione della sua città e di Shebekino, oltre che dei paesi e villaggi lungo il confine con l'Ucraina.

Le incursioni dei russi filo ucraini, i "ribelli" del Corpo volontari russi e della Legione libertà, sono ormai estremamente imbarazzanti, per Mosca. Non solo questi vanno avanti e indietro sul territorio nemico da due settimane, con i loro carri armati e artiglieria al seguito, ma addirittura fanno prigionieri (due), ieri mostrati al pubblico ludibrio in un video. E saranno solo due (e, secondo regolamento, dicono appena nome cognome e grado) ma intanto sono lì, russi prigionieri di russi, in Russia. Sembra una barzelletta.

E cosa sta succedendo a Shebekino? La città è deserta, il mercato è stato colpito da un missile, la gente viene allontanata a forza dalle prop…

DNIPRO - Putin ha detto la sua: "Dobbiamo prendere tempo", ma tempo non c'è, se il governatore di Belgorod ha già ordinato l'evacuazione della sua città e di Shebekino, oltre che dei paesi e villaggi lungo il confine con l'Ucraina.

Le incursioni dei russi filo ucraini, i "ribelli" del Corpo volontari russi e della Legione libertà, sono ormai estremamente imbarazzanti, per Mosca. Non solo questi vanno avanti e indietro sul territorio nemico da due settimane, con i loro carri armati e artiglieria al seguito, ma addirittura fanno prigionieri (due), ieri mostrati al pubblico ludibrio in un video. E saranno solo due (e, secondo regolamento, dicono appena nome cognome e grado) ma intanto sono lì, russi prigionieri di russi, in Russia. Sembra una barzelletta.

E cosa sta succedendo a Shebekino? La città è deserta, il mercato è stato colpito da un missile, la gente viene allontanata a forza dalle proprie case. I russi hanno capito che cosa vuol dire vivere sotto bombardamento, su questo inedito fronte interno, e diffondono filmati in cui mostrano scandalizzati i propri vetri rotti.

C'è di peggio. A soli 300 chilometri di distanza un loro missile ha distrutto un quartiere ucraino, l'altra sera a Dnipro, e ha ucciso una bambina di 2 anni che si chiamava Lisa. Ma è anche possibile che chi vive in Russia non sappia queste cose. I mass media ufficiali parlano poco di questi fatti, o non ne parlano proprio.

Certo, a Belgorod tutti hanno ascoltato le parole del governatore Gladkov: "Ascoltate le autorità, lasciate provvisoriamente le vostre case per preservare la vostra vita e quella dei vostri cari". E Belgorod non è un paese, ha 390mila abitanti che stanno sfollando da soli, se riescono, oppure vengono ospitati negli impianti sportivi come la Belgorod Arena. Un replay di quanto visto all'inizio della guerra, quando migliaia di ucraini dovettero fuggire verso Ovest, in Polonia e in Europa.

Shebekino, Belgorod (ansa)
E Shebekino, così pericolosamente vicina al confine, qualcuno da parte ucraina la indica già come la prossima Bakhmut: stesse dimensioni, stessa posizione strategica. Il sindaco Vladimir Zdanov ha raccontato pubblicamente di aver ricevuto la fatale telefonata dal Cremlino: "Mi ha chiamato Vladimir Vladimirovic (Putin) in persona. Si è congratulato per quello che stiamo facendo, per il buon lavoro fatto dalla difesa territoriale. E mi ha detto : 'dobbiamo prendere tempo'". Per cosa, non si sa.

E le forze speciali, che dovrebbero essere già in zona da 2 giorni? Non se ne ha notizia. I combattimenti sono veri, lo dicono i "ribelli", annunciando il loro arrivo in città: "Stiamo combattendo a Novaya Tavolzhanka. Le truppe di Putin continuano a colpire le case dei civili con l'artiglieria pesante". Lo dice anche il governatore Gladkov: "Le truppe russe stanno combattendo con i sabotatori ucraini a Novaya Tavolzhanka. Spero che vengano tutti eliminati, quei fascisti". Dunque tutto coincide, tutto è vero.

E sul quel "prendere tempo", c'è una sola spiegazione possibile. L'attesa per la controffensiva ucraina costringe i russi a non distogliere forze dal fronte Est e Sud, a costo di sacrificare la zona più a Nord, quella confinante con Kharkiv, da 14 mesi bersaglio continuo dei russi, e ora cruciale. Da lì parte la maggioranza degli attacchi missilistici ucraini, quelli che raggiungono la regione di Belgorod. Ed è la zona più massacrata dai russi (ieri, colpite Kupyane e Pischchane, 2 morti e 3 feriti).

"Chiamate il numero 122, vi daremo assistenza", promette il sindaco di Shebekino, Valentin Demidov. "Abbiamo tre punti di accoglienza, offriamo pasti caldi, e anche l'assistenza psicologica", ai cittadini restii a lasciare case e averi. Un'ordinanza ha lasciato di stucco: "Lasciate a casa i vostri animali. Non è possibile portarli via. Vi forniremo un numero a cui chiedere assistenza". La cosa ha sconcertato tutti. Ma come? Abbandonare i nostri amati 'pets'? E a chi, poi. Insomma, il caos.

Iulia Nemcinova, sul canale Telegram "Centro di aiuto", chiede finanziamenti per migliaia di sfollati. E su quello che si chiama "Un sussurro da Shebekino", i russi mostrano i danni dei bombardamenti, i colpi di mortaio. insomma, la guerra in casa. Intanto, i russi già decorano con la Croce di san Giorgio i difensori di Shebekino, come se tutto fosse finito. Ma non è così.

I russi hanno due prigionieri da riportare a casa, ma non sono intervenuti. La trattativa con il governatore Gladkov è andata a vuoto, per la Russia quei due sono già "ufficialmente fucilati". Quindi, "prendiamo tempo", come se non fosse successo niente.