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I russi fanno saltare la diga di Kakhovka per rallentare la controffensiva ucraina

(ansa)
L'allagamento renderà più difficile per i soldati ucraini tentare di attraversare il fiume Dnipro. Pur di rallentare l'avanzata di Kiev i russi rischiano una crisi umanitaria e la siccità in Crimea
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I soldati russi avevano minato la diga di Kakhovka sul fiume Dnipro, nel sud dell’Ucraina sotto occupazione dall’inizio dell’invasione nel febbraio 2022, già a ottobre quando le truppe ucraine si avvicinavano alla città di Kherson – che è molto vicina.

Si pensava che l’avrebbero fatta saltare come misura estrema per rallentare la loro avanzata prima che superassero il fiume e avanzassero verso sud. Poi gli ucraini si erano fermati sulla sponda ovest del Dnipro e i soldati russi non avevano fatto detonare le cariche.

Non l’hanno fatto allora, l’hanno fatto questa notte, perché ieri è cominciata la controffensiva ucraina e Mosca teme l’apertura di un fronte anche in quella regione del sud. Testimoni locali hanno sentito alle 2 del mattino una forte esplosione in quell'area. 

Prima di far saltare la diga le truppe russe hanno fatto salire il livello del bacino, che negli ultimi mesi si era …

I soldati russi avevano minato la diga di Kakhovka sul fiume Dnipro, nel sud dell’Ucraina sotto occupazione dall’inizio dell’invasione nel febbraio 2022, già a ottobre quando le truppe ucraine si avvicinavano alla città di Kherson – che è molto vicina.

Si pensava che l’avrebbero fatta saltare come misura estrema per rallentare la loro avanzata prima che superassero il fiume e avanzassero verso sud. Poi gli ucraini si erano fermati sulla sponda ovest del Dnipro e i soldati russi non avevano fatto detonare le cariche.

Non l’hanno fatto allora, l’hanno fatto questa notte, perché ieri è cominciata la controffensiva ucraina e Mosca teme l’apertura di un fronte anche in quella regione del sud. Testimoni locali hanno sentito alle 2 del mattino una forte esplosione in quell'area. 

Prima di far saltare la diga le truppe russe hanno fatto salire il livello del bacino, che negli ultimi mesi si era stabilizzato a circa quattordici metri, fino al livello record di diciassette metri e mezzo per massimizzare l’effetto inondazione che sapevano avrebbe investito i territori a valle. La massa d’acqua liberata ha allagato soprattutto la sponda sud, quella occupata dai russi, e dal punto di vista tattico è una mossa che rende più difficile per i soldati ucraini tentare di attraversare il fiume con mezzi pesanti.

Prima di cominciare la controffensiva l’esercito di Kiev è stato costretto ad  aspettare per mesi l’arrivo del tempo asciutto e che le condizioni del terreno migliorassero – quindi che il fango del disgelo primaverile si solidificasse. L’allagamento deciso da Mosca adesso prolunga in modo artificiale quelle condizioni difficili. Allagare la sponda del Dnipro permette ai russi di concentrarsi su altri settori del fronte, che è molto difficile da difendere perché è lungo milleduecento chilometri.

Gli ucraini ieri hanno cominciato ad attaccare a est, nella regione di Bakhmut, e a sud, nella zona di Novodonetsk, con assalti limitati che hanno lo scopo di trovare un punto debole. L’esplosione della diga è una conferma, l’ennesima, che la controffensiva è cominciata – anche se Kiev ha deciso di mantenere un silenzio quasi assoluto su quello che sta succedendo, almeno nei primi giorni.

Il bacino di Kakhovka alimenta il canale artificiale che porta circa l’ottanta per cento dell’acqua che serve alla penisola di Crimea. Adesso quel canale resterà a secco e questo vuol dire che i soldati russi per rallentare una possibile avanzata ucraina hanno creato una crisi idrica certa, che colpirà un territorio che a partire dal referendum illegale del 2014 considerano parte della Russia.

È come se gli alti comandi di Mosca scommettessero al ribasso sulla loro capacità di difendere la Crimea. L’intelligence militare ucraina in un comunicato diffuso oggi per commentare l’esplosione della diga ha parlato di “russi nel panico”.

Lo specchio d’acqua creato dal fiume Dnipro a monte della diga era smisurato, era lungo centinaia di chilometri e largo ventitré nel punto di massima ampiezza. L’esplosione di oggi modifica la geografia nel sud dell’Ucraina.