Haiti flagellata da alluvione e gang, la popolazione si fa giustizia da sola
di Daniele MastrogiacomoLa crisi climatica si somma a quella economica e sociale, trascinando Haiti nell’ennesimo buco nero della disperazione. Piogge torrenziali si sono abbattute per tutto lo scorso fine settimana travolgendo con veri fiumi di fango e detriti ogni cosa che trovavano lungo il loro passaggio. La già difficile e precaria situazione dell’isola caraibica, flagellata da violenze, povertà, fame e malattie, ha reso impossibili i soccorsi. Ognuno ha cercato scampo come poteva.
La crisi climatica si somma a quella economica e sociale, trascinando Haiti nell’ennesimo buco nero della disperazione. Piogge torrenziali si sono abbattute per tutto lo scorso fine settimana travolgendo con veri fiumi di fango e detriti ogni cosa che trovavano lungo il loro passaggio. La già difficile e precaria situazione dell’isola caraibica, flagellata da violenze, povertà, fame e malattie, ha reso impossibili i soccorsi. Ognuno ha cercato scampo come poteva.
I danni maggiori si registrano nella città portuale di Léogâne, ovest di Port-au-Prince: qui, 4500 case sono state colpite dalle alluvioni. Scene drammatiche riprese dai telefonini girano sul web: si vedono i torrenti di acqua che scorrono ad altezza d’uomo nelle strade e trascinano pezzi di abitazioni, macchine, animali, spesso persone. Danni ingenti anche all’agricoltura nelle zone centrali di Haiti, già afflitte da una straordinaria siccità che aveva compromesso i raccolti. L’isola ha nuovamente bisogno di aiuti dall’esterno. Il premier Ariel Henry ha ringraziato i volontari dell’agenzia Onu che si sono subito attivati per far giungere cibo e acqua potabile nelle zone colpite.
Vessati dall’arroganza delle gang che hanno reso Haiti un vero inferno, gli abitanti hanno deciso di reagire. Si sono organizzati in un movimento, chiamato “Bwa kale”, in gergo creolo “erezione”, e hanno iniziato a fare quello che i pochi poliziotti ancora in servizio non riuscivano a fare. Hanno applicato una sorta di legge del taglione; sono ricorsi alle leggi arcaiche che prevedevano una giustizia sommaria.
Il gruppo è morto tra le fiamme in una scena apocalittica. Nessuno ha mosso un dito. Un rito quasi purificatorio che qui, ad Haiti, patria del woodoo, assume anche un valore mistico e ancestrale. Orrore nell’orrore. L’esempio ha contagiato l’intera popolazione che si è organizzata in pattuglie armate di machete, pistole e fucili. Compiono delle ronde e vigilano sulla sicurezza dei quartieri.