L'Iran presenta "Fattah", il suo primo missile ipersonico. Ma non ci sono prove che possa funzionare davvero
di Floriana BulfonLe prestazioni annunciate sono tali da stravolgere la sicurezza del Medio Oriente: un missile capace di volare a oltre dieci volte la velocità del suono, manovrabile per superare le difese aeree e potenzialmente in grado di trasportare una testata nucleare. Un’arma insomma che potrebbe colpire Israele in 400 secondi dal lancio. Ma sul fatto che il nuovo ordigno ipersonico Fattah – il Conquistatore - presentato oggi dagli iraniani possa mantenere queste promesse ci sono molti più dubbi che certezze.
Il missile è stato mostrato al presidente Ebrahim Raisi con una cerimonia in stile hollywoodiano, tra luci fantascientifiche e filmati computerizzati. “Oggi sentiamo di avere creato un potere di deterrenza che sarà la base per garantire sicurezza e pace per i Paesi della regione”, ha dichiarato Raisi. Più bellicoso Amirali Hajizadeh, responsabile dei reparti aerei dei Guardiani della Rivoluzione, che ha detto: “Può pen…
Le prestazioni annunciate sono tali da stravolgere la sicurezza del Medio Oriente: un missile capace di volare a oltre dieci volte la velocità del suono, manovrabile per superare le difese aeree e potenzialmente in grado di trasportare una testata nucleare. Un’arma insomma che potrebbe colpire Israele in 400 secondi dal lancio. Ma sul fatto che il nuovo ordigno ipersonico Fattah – il Conquistatore - presentato oggi dagli iraniani possa mantenere queste promesse ci sono molti più dubbi che certezze.
Il missile è stato mostrato al presidente Ebrahim Raisi con una cerimonia in stile hollywoodiano, tra luci fantascientifiche e filmati computerizzati. “Oggi sentiamo di avere creato un potere di deterrenza che sarà la base per garantire sicurezza e pace per i Paesi della regione”, ha dichiarato Raisi. Più bellicoso Amirali Hajizadeh, responsabile dei reparti aerei dei Guardiani della Rivoluzione, che ha detto: “Può penetrare tutte le difese degli Usa e di Israele, incluso l’Iron Dome”.
Si tratta di un vettore a due stadi, in teoria molto sofisticato. La gittata annunciata è di 1.400 chilometri. Il propulsore dispone di un ugello orientabile che serve a indirizzarlo nella fase finale della traiettoria, quando raggiungerebbe 15mila chilometri orari. Insomma, un salto di qualità notevole rispetto alle armi balistiche e ai cruise progettati finora dagli ingegneri dei pasdaran. In uno strumento simile si registrano temperature altissime e tutto, dalle leghe di metallo ai sistemi di guida fino ai dispositivi che governano lo sgancio del primo stadio, deve resistere al calore e avere una sincronia al millesimo di secondo.
Nella cerimonia, assieme a video con simulazioni dei raid, sono stati mostrati solo brani di un filmato con i test del motore: si vedono gli spostamenti dell’ugello che dirige la fiammata del razzo, ma tutto avviene in una struttura fissa di prova. Nulla conferma che quel prototipo possa funzionare in volo. E in ogni caso, si tratta solo di una delle componenti per realizzare il progetto.
Se gli iraniani dovranno completarlo da soli, probabilmente avranno bisogno di anni. Persino gli Stati Uniti stanno incontrando difficoltà nel realizzare un modello operativo di missile ipersonico, con il fallimento di diversi lanci sperimentali. C’è una sola scorciatoia a disposizione di Teheran: ottenere tecnologia da Mosca, in cambio del sostegno fornito per la guerra in Ucraina. I russi hanno investito per primi in questo settore e adesso dispongono degli unici due modelli operativi esistenti nel pianeta: Kinzhal e Zirkon. Il primo scagliato da aerei, l’altro da navi, sottomarini e semoventi terrestri.
Il Fattah non gli somiglia. Esteriormente il primo stadio appare molto più grande e tradizionale. Ma in teoria agli iraniani basterebbe ricevere informazioni sul secondo stadio, quello che deve affrontare velocità e temperature maggiori. Putin rinuncerà alla supremazia in questo campo per ricompensare i servizi resi dagli ayatollah? Gli analisti escludono una consegna dei piani di costruzione di Kinzhal e Zirkon ma sono più propensi a ipotizzare una consulenza su alcuni degli aspetti critici, in cui gli esperti russi potrebbero dare consigli per risolvere punti chiave del progetto. Un aiuto significativo ma non totalmente risolutivo.
Israele comunque è già corso ai ripari. L’ultima versione del sistema antimissile Arrow è stata costruita per affrontare le minacce ipersoniche, con una testata esplosiva e un “doppio strato” di intercettori per aumentare l’efficacia nell’abbattere gli incursori superveloci.