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La Slovacchia in bilico, la presidente denuncia la disinformazione russa nel Paese

La presidente slovacca Zuzana Caputova (afp)
Caputová avverte: le elezioni di settembre potrebbero spostare il ruolo di Bratislava nell’Ue e nella Nato. Se vinceranno i populisti “la politica estera sarà più simile a quella di Orbán"
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La Slovacchia ha sostenuto Kiev fin dal primo giorno della guerra in Ucraina, persino assicurandole jet Mig-29. Ma le cose potrebbero cambiare.

Con le elezioni dietro l’angolo, a settembre, è il partito d’opposizione Smer, guidato dall’ex primo ministro Robert Fico a essere in testa nei sondaggi. E tra le sue idee più gettonate c’è proprio lo stop alle armi all’Ucraina.

La presidente slovacca Zuzana Caputová teme che il populismo trascini il suo Paese a diventare una nuova Ungheria in Europa. In un’intervista a Politico ha raccontato di essere preoccupata per la presa che la disinformazione russa sta avendo sui cittadini. Avvertendo che se i partiti populisti conquisteranno la guida del governo "forse la politica estera sarà più simile a quella di Viktor Orbán".

La Slovacchia ha sostenuto Kiev fin dal primo giorno della guerra in Ucraina, persino assicurandole jet Mig-29. Ma le cose potrebbero cambiare.

Con le elezioni dietro l’angolo, a settembre, è il partito d’opposizione Smer, guidato dall’ex primo ministro Robert Fico a essere in testa nei sondaggi. E tra le sue idee più gettonate c’è proprio lo stop alle armi all’Ucraina.

La presidente slovacca Zuzana Caputová teme che il populismo trascini il suo Paese a diventare una nuova Ungheria in Europa. In un’intervista a Politico ha raccontato di essere preoccupata per la presa che la disinformazione russa sta avendo sui cittadini. Avvertendo che se i partiti populisti conquisteranno la guida del governo "forse la politica estera sarà più simile a quella di Viktor Orbán".

A confermare i suoi timori sono i dati del sondaggio del think tank Globsec. Il 60% degli slovacchi non pensa che la Russia sia la principale responsabile del conflitto. La metà della popolazione reputa gli Stati Uniti una minaccia per la sicurezza nazionale. Il 42% uscirebbe dalla Nato se si tenesse oggi un referendum. E il 66% è d'accordo con l'affermazione "gli Stati Uniti stanno trascinando la Slovacchia in una guerra con la Russia perché ne traggono profitto".

Per la presidente il suo Paese sta attraversando un “periodo molto difficile di frammentazione della società”. Secondo la leader sarebbe la giovane età della democrazia slovacca a renderla “vulnerabile”, terreno fertile per le narrazioni favorevoli alla Russia. Di cui ritiene responsabili “alcuni politici e parlamentari, che diffondono questo tipo di informazioni in parlamento, attraverso i media”.

Alle sue parole fanno eco quelle di Eduard Heger, che fino a metà maggio ha ricoperto la carica di primo ministro ad interim. Per lui Fico è "il leader della disinformazione”, e se diventasse presidente cambierebbe “l'orientamento della politica estera e allontanerebbe Slovacchia dall’Unione europea e dalla Nato”.

Il partito Smer respinge queste critiche. L’europarlamentare Katarína Neveìalová assicura che il suo partito “sostiene pienamente l'appartenenza di Bratislava all'Ue e alla Nato". Afferma che gli ucraini "hanno il diritto di difendersi", ma che Smer vuole un cessate il fuoco e un processo di pace. “Non possiamo inviare attrezzature militari all'Ucraina, semplicemente perché in Slovacchia non ne abbiamo più".

Il ricercatore Milan Nic del German Council on Foreign Relations sostiene che anche se Fico vincesse potrebbe “non essere in grado di formare un governo". In una Slovacchia polarizzata potrebbero essere i piccoli partiti a determinare il risultato delle elezioni.