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Zuppi consegna a Zelensky una lettera di Francesco: “Siamo qui per ascoltare”

(ansa)
Il Vaticano: “Incontro cordiale per costruire un dialogo concreto”. Ma Kiev non cede sui suoi “dieci punti”
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Il cardinale Zuppi ha sorriso con quel suo modo dolce e compassionevole, e lo ha subito tranquillizzato: caro presidente Zelensky, "con tutta sincerità non abbiamo nessun piano da proporre: non sono mica un mediatore sa, non bisogna credere a quello che scrivono i giornali... sono qui per ascoltare". Si comincia così a costruire i ponti, si posa un mattone che non spaventi, e nessun annuncio di grandi opere che resteranno incompiute. 

Si comincia con la lettera scritta di suo pugno da papa Francesco, il cardinale Zuppi l'ha consegnata a Zelensky e il presidente l'ha messa subito via: "La leggerà con calma" dice chi era presente, e chissà se era una promessa del loro ultimo incontro in Vaticano. Era sembrato un fallimento, il sorriso duro e orgoglioso del presidente guerriero se n'era andato presto ribadendo che c'è una sola via per la pace ed è la sua, la "Formula di pace" ucraina in diec…

Il cardinale Zuppi ha sorriso con quel suo modo dolce e compassionevole, e lo ha subito tranquillizzato: caro presidente Zelensky, "con tutta sincerità non abbiamo nessun piano da proporre: non sono mica un mediatore sa, non bisogna credere a quello che scrivono i giornali... sono qui per ascoltare". Si comincia così a costruire i ponti, si posa un mattone che non spaventi, e nessun annuncio di grandi opere che resteranno incompiute. 

Si comincia con la lettera scritta di suo pugno da papa Francesco, il cardinale Zuppi l'ha consegnata a Zelensky e il presidente l'ha messa subito via: "La leggerà con calma" dice chi era presente, e chissà se era una promessa del loro ultimo incontro in Vaticano. Era sembrato un fallimento, il sorriso duro e orgoglioso del presidente guerriero se n'era andato presto ribadendo che c'è una sola via per la pace ed è la sua, la "Formula di pace" ucraina in dieci punti. Nessuno spazio per altre proposte, né per il cessate il fuoco che avrebbe voluto Francesco.


Quello di oggi è stato un incontro "molto cordiale", per costruire "un dialogo stabile e concreto", trapela per parte vaticana. Il pontefice e il suo messo di pace lavorano sul lungo periodo, un mattone alla volta, e così il Vaticano torna da Kiev con un risultato incoraggiante. Il presidente Zelensky ha ritagliato il tempo per incontrare il cardinale Zuppi nel suo ultimo giorno in missione in Ucraina, e non era un incontro programmato. Fino a pochi giorni fa "non era in agenda". È un segno "di rispetto e di apertura", dicono a Kiev, e non era scontato. Ma le buone notizie, per ora, finiscono qui. 


Come già in Vaticano, il presidente ucraino ha ribadito che un cessate il fuoco che surgeli il conflitto non porterebbe alla pace: "Il nemico ne trarrebbe vantaggio per ricostruire le capacità offensive per nuovi attacchi e nuove ondata di crimini e terrore". La Russia si deve ritirare "all'interno dei suoi confini internazionalmente riconosciuti", vale a dire restituendo anche la Crimea. Non c'è nessuna via vaticana alla pace, per Kiev; nessun piano, nessun progetto o idea potrà modificare l'unica strada ritenuta percorribile, la "Formula di pace" in dieci punti su cui il presidente ucraino cerca di allargare i consensi, senza alcuna disponibilità a emendamenti. L'appoggio del Vaticano gli sarebbe prezioso "per l'influenza in America Latina e Africa" nell'organizzare il "vertice di pace" proposto al G7.


Ma ora Kiev si gioca le sue carte sul campo di battaglia, lancia la sua controffensiva ed è con i cannoni che vuole costringere Mosca a firmare una resa senza concessioni territoriali. Chi ha fatto il giro delle sette chiese cercando percorsi alternativi è tornato a casa a mani vuote. Zuppi non ha proposto nulla. "Ha ascoltato", e gli ucraini gli hanno chiesto aiuto per "iniziative umanitarie" come "il ritorno dei bambini" ucraini deportati in Russia e "lo scambio dei prigionieri". "Sì, ne parlerò con il Papa", li ha sorpresi. Si aspettavano "qualche iniziativa pronta" ma è solo una tappa, la pace oggi è un miraggio. Quando sarà il momento, il Vaticano ci sarà.