Usa, il ceo di Cnn Chris Licht lascia dopo solo un anno
Massimo BasileNew York - Chris Licth era considerato da tempo un corpo estraneo dentro la Cnn. Ora lo è in modo definitivo: dopo appena un turbolento anno di regno segnato da inciampi e errori, non è più il Ceo. A dare l’annuncio durante la conference call del mattino è stato David Zaslav, a capo della società genitore, la Warner Bros. Discovery, ma nessuno tra i partecipanti alla riunione deve essere rimasto sorpreso.
“Ho grande rispetto per Chris sia dal punto di vista professionale sia personale - ha esordito Zaslav, secondo la ricostruzione fatta dal Wall Street Journal - guidare la Cnn non è mai stato un lavoro facile, specie in tempi di grandi cambiamenti, e lui ci ha messo tutta la passione e il cuore”. Come gesto di attenzione, il network non ha parlato di dimissioni o di siluramento, neanche si è avvicinato con le sfumature. Così per tutta la mattinata sui media americani il termine usato è stato “is ou…
New York - Chris Licth era considerato da tempo un corpo estraneo dentro la Cnn. Ora lo è in modo definitivo: dopo appena un turbolento anno di regno segnato da inciampi e errori, non è più il Ceo. A dare l’annuncio durante la conference call del mattino è stato David Zaslav, a capo della società genitore, la Warner Bros. Discovery, ma nessuno tra i partecipanti alla riunione deve essere rimasto sorpreso.
“Ho grande rispetto per Chris sia dal punto di vista professionale sia personale - ha esordito Zaslav, secondo la ricostruzione fatta dal Wall Street Journal - guidare la Cnn non è mai stato un lavoro facile, specie in tempi di grandi cambiamenti, e lui ci ha messo tutta la passione e il cuore”. Come gesto di attenzione, il network non ha parlato di dimissioni o di siluramento, neanche si è avvicinato con le sfumature. Così per tutta la mattinata sui media americani il termine usato è stato “is out”. Licht is out. E’ fuori. Lo ha deciso lui? Lo hanno spinto i vertici?
Rivolta interna
L’annuncio, non casualmente, è arrivato dopo che The Atlantic aveva raccontato del clima da rivolta interna dei dipendenti della Cnn, scontenti dalla direzione data alla tv che per generazioni era stata l'ammiraglia del pensiero liberal d’America. Licht, 51 anni, di Newtown, Connecticut, laurea in comunicazione a Syracuse, era considerato l’uomo che avrebbe rivoluzionato la rete: giornalista brillante, producer del “The Late Show” con Stephen Colbert, vicepresidente esecutivo della Cbs, il nuovo amministratore delegato avrebbe dovuto svecchiare i canoni televisivi, trasformando la Cnn in una tv generalista aperta a tutti gli americani, progressisti e conservatori.
L’inversione a “u” ha finito per trasformarla in una copia sbiadita della Fox. L’idea non è piaciuta a nessuno: molti conduttori hanno mostrato frustrazione, gli spettatori hanno virato su Msnbc. In un anno sono stati fatti fuori molti conduttori seppure alcuni controversi, come Chris Cuomo e Don Lemon, uno travolto dagli scandali sessuali del fratello governatore, l’altro da rilievi sessisti fatti in diretta tv, ma è stato soprattutto un show a segnare il punto più basso: il town hall, il faccia a faccia pubblico, ospite Donald Trump, andato in scena la sera del 10 maggio. A condurlo era stata messa la corrispondente della Casa Bianca, Kaitlan Collins, al debutto in un format così delicato, sopraffatta da una platea di sostenitori trumpiani, che applaudivano a ogni dichiarazione di Trump, compreso quando aveva sbeffeggiato la donna che aveva appena vinto contro di lui una causa per stupro.
Il faccia a faccia con Trump
Sembrava la trumpiana Fox News, invece sarebbe dovuta essere la controvoce. Il giorno dopo i commenti erano stati unanimi sui social e sui giornali, che riportavano dichiarazioni interne anonime: “Il peggior programma televisivo della storia della Cnn”. “Il punto più basso della rete”. “Una vergogna per l’informazione americana”. Quell’intervista, priva di fact-checking, in cui il tycoon aveva rilanciato la litania di accuse su brogli elettorali e magnificato i suoi successi, ha fatto partire il conto alla rovescia sul mandato di Licht. I dati d’ascolto erano già bassi da mesi. A marzo la media degli spettatori in prima serata era scesa a 535 mila, il 35 per cento in meno di un anno prima, il dato più basso dal 2015. Il crollo nella fascia tra i 24 e i 54 anni, la parte forte della rete, era risultato ancora più evidente: il più basso dal ’93. Allo stesso tempo la concorrente Fox aveva registrato un pubblico quattro volte superiore, più di due milioni di spettatori. Anche i conti ne hanno risentito: Cnn, insieme ai servizi in streaming, ha generato nell’ultimo anno profitti per 750 milioni di dollari. Nei dodici mesi precedenti era stato di un miliardo e 250 milioni. Stendere il tappeto rosso a Trump non solo non ha invertito il trend, ma lo ha peggiorato le cose: gli spettatori progressisti hanno cancellato la rete dal loro palinsesto. I trumpiani, dopo aver applaudito la Cnn per la serata trumpiana, dal giorno dopo sono tornati alla loro cara Fox.