Il fumo degli incendi del Canada spegne il sole di New York
Massimo BasileNEW YORK - Alle sei di pomeriggio Sharoona McDaniel, broker immobiliare ad Harlem, si è fermata in mezzo alle strisce pedonali, tra la Third Avenue e la 42ª, e ha cominciato a guardarsi attorno e a dire “oh my gosh oh my gosh”.
Parlava a un’amica al telefono e intanto scambiava informazioni con sconosciuti fermi come lei, in mezzo alla strada. Il semaforo che indicava il tempo per i pedoni, intanto, era scaduto, ma i taxi gialli, con i fari insolitamente accesi, sono rimasti fermi. A New York vedere auto ferme con il semaforo verde accade solo nei film degli Avengers quando c’è l’attacco dei Chitauri, ma stavolta c’era qualcosa di diverso: l’aria era giallastra, grigia, rossastra, affumicata, coperta di cenere. Le punte dei grattacieli avvolte da una nuvola sabbiosa.
NEW YORK - Alle sei di pomeriggio Sharoona McDaniel, broker immobiliare ad Harlem, si è fermata in mezzo alle strisce pedonali, tra la Third Avenue e la 42ª, e ha cominciato a guardarsi attorno e a dire “oh my gosh oh my gosh”.
Parlava a un’amica al telefono e intanto scambiava informazioni con sconosciuti fermi come lei, in mezzo alla strada. Il semaforo che indicava il tempo per i pedoni, intanto, era scaduto, ma i taxi gialli, con i fari insolitamente accesi, sono rimasti fermi. A New York vedere auto ferme con il semaforo verde accade solo nei film degli Avengers quando c’è l’attacco dei Chitauri, ma stavolta c’era qualcosa di diverso: l’aria era giallastra, grigia, rossastra, affumicata, coperta di cenere. Le punte dei grattacieli avvolte da una nuvola sabbiosa.
Nelle stesse ore è toccato alla capitale, Washington. Il Congresso è stato avvolto da una coltre inquietante, come a ricordare che il cambiamento climatico non è un’invenzione e non riguarda solo qualcuno. In Canada sono bruciati più di tre milioni di ettari di bosco, più di quattrocento incendi attivi, di cui duecento considerati “senza controllo”, decine di migliaia le persone evacuate. Larghe aree a Sud del lago Ontario sono bruciate, così come porzioni del Quebec. Quella che fa capo a Toronto sta affrontando da giorni un’emergenza senza precedenti, che ha finito per stravolgere l’aria anche a città distanti migliaia di chilometri.
La concentrazione di particelle inquinanti è risultata dieci volte superiore al limite stabilito dall’Organizzazione mondiale della sanità. Un’aria velenosa soprattutto per anziani, bambini, asmatici e chi ancora si porta dietro i postumi del Covid. La gente è tornata a indossare la mascherina. Alle dieci di martedì sera l’inquinamento era a livello “molto malsano”, il giorno dopo, “non salutare”, un po’ meglio ma neanche tanto.
L’aria, anche ieri, è rimasta spaventosa e tossica. Dieci distretti scolastici hanno cancellato le attività all’aperto. Ai newyorkesi è stato consigliato di chiudere le finestre, per ridurre del trenta per cento l’inquinamento in casa, ma anche con questo accorgimento si è sentita l’oppressione al petto. Non è come ricevere un pugno all’improvviso, ma è una sensazione che cresce lentamente. A un certo punto il dolore appare, e il respiro è affaticato.