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Da Zaporizhzhia a Bakhmut, la controffensiva ucraina prende forza

Un carro armato ucraino vicino al fronte a Donetsk (afp)
La regione della centrale nucleare è un passaggio obbligato,  dove gli ucraini possono cercare di superare le difese russe senza l’ostacolo del Dnipro
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La notte squarciata all’improvviso dal fuoco dell’artiglieria, con uno sbarramento proseguito per ore. Le squadre di incursori che si gettano sulle postazioni avanzate, mentre colonne di tank e blindati procedono nell’oscurità cercando di evitare i campi minati. Gli ucraini tacciono, coprendo le loro mosse con un mantello di silenzio. Invece le fonti ufficiose russe descrivono una grande battaglia, scatenata dall’esercito di Kiev prima dell’alba lungo più direttrici. Impossibile trovare conferme ufficiali, anche se le poche immagini diffuse dai canali russi mostrano per la prima volta la presenza in prima linea di carri armati pesanti: negli scorsi giorni erano state osservate solo le autoblindo donate dalla Francia. “Era da tanto tempo che non c’era uno scontro del genere. I cannoni ucraini stanno sparando senza sosta”, ha riferito un testimone citato da Intel Slava Z.

Quella più calda è la zona di Zap…

La notte squarciata all’improvviso dal fuoco dell’artiglieria, con uno sbarramento proseguito per ore. Le squadre di incursori che si gettano sulle postazioni avanzate, mentre colonne di tank e blindati procedono nell’oscurità cercando di evitare i campi minati. Gli ucraini tacciono, coprendo le loro mosse con un mantello di silenzio. Invece le fonti ufficiose russe descrivono una grande battaglia, scatenata dall’esercito di Kiev prima dell’alba lungo più direttrici. Impossibile trovare conferme ufficiali, anche se le poche immagini diffuse dai canali russi mostrano per la prima volta la presenza in prima linea di carri armati pesanti: negli scorsi giorni erano state osservate solo le autoblindo donate dalla Francia. “Era da tanto tempo che non c’era uno scontro del genere. I cannoni ucraini stanno sparando senza sosta”, ha riferito un testimone citato da Intel Slava Z.

Quella più calda è la zona di Zaporizhzhia, l’unica dove gli ucraini possono cercare di superare le difese russe senza l’ostacolo del Dnipro. La diga distrutta si trova più a sud e adesso quest’area è un passaggio quasi obbligato: gli allagamenti hanno creato un’enorme palude in tutta la parte meridionale del fiume, dove il dedalo di isole in prossimità dell’estuario offriva una possibile alternativa per la controffensiva. Ora invece un muro d’acqua impedisce qualsiasi movimento dei mezzi pesanti.

L'assalto all'alba

L’attacco più violento è concentrato verso Orekhov, contro cui si sarebbero dirette quattro puntate ucraine, con più ondate di mezzi. Ogni task force d’assalto era composta da 20-25 mezzi corazzati. Prima dell’alba le avanguardie sarebbero riuscite a conquistare alcune colline, dove si stanno trincerando e continuano a far affluire rinforzi. “Hanno preso due postazioni che erano state praticamente smantellate dagli obici e dagli Himars”, ha scritto un blogger russo. Il comando di Mosca avrebbe risposto con l’artiglieria e cercando di riprendere le posizioni con la “prima riserva”: ci sarebbero “perdite considerevoli”. In tarda mattina la pressione ucraina era ancora in corso, aggirando due capisaldi di Mosca nei pressi di Mala Tokmachka. Le uniche foto mostrano un’unità meccanizzata attraversare i prati, con una dozzina di blindati americani M113 che traportano la fanteria protetti da quattro carri armati, forse Leopard 2 tedeschi. In un video si vedono esplodere salve razzi e si sente il rumore di elicotteri.

Il baricentro delle operazioni ucraine sembra essere Tokmak: una cittadina che dista 65 chilometri da Melitopol, l’obiettivo strategico per spezzare in due i territori occupati dai russi e poter minacciare la Crimea. La linea dei combattimenti adesso è cinquanta chilometri più a nord.

Da Tokmak a Bakhmut

Ma vengono segnalati scontri in diversi punti. A sud di Bakhmut un contrattacco russo è stato bloccato. Mentre a nord della città ci sarebbe stato un rilevante successo ucraino a Berkhova, che può permettere di sbarrare l’autostrada M-03 a Paraskoviinka: una situazione che renderebbe critica la resistenza dei reparti arrivati a Bakhmut per rimpiazzare i mercenari della Wagner. La città espugnata con mesi di lotta casa per casa rischia di venire circondata nel giro di pochi giorni.

Avanzata ucraina pure nei dintorni di Vodiane nel Donetsk. WarGonzo, un blogger russo particolarmente informato sul conflitto nel Donbass, sostiene che i militari di Kiev stiano combattendo con “grande abilità”. E si tratta di un’altra direttrice potenzialmente importante: il paese è a soli cento chilometri da Mariupol, che in poche ore potrebbe finire nel raggio d’azione dei razzi Himars compromettendo la catena dei rifornimenti di Mosca.

Il ruolo dell'aviazione

L’altra particolarità che viene sottolineata è l’attivismo delle aviazioni. Nella notte i cacciabombardieri di Kiev sarebbero intervenuti più volte, poi con la luce del giorno sarebbero apparsi pure quelli russi. Per sostenere la manovra gli ucraini paiono avere spostato in zona alcuni dei moderni sistemi terra-aria ottenuti dall’Occidente: ieri a ridosso del fronte è stata distrutta la centrale radar di una batteria Iris-T, consegnata poche settimane fa dalla Germania.

Chiaramente, queste sono solo le fasi iniziali della campagna. Gli ucraini stanno aumentando le forze in campo e la potenza di fuoco, per individuare le parti più deboli delle difese. E tengono sotto tiro più versanti, tutti strategici, in modo da obbligare Mosca a dividere i suoi reparti. Ci vorranno ancora giorni per capire dove si concentrerà la massa d’urto di Kiev. Ma la guerra oggi è entrata in una fase nuova e terribile, ancora più feroce di quanto abbiamo visto dall’inizio dell’invasione russa.