Rimpatri accelerati dei migranti, il pressing dell'Italia sulla Ue. A Lampedusa la prima aerea di trattenimento
La prima area di trattenimento per i migranti che l'Italia punta a respingere direttamente alle frontiere se in arrivo da Paesi sicuri sorgerà all'interno dell'hotspot di Lampedusa. Da lì, senza neanche essere smistati in centri di accoglienza, potrebbero ad esempio essere subito rimpatriati i tunisini, ma - da quest'anno - anche gli ivoriani. E non sono numeri da poco visto che solo da questi due Paesi nel 2023 sono arrivati 10.000 migranti.
È questo il modello (rimpatri con procedure accelerate direttamente alle frontiere) che, in extremis, l'Italia tenterà di far passare al Consiglio Affari Interni della UE dove il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, in assenza dell'accoglimento delle proposte italiane, potrebbe anche non votare il nuovo Patto Asilo e Migrazione.
Il ministro dell'Interno dunque porta sul tavolo europeo un'ultima proposta italiana. Che punta tutta su un meccanismo europeo di rimpatri de…
La prima area di trattenimento per i migranti che l'Italia punta a respingere direttamente alle frontiere se in arrivo da Paesi sicuri sorgerà all'interno dell'hotspot di Lampedusa. Da lì, senza neanche essere smistati in centri di accoglienza, potrebbero ad esempio essere subito rimpatriati i tunisini, ma - da quest'anno - anche gli ivoriani. E non sono numeri da poco visto che solo da questi due Paesi nel 2023 sono arrivati 10.000 migranti.
È questo il modello (rimpatri con procedure accelerate direttamente alle frontiere) che, in extremis, l'Italia tenterà di far passare al Consiglio Affari Interni della UE dove il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, in assenza dell'accoglimento delle proposte italiane, potrebbe anche non votare il nuovo Patto Asilo e Migrazione.
Il ministro dell'Interno dunque porta sul tavolo europeo un'ultima proposta italiana. Che punta tutta su un meccanismo europeo di rimpatri dei migranti che non hanno diritto allo status di rifugiato e che provengono dai cosiddetti Paesi sicuri con procedure accelerate alle frontiere e trattenimento in aree riservate negli hotspot.
Sono 25 i Paesi che l'Italia ritiene sicuri, 4 sono stati aggiunti due mesi fa, come Costa d'avorio e Nigeria. Non un dettaglio visto che tra gli oltre 52.000 arrivati quest'anno in Italia, almeno 10.000 (ivoriani e tunisini) potrebbero così subito essere rimandati a casa. Ma l'Italia propone all'Europa addirittura la possibilità di rimandare i migranti non solo nei Paesi d'origine (quando non ci sono accordi in tal senso) ma anche in Paesi terzi nei quali hanno soggiornato a lungo prima di intraprendere il viaggio per l'Europa.
Piantedosi chiede anche la sospensione delle procedure di frontiera obbligatorie dopo quota 20.000 e il dimezzamento (da 2 a 1 anno) del periodo in cui uno Stato di primo approdo deve farsi carico dei migranti arrivati con operazioni di ricerca e soccorso.
Infine la quota di 20.000 euro a migrante versata dai Paesi che non si fanno carico dell'accoglienza: l'Italia è anche disposta ad accettare questa forma di risarcimento ma solo in un pacchetto di misure più ampio che punti al consolidamento delle frontiere esterne.
E intanto dal rapporto 2023 dell'agenzia europea per i diritti fondamentali arriva un nuovo ammonimento all'Italia "per la pressione sulle organizzazioni umanitarie che continuano a subire procedimenti legali".