Il presidente del Parlamento della Moldavia: "Il piano dei russi per arrivare in Transnistria esiste ancora"
di Salvatore GiuffridaIgor Grosu, presidente del Parlamento moldavo dal 2019 e leader del partito di maggioranza Pas, in visita in Italia, fa il punto sulla guerra e l’integrazione in Ue dopo il summit dei leader europei a Chisinau il 1 e 2 giugno.
La Moldavia rischia ancora di essere coinvolta nel conflitto ucraino?
“Il piano russo di arrivare fino in Transnistria esiste ancora, ma per fortuna l’Ucraina ha respinto l’esercito di Mosca al di là del fiume Dnipro. Ma anche noi abbiamo fatto la nostra parte, siamo riusciti a mantenere la stabilità nel paese e a evitare l’escalation del conflitto in Moldavia”.
Il conflitto in Transnistria, regione separatista filorussa controllata dai soldati di Mosca, condizionerà l’integrazione nella Ue?
“L’integrazione nella Ue della Moldavia e la pacificazione in Transnistria sono due processi differenti che si muovono con velocità diverse. Una soluzione immediata e veloce …
Igor Grosu, presidente del Parlamento moldavo dal 2019 e leader del partito di maggioranza Pas, in visita in Italia, fa il punto sulla guerra e l’integrazione in Ue dopo il summit dei leader europei a Chisinau il 1 e 2 giugno.
La Moldavia rischia ancora di essere coinvolta nel conflitto ucraino?
“Il piano russo di arrivare fino in Transnistria esiste ancora, ma per fortuna l’Ucraina ha respinto l’esercito di Mosca al di là del fiume Dnipro. Ma anche noi abbiamo fatto la nostra parte, siamo riusciti a mantenere la stabilità nel paese e a evitare l’escalation del conflitto in Moldavia”.
Il conflitto in Transnistria, regione separatista filorussa controllata dai soldati di Mosca, condizionerà l’integrazione nella Ue?
“L’integrazione nella Ue della Moldavia e la pacificazione in Transnistria sono due processi differenti che si muovono con velocità diverse. Una soluzione immediata e veloce per la Transnistria non è possibile, anzi implicherà sacrifici in termini sociali, economici, politici: i costi sono da valutare. L’aiuto essenziale che può dare l’Ucraina è la vittoria”.
L’ingresso della Moldavia nella Ue non rischia di portare in dote un nuovo Kosovo?
“Abbiamo un vantaggio rispetto al Kosovo: il conflitto in Transnistria non ha aspetti religiosi o interetnici. Per questo possiamo risolverlo in modo pacifico: la Transnistria esporta il 70% della sua produzione industriale nella Ue e molti cittadini transnistriani hanno cittadinanza moldava e possono circolare liberamente in Europa. Grazie all’Osce abbiamo già trovato una soluzione al problema delle targhe delle macchine: si usano numeri neutrali”.
Sono ancora validi i negoziati iniziati nel 2005 con la Russia tra i mediatori nel format del 5+2?
“No. È chiaro che questo gruppo non vale più perché ne fa parte uno Stato aggressore. Dopo la vittoria in Ucraina servirà un nuovo gruppo con nuovi attori diplomatici credibili che rispetteranno l’integrità territoriale moldava”.
Sta pensando all’Italia?
“Sicuramente, l’Italia è un paese amico e comprende le nostre esigenze. Inoltre c’è il problema del deposito di Ciobasna che conserva 200mila tonnellate di armi e munizioni: dopo la guerra dovranno essere evacuate o disinnescate sotto il mandato di una commissione internazionale”.
Siete disposti a cessioni sulla Transnistria?
“No, mai, la Transnistria è nostra: venti anni fa è stata occupata illegalmente dalla Russia la cui tattica è di creare conflitti congelati nelle ex repubbliche sovietiche come Ucraina e Georgia. L’importante è non farsi influenzare dalla falsa propaganda di Mosca”.
La Moldavia è stabilizzata ma la guerra ibrida russa continua?
“La guerra dell’informazione continua e in Moldavia è stata fatta in modo massiccio con gruppi criminali, oligarchi e partiti filorussi. Di recente abbiamo sospeso numerosi siti web e ritirato le licenze di sei emittenti tv affiliate a cittadini russi legati a loro volta ai servizi segreti di Mosca: giustificavano la guerra e promuovevano odio sociale. Abbiamo creato il Centro Patriot che monitora l’informazione lanciando azioni immediate contro la guerra ibrida”.
Non si rischia di limitare il confronto democratico?
“Abbiamo sufficienti prove secondo cui cittadini russi affiliati ai servizi segreti di Mosca hanno finanziato e dato supporto logistico a gruppi criminali moldavi per destabilizzare il paese. A questo riguardo il procuratore generale ha chiesto al Parlamento la revoca dell’immunità di una deputata, Marina Tauber (leader del partito filorusso Shor, ndr): le prove sono chiare. Inoltre dall’autunno 2022 all’inverno 2023 la Russia ha finanziato con 10 milioni le proteste del partito filorusso Shor. Due giorni fa gli Usa hanno annunciato un elenco di 7 cittadini russi direttamente coinvolti in azioni di destabilizzazione: hanno cercato di occupare le sedi di istituzioni pubbliche”.
Si riferisce a proteste in Parlamento?
“No, ad altre istituzioni statali tra l’inverno 2022 e la primavera del 2023”.
A breve inizieranno i negoziati per l’adesione della Moldavia all’Ue. Vi preoccupano i legami del governo italiano con Orbán?
“Con Orbán la collaborazione è buona: sosterrà l’integrazione moldava in Ue. Dall’Italia ci aspettiamo un supporto pieno per l’apertura dei negoziati, ma anche per adeguare la nostra legislazione, garantire la sicurezza energetica, espandere gli investimenti italiani in Moldavia, rispondere alle esigenze della nostra comunità in Italia e consolidare le nostre capacità di difesa, ad esempio con la sinergia fra carabinieri moldavi e italiani”.