Scholz: "Non possiamo lasciare da sola l'Italia sui migranti"
di Tonia MastrobuoniROMA - E' la prima visita di Stato in Italia del cancelliere Olaf Scholz da quando a Palazzo Chigi c'è Giorgia Meloni, e il menu del colloquio tra il cancelliere socialdemocratico e la premier della destra italiana si annuncia ricco di temi, e non tutti semplici. A cominciare dall'immigrazione: un'intesa europea sulla riforma del diritto di asilo al prossimo Consiglio europeo (e oggi alla riunione dei ministri degli Interni) sembra complicata, e anche tra Italia e Germania sono emerse tensioni nei mesi scorsi in particolare sugli hot spot ai confini esterni dell'Ue o sulle ong che salvano vite nel Mediterraneo. Più facile, per Roma e Berlino, convergere sulla necessità di fare accordi con i Paesi di provenienza dei migranti, in particolare nel Nordafrica.
Sulle ong, le distanze tra Italia e Germania sono siderali. La ministra degli Esteri Annalena Baerbock ha inaugurato persino un dialogo la scorsa settimana con le associazioni non governative…
ROMA - E' la prima visita di Stato in Italia del cancelliere Olaf Scholz da quando a Palazzo Chigi c'è Giorgia Meloni, e il menu del colloquio tra il cancelliere socialdemocratico e la premier della destra italiana si annuncia ricco di temi, e non tutti semplici. A cominciare dall'immigrazione: un'intesa europea sulla riforma del diritto di asilo al prossimo Consiglio europeo (e oggi alla riunione dei ministri degli Interni) sembra complicata, e anche tra Italia e Germania sono emerse tensioni nei mesi scorsi in particolare sugli hot spot ai confini esterni dell'Ue o sulle ong che salvano vite nel Mediterraneo. Più facile, per Roma e Berlino, convergere sulla necessità di fare accordi con i Paesi di provenienza dei migranti, in particolare nel Nordafrica.
Sulle ong, le distanze tra Italia e Germania sono siderali. La ministra degli Esteri Annalena Baerbock ha inaugurato persino un dialogo la scorsa settimana con le associazioni non governative attive nel Mediterraneo per integrarle maggiormente nelle discussioni a Bruxelles e coinvolgerle eventualmente nel Gruppo di contatto Sar. E per la prima volta il governo di Berlino ha cominciato a finanziarle. Roma cerca, al contrario, di criminalizzare le ong. Una postura che continua anche ad alimentare tensioni con la Francia, che nei giorni scorsi ha vincolato la sua solidarietà verso l'Italia a un cambio di atteggiamento di Meloni nei confronti delle navi della società civile che salvano vite in mare.
Il messaggio che il cancelliere ha mandato ieri dai microfoni del Wdr e poi ha rilanciato con il Corriere della Sera è "non possiamo lasciare sola l'Italia". Un messaggio che rispecchia la solidarietà che la Germania ha sempre mostrato nei confronti dell'Italia, guidando puntualmente i Paesi che hanno accolto volontariamente migranti approdati sulle coste italiane. Ma la sua visita a Roma è accompagnata da polemiche sui giornali, che ricordano al cancelliere che Meloni si sta "orbanizzando" e che, come scrive lo Spiegel, "all'estero la premier si mostra conciliante, all'interno mostra la faccia feroce", con riferimento all'attacco alla Corte dei Conti, al sacco della Rai e alla discriminazione della comunità lgbtq+.
Scholz arriva a Roma anche inseguito dal caos in cui è precipitato ormai il suo governo. Ieri il cancelliere ha dovuto per la prima volta nella storia dichiarare la manovra finanziaria "Chefsache" (priorità assoluta), ha dovuto prenderla in mano a causa delle lacerazioni che attraversano il suo governo. Ma sul tema dei conti pubblici, il cancelliere che da ministro delle Finanze aveva fatto dimenticare l'era Schaeuble proponendo il Recovery Fund insieme ai francesi, non può mettersi contro il suo responsabile delle Finanze, l'"austero" e liberale Christian Lindner, che si oppone alla proposta del Patto di stabilità della Commissione europea e chiede parametri certi per il percorso di riduzione del debito e del contenimento del deficit. Sarà un altro argomento non facile da affrontare con Meloni.
Sulla guerra in Ucraina, Berlino e Roma sono invece unite nella ferma condanna della Russia e nel sostegno, anche militare, a Kiev. Tema del colloquio saranno anche i Balcani, il recente viaggio di Meloni in Tunisia e la Libia.
Infine, con sorpresa dei tedeschi che nei mesi scorsi non ci contavano più, sul Piano d'azione tra Italia e Germania, ereditato dal governo Draghi e congelato per mesi, potrebbe esserci un'accelerazione. Alcuni ambiti, come quello della collaborazione scientifica, sono stati ulteriormente approfonditi, e il resto del documento, che promette un coordinamento più stretto tra i due Paesi, non è stato modificato molto, rispetto alla bozza Draghi.