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Annecy, orrore al parco: uomo ferisce a coltellate i bambini che giocano

(afp)
Due piccoli ricoverati, colpiti anche due adulti. Macron: “Vigliaccheria assoluta”. L’aggressore, siriano, avrebbe invocato il nome di Gesù prima di scagliarsi sulle vittime
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ANNECY - Quando è sera, il parchetto giochi affacciato sul placido lago ha già riaperto, con alcune mamme che hanno portato i loro figli sulla scena del crimine. "Léo voleva venire", si giustifica Catherine Duvilier, assistente sociale, mentre il bambino di sei anni è in cima allo scivolo: "Ho pianto stamattina, ma lui non sa nulla, e volevo che per lui fosse un pomeriggio come tanti". Proteggere l'innocenza, anche davanti all'orrore assoluto. Qui, vicino al dondolo e al castello dove s'impara l'arrampicata, dove l'unica preoccupazione di un genitore è evitare una brutta caduta. Un parco giochi, il luogo in cui la violenza del mondo non dovrebbe mai entrare.

Quattro bambini, il più piccolo di ventidue mesi, sono stati accoltellati ieri mattina nei giardini dell'Europa di Annecy, accanto al ponte dell'Amore che ricorda tanto Venezia. Senza un movente apparente, senza ancora una rivendicazione cer…

ANNECY - Quando è sera, il parchetto giochi affacciato sul placido lago ha già riaperto, con alcune mamme che hanno portato i loro figli sulla scena del crimine. "Léo voleva venire", si giustifica Catherine Duvilier, assistente sociale, mentre il bambino di sei anni è in cima allo scivolo: "Ho pianto stamattina, ma lui non sa nulla, e volevo che per lui fosse un pomeriggio come tanti". Proteggere l'innocenza, anche davanti all'orrore assoluto. Qui, vicino al dondolo e al castello dove s'impara l'arrampicata, dove l'unica preoccupazione di un genitore è evitare una brutta caduta. Un parco giochi, il luogo in cui la violenza del mondo non dovrebbe mai entrare.

Quattro bambini, il più piccolo di ventidue mesi, sono stati accoltellati ieri mattina nei giardini dell'Europa di Annecy, accanto al ponte dell'Amore che ricorda tanto Venezia. Senza un movente apparente, senza ancora una rivendicazione certa. "È un'indagine cominciata poche ore fa, è troppo presto", dice la procuratrice messa sotto pressione dai giornalisti in serata, mentre l'aggressore Abdalmasih H. è rinchiuso nel commissariato in uno stato definito "anormale". Siriano, trentadue anni, aveva ottenuto asilo politico in Svezia dieci anni fa, è sposato e ha una figlia di tre anni. L'età dei bambini contro cui si è scagliato.

Abdalmasih è arrivato alle 9.30 come una furia nel parchetto dove bivaccava da settimane. Barba lunga, maglietta e bermuda, il capo coperto da un lungo foulard. In un video girato da un passante si vede passare davanti a una mamma che tenta di fare scudo ai bambini seduti nel passeggino. L'aggressore si accanisce su uno dei piccoli, poi sull'altro. Ne colpisce altri due. Viene respinto da una donna che chiede aiuto: "Fermatelo! Fermatelo!".

Le urla sono strazianti, insostenibili, quanto la visione dei quattro minuti della scena filmata da un passante. I feriti sono sei: due adulti anziani, e quattro bambini, di età compresa tra ventidue mesi e tre anni, tra cui un inglese e un olandese di famiglie venute per turismo. Per due piccole vittime la prognosi è riservata. Le ferite da arma bianca - un semplice coltello Opinel - risultano ancora più gravi sui loro piccoli corpi. L'ex calciatore del Liverpool, Anthony Le Tallec, stava facendo footing nel parco: "È pazzesco vedere questo ad Annecy". La città dei monumenti liberty, incastonata tra lago e montagne, nota anche per i festival di animazione e di cinema italiano.

Come in ogni storia c'è un eroe, diventato sui social "l'uomo con lo zaino", un giovane che ha tentato di fermare a mani nude Abdalmasih. L'aggressore ha continuato il suo folle percorso nei giardini, ferendo due adulti, tra cui un anziano poi colpito anche dagli agenti che sono intervenuti pochi minuti dopo l'allerta. Il terrorismo per ora non è la pista privilegiata dagli investigatori, in un paese che vive una stagione di attentati islamisti lunga dieci anni.

Il primo fu proprio nel 2012, quando Mohammed Merah aveva attaccato una scuola ebraica a Tolosa, uccidendo tre bambini. In un altro video girato ieri mattina si vede Abdalmasih alzare il braccio, toccare qualcosa al collo, forse la croce che aveva quando è stato arrestato, e urlare in inglese: "In nome di Gesù Cristo". Nella domanda di asilo che aveva depositato in Francia, si era definito siriano cristiano.

"È un attacco di una vigliaccheria assoluta", commenta Emmamnuel Macron. "La nazione è sotto shock", prosegue il capo dello Stato, che ha ricevuto un messaggio di solidarietà anche da Giorgia Meloni: "Rimango senza fiato di fronte a un atto così mostruoso", ha twittato la premier. "Evitiamo le strumentalizzazioni", è l'appello di Elisabeth Borne, arrivata ad Annecy insieme al ministro dell'Interno Gérald Darmanin, mentre era già in corso la polemica sull'esplosione del numero di richiedenti asilo in Francia, quasi 156mila l'anno scorso.

"Prima fuggivano per evitare la morte. Ora lasciano i loro paesi per meglio uccidere i nostri bambini", ha commentato Eric Zemmour, l'ex candidato presidenziale sovranista di estrema destra. E se Marine Le Pen si è limitata ad esprimere "spavento e orrore", il presidente del suo partito, il giovane Jordan Bardella, chiede un dibattito urgente sull'immmigrazione. Un gruppo di estrema destra ha annunciato una manifestazione non autorizzata vicino al luogo dell'attacco.