Documenti classificati, l'accusa: "Trump ha rivelato piani militari e segreti nucleari". La replica: "Il procuratore è uno squilibrato"
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK - Stavolta è diverso. Trump prova a dipingere come una caccia alle streghe politica anche l'incriminazione per il caso dei documenti segreti trafugati a Mar a Lago, nella speranza che lo aiuti con la campagna presidenziale, e i leader repubblicani sono costretti a difenderlo. Però la gravità delle accuse e le prove in mano al procuratore speciale Jack Smith, contenute nelle 49 pagine dell'atto di accusa con 37 imputazioni pubblicato ieri, rendono quasi impossibile questa strategia.
Il 20 gennaio 2021 Trump aveva lasciato la Casa Bianca, portando decine di scatoloni di documenti che secondo il Presidential Record Act appartenevano allo stato e andavano ai National Archives. C'erano rapporti sulle capacità nucleari di paesi stranieri, i piani di attacco americani contro l'Iran, e rivelazioni sui colleghi di altre nazioni. Informazioni secret, top secret e altamente confidenziali, che finendo nelle mani sbagliate potevano mettere a ri…
NEW YORK - Stavolta è diverso. Trump prova a dipingere come una caccia alle streghe politica anche l'incriminazione per il caso dei documenti segreti trafugati a Mar a Lago, nella speranza che lo aiuti con la campagna presidenziale, e i leader repubblicani sono costretti a difenderlo. Però la gravità delle accuse e le prove in mano al procuratore speciale Jack Smith, contenute nelle 49 pagine dell'atto di accusa con 37 imputazioni pubblicato ieri, rendono quasi impossibile questa strategia.
Il 20 gennaio 2021 Trump aveva lasciato la Casa Bianca, portando decine di scatoloni di documenti che secondo il Presidential Record Act appartenevano allo stato e andavano ai National Archives. C'erano rapporti sulle capacità nucleari di paesi stranieri, i piani di attacco americani contro l'Iran, e rivelazioni sui colleghi di altre nazioni. Informazioni secret, top secret e altamente confidenziali, che finendo nelle mani sbagliate potevano mettere a rischio la sicurezza nazionale. Trump però le aveva portate a casa, mostrandole ad amici e conoscenti.
Il 17 gennaio del 2022 l'ex presidente aveva risposto alla richiesta dei National Archives di restituire le carte, consegnando 15 scatoloni con 197 documenti classificati, di cui 98 secret e 38 top secret. Il 30 marzo del 2022 l'Fbi aveva aperto un'inchiesta criminale e un Grand Jury aveva ordinato all'ex presidente di riconsegnare tutto. Lui, insieme al valletto Waltine Nauta, aveva spostato 64 scatoloni nella sua residenza, per non farli trovare neppure ai suoi avvocati, a cui aveva anche suggerito di portare via le carte per distruggerle.
I legali poi avevano condotto una ricerca sulle 30 scatole rimaste a loro disposizione, e il 3 giugno avevano comunicato all'Fbi di aver scoperto altri 38 documenti, assicurando che era tutto. Ma le autorità federali sapevano che non era vero, e l'8 agosto avevano ordinato la perquisizione di Mar a Lago, trovando altre 102 carte classificate. I procuratori hanno le registrazioni di conversazioni in cui Trump riconosceva di aver documenti vietati dalla legge, ma ordinava ai suoi di nasconderli. Come il 21 luglio del 2021, quando nel suo club del golf di Bedminster aveva discusso i piani d'attacco contro l'Iran ricevuti dal capo degli Stati Maggiori Milley: "Avrei potuto declassificarli, quando ero presidente. Ora non posso, ma sono ancora un segreto".
Su queste basi Smith ha accusato Trump di reati molto gravi, come cospirazione e l'ostruzione della giustizia che aveva costretto Nixon alle dimissioni, per cui rischia fino a 20 anni di prigione. Quindi ieri il procuratore ha risposto così alle critiche: "La sicurezza nazionale va protetta e la legge è uguale per tutti. Lavorerò per istruire rapidamente il processo".
Martedì l'ex capo della Casa Bianca dovrà presentarsi nel tribunale di Miami, per avviare il procedimento: "La corrotta amministrazione - ha detto - usa la giustizia a scopo politico. Io sono innocente". Biden non ha commentato. Aileen Cannon, la giudice incaricata di gestire il processo, è stata nominata da lui e potrebbe proteggerlo, cercando di rimandare il giudizio a dopo le elezioni del 2024. La Costituzione non vieta a incriminati e condannati di candidarsi ed è probabile che l'incriminazione rafforzi Trump nella sua base e lo aiuti a vincere le primarie. Ma la gravità delle accuse, oltre a determinarne la condanna penale, potrebbe convincere gli indipendenti di cui ha bisogno per tornare alla Casa Bianca ad abbandonarlo.