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Ucraina, le avanguardie di Kiev oltre la prima linea russa ma con grandi perdite

Le colonne ucraine penetrano per 20 chilometri aggirando i capisaldi che però non cedono. Mosca: "Respinti"
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Mosca proclama la vittoria: "Li abbiamo respinti". Kiev tace, imponendo il silenzio sulla controffensiva. E la situazione sul fronte di Zaporizhzhia resta confusa. In due giorni di battaglia le avanguardie ucraine si sono inoltrate per venti chilometri nel territorio controllato dai russi. Sono penetrate attraverso la prima linea nemica e ieri si combatteva davanti alla seconda, nel tratto che unisce Lobkove, sulle sponde del Dnepr, a Robotyne e Verbove. Ma non hanno conquistato tutto il territorio: l'attacco viene portato avanti da colonne meccanizzate, che travolgono le posizioni più deboli e aggirano le roccaforti meglio protette. Sono tanti cunei che si spingono in profondità e puntano a indebolire la grande muraglia di trincee allestita dal generale Gerasimov, cercando di mettere in crisi rifornimenti e collegamenti. Alle loro spalle ci sono villaggi e colline dove i russi restano asserragliati: alcune unità come il 271mo reggimento fucilieri so…

Mosca proclama la vittoria: "Li abbiamo respinti". Kiev tace, imponendo il silenzio sulla controffensiva. E la situazione sul fronte di Zaporizhzhia resta confusa. In due giorni di battaglia le avanguardie ucraine si sono inoltrate per venti chilometri nel territorio controllato dai russi. Sono penetrate attraverso la prima linea nemica e ieri si combatteva davanti alla seconda, nel tratto che unisce Lobkove, sulle sponde del Dnepr, a Robotyne e Verbove. Ma non hanno conquistato tutto il territorio: l'attacco viene portato avanti da colonne meccanizzate, che travolgono le posizioni più deboli e aggirano le roccaforti meglio protette. Sono tanti cunei che si spingono in profondità e puntano a indebolire la grande muraglia di trincee allestita dal generale Gerasimov, cercando di mettere in crisi rifornimenti e collegamenti. Alle loro spalle ci sono villaggi e colline dove i russi restano asserragliati: alcune unità come il 271mo reggimento fucilieri sono sotto il fuoco dei cannoni da lunedì scorso. In un filmato si vedono decine di soldati che abbandonano di corsa le trincee scavate in un bosco: forse si tratta di una compagnia che stava venendo accerchiata.

La reazione è stata determinata. Gli ucraini concentrano i loro assalti nelle ore che precedono l'alba, sfruttando l'oscurità per avanzare. Il terreno infatti non offre ripari e i droni riescono a localizzare in fretta gli spostamenti dei mezzi corazzati, spesso alle prese con enormi campi minati. Almeno due degli squadroni ucraini sono finiti in trappola: due tank Leopard 2 e una ventina di blindati Bradley, M113 e Mastiff sono stati immobilizzati dagli ordigni e poi colpiti dall'artiglieria. Gli ufficiali di Mosca sembrano avere fatto tesoro degli errori di un anno fa: sono stati segnalati raid frequenti di elicotteri e cacciabombardieri, che bersagliano con armi di precisione le colonne allo scoperto. Inoltre hanno nascosto nei boschi piccoli gruppi con i missili controcarro Kornet, l'equivalente dei Javelin americani, che compiono agguati improvvisi.

Gli ucraini invece danno la caccia ai comandi e ai depositi di munizioni con razzi Himars a lungo raggio: a Sud gli Storm Shadow donati da Londra avrebbero distrutto pure il quartiere generale visitato da Putin nello scorso aprile. Più a nord, nel Donetsk, proseguono la manovra a tenaglia per circondare Bakhmut: ci sono stati piccoli successi, aumentando la pressione intorno alla città espugnata dai mercenari della Wagner.

Kiev ha gettato nella mischia unità di quattro brigate, tutte addestrate dagli istruttori della Nato ed interamente equipaggiate con mezzi occidentali. Ne ha ancora almeno cinque a disposizione. Inoltre non sono ancora entrati in azione i battaglioni corazzati, composti solo da tank. Allo stesso tempo, i combattimenti restano lontani dai bastioni più potenti costruiti dai russi, che pare stiano facendo arrivare al fronte un'altra divisione, trasferita dalla zona allagata dopo la distruzione della diga. La battaglia insomma è solo agli inizi.