Nella Tunisia travolta dai migranti. “Questo non è un Paese sicuro”
di Leonardo MartinelliTUNISI - Corpi gettati come cose e immondizia nell'obitorio di Sfax, in uno sporco dilagante e disumano. Sono le immagini shock che Repubblica ha pubblicato, per denunciare una situazione fuori controllo nella gestione dei migranti, anche di quelli morti nei naufragi in mare, nella città tunisina da dove si parte verso Lampedusa su barchini metallici, sempre più e pericolosi. Da Sfax arriva la conferma che nell'obitorio la situazione è stata fuori controllo. E continua ancora a essere fragile.
Quelle immagini risalgono alla notte tra il 26 e il 27 aprile, al momento dei festeggiamenti dell'Eid, la fine del Ramadan. Faouzi Masmoudi, giudice al tribunale di Sfax e portavoce dell'istituzione, non si tira indietro e ammette: "L'obitorio ha una capacità massima di 40-50 salme, ma tra la fine di aprile e maggio ne hanno ricevute tantissime. Un giorno siamo arrivati a un massimo di 209 cadaveri".
TUNISI - Corpi gettati come cose e immondizia nell'obitorio di Sfax, in uno sporco dilagante e disumano. Sono le immagini shock che Repubblica ha pubblicato, per denunciare una situazione fuori controllo nella gestione dei migranti, anche di quelli morti nei naufragi in mare, nella città tunisina da dove si parte verso Lampedusa su barchini metallici, sempre più e pericolosi. Da Sfax arriva la conferma che nell'obitorio la situazione è stata fuori controllo. E continua ancora a essere fragile.
Quelle immagini risalgono alla notte tra il 26 e il 27 aprile, al momento dei festeggiamenti dell'Eid, la fine del Ramadan. Faouzi Masmoudi, giudice al tribunale di Sfax e portavoce dell'istituzione, non si tira indietro e ammette: "L'obitorio ha una capacità massima di 40-50 salme, ma tra la fine di aprile e maggio ne hanno ricevute tantissime. Un giorno siamo arrivati a un massimo di 209 cadaveri".
Questo per quanto riguarda i morti. Ma i vivi? I migranti intercettati nella notte dalla Garde Nationale sono scaricati a terra, sulle banchine del porto di Sfax. "Sono lasciati liberi - sottolinea Hassan Boubakri, docente di geografia ed esperto di migrazioni all'Università di Sousse - . La Tunisia non ha i mezzi per occuparsene. Non è solo una questione di soldi, che l'Italia e l'Europa potrebbero dare. Non ci sono proprio le competenze, né le strutture". Le strade di Sfax sono piene di migranti allo sbando: quelli riportati dalla Garde Nationale e gli altri che arrivano di continuo dall'Africa subsahariana, soprattutto via Algeria.
Boubakri ha anche qualcosa da dire sul "Paese sicuro". "Dopo il discorso anti-migranti del presidente Kais Saied in febbraio, sono iniziate aggressioni nei loro confronti, che continuano. La Tunisia non è più un Paese sicuro per questi migranti. E non lo è neanche per certi tunisini, come i rappresentanti della comunità Lgbtq e, con l'indurimento del sistema politico, per chi non la pensa come chi li governa".
Ora la Tunisia è molto disponibile, anche rispetto ai rimpatri dei suoi cittadini entrati illegalmente in Italia. "Ma Saied è attento alla propria popolarità - aggiunge Nafti -. Se applicherà con zelo quanto previsto dal patto e farà ritornare i migranti subsahariani partiti per l'Italia, si scontrerà con il razzismo crescente in Tunisia. E allora farà subito marcia indietro.